LO MALET.
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BARAONDA AGLI CHAMPS-LYSES.
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Titolo originale: Corrida aux Champs-lyses. 1956.
Traduzione di: Federica Angelini
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il Protagonista: NESTOR BURMA.
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Ha la taglia dell'antieroe: cammina, sbuffa, beve, sbraita, per non sbaglia un colpo. Nato come contraltare francese del belga Maigret, Nestor Burma  il proprietario dell'agenzia di investigazioni private Fiat Lux. I casi di cui si occupa sono fra le pagine pi felici del noir europeo. All' interno delle Inchieste di Nestor Burma, Lo Malet ha ritagliato uno spazio speciale per una serie di quindici romanzi, I nuovi misteri di Parigi, ciascuno dedicato a un arrondissement della capitale francese.
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BARAONDA AGLI CHAMPS-LYSES.
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Capitolo 1.
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Ferita al seno.
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Lasciai Marc Covet, il giornalista-spugna, in contemplazione davanti al grande bicchiere
appannato pieno di un liquido color ambra in cui tintinnavano cubetti di ghiaccio, attraversai lampia e
lussuosa stanza, gustandomi il piacere di calpestare con i miei piedi plebei il tappeto che ricopriva il
parquet, e, con la pipa in bocca, uscii sul balcone.
Il sole di giugno inondava gli Champs-lyses, facendo scintillare la carrozzeria delle sontuose
auto che scorrevano in un flusso continuo. I marciapiedi erano pieni di gente e la terrazza del
Fouquets, di fronte, traboccava di avventori. In fondo alla strada, si vedevano svettare i turisti in cima
allArc de Triomphe. Gli alberi, la gente, le cose, tutto sapeva di gioia di vivere. Quattro piani sotto,
proprio davanti al Cosmopolitan Hotel, era stato di recente aperto un cantiere di non so cosa, in modo
da rispettare la tradizione che vuole Parigi perennemente turbata da qualche lavoro alla rete stradale, e
perfino i manovali che trasportavano sacchi di sabbia sembravano partecipare allallegria generale.
Sempre meglio sgobbare sugli Champs-lyses che a Mnilmuche, anche se dalle belle signore a
passeggio non si pu sperare di ricevere pi di uno sguardo vagamente curioso. S, meglio comunque
sudare l, dove tra due colpi di piccone e due carriole da trasportare si potevano sfiorare quelle stoffe eleganti.
Tornai da Marc Covet e mi servii da bere a mia volta.
Peccato! Era partita. Non lavrei sicuramente mai pi rivista. Never more, come si dice nella sua
lingua. Una traccia del suo profumo aleggiava ancora nella stanza, ma si sarebbe ben presto dissolta.
Strinsi le spalle. Il redattore del Crpuscule alz su di me due occhi acquosi:
Le ha fatto prendere paura?, chiese.
A chi?.
Di chi mai potrei parlare? Di Miss Greis Standford, naturalmente!.
Grace, lo corressi. Non imiti quei maledetti speaker alla radio. Io pronuncio il suo nome
come si scrive.  pi... grazioso.
Effettivamente.
Non le ho fatto prendere nessuna paura.  stata richiamata improvvisamente a Hollywood.
E lei si sente abbandonato?.
Lo confesso.
Finii il bicchiere, liberai una poltrona dalle riviste in diverse lingue che la ingombravano,
pubblicazioni da cui la star mondiale Miss Grace Standford sorrideva gentilmente, mi sedetti, mi
allentai la cravatta e mi asciugai la fronte. Marc Covet riprese:
Non si sar innamorato, per caso?.
Per la miseria, risi, mi sa proprio di s. Cosa vuole, non si pu essere originali fino alla fine
dei propri giorni. Se ho una cotta per quellattrice, condivido quel sentimento solo con unaltra decina
di milioni di uomini, no? Per Dio, Covet, la prego, non approfitti di questa confidenza per farci un articolo di cronaca mondana.
Senta, Nestor Burma. Ho gi tirato fuori abbastanza notizie su questa americana e il suo giro
grazie alla sua posizione privilegiata di guardia del corpo. Il mio caporedattore non ne vuole pi sentir
parlare. Quindi stia tranquillo.... (Il giornalista sinterruppe per versarsi di nuovo da bere. Si umett la
glottide e riprese). Per quanto tempo ha lavorato per lei? Quando lho incontrata in aprile, al Festival
di Cannes, aveva appena iniziato?.
Dall8 marzo, allora risiedeva in incognito a Parigi.
Tre mesi buoni, disse Covet che possiede un ottimo talento da contabile, oltre a quello di informatore e cronista parigino. Gi, tre mesi...
Basta, parliamo daltro. Non voglio farne una malattia.  stato solo un momento di
malinconia, perch non mi aspettavo che partisse cos presto. Credevo che sarebbe rimasta ancora un
mese o due in Francia ma, come sa bene, hanno avuto improvvisamente bisogno di lei a Hollywood e ieri  dovuta partire.
E adesso lei deve trovarsi un nuovo incarico.
Oh! Non ho tutta questa fretta. Credo che mi conceder invece una vacanza.  da tanto che
non lo faccio. Lagenzia Fiat Lux  chiusa. Hlne  andata a trovare i suoi fuori citt. Sono tutto solo
soletto.
Raggiunga Hlne.
Nel buco sperduto in cui abita? Cosa le ha fatto la mia segretaria per volerle rovinare cos la reputazione?.
Dove pensa di andare allora?.
Proprio qui. Amo Parigi. Soffro a staccare le suole da queste strade. Mi far le vacanze agli Champs-lyses.  un posto come un altro.
Oh, non c dubbio! Ma... qui? Al Cosmopolitan?.
Questo appartamento, che occupavo in quanto guardia del corpo di Miss Standford,  pagato
fino alla fine del mese. E ho preso certe abitudini....
Quella donna fa proprio le cose come si deve, fece notare Covet.
S, assentii. Mi passi la bottiglia. Ho voglia di iniziare ubriacandomi. Lei partecipa a questa
piccola baldoria, vero?.
Temo proprio di no, replic il giornalista alzando la mano. Mi aspetta una serata mondana e
vorrei potermi reggere sulle gambe. Ma, dopo la visione, sono tutto suo.
Che visione?.
Be, sicuramente sapr  visto che ormai fa parte della grande famiglia del cinema  che a
Cannes non sono stati presentati due film molto importanti: uno  Sourdes menaces e laltro Le pain
jet aux oiseaux. Allora non erano pronti, ma adesso lo sono. I rispettivi produttori di questi film hanno
deciso di approfittare della grande stagione parigina per farli uscire in prima mondiale al Franois I e al
Ruban-Bleu-Cinma. Questa sera sono invitato a vedere Sourdes menaces. Ma il vero evento  previsto
per domani: Le pain jet aux oiseaux, del regista Jacques Dody, con Lucie Ponceau.
Lucie Ponceau?.
Esatto! Sa come si dice, chiodo scaccia chiodo. Anche lei sar stato innamorato di Lucie
Ponceau, in passato. Tutti lo sono stati
Lucie Ponceau? Credevo fosse morta.
Si sbagliava. Dopo la pi classica caduta nelloblio, devessere rimasta senza ingaggi per
almeno una quindicina danni, ma eccola ora risalire in superficie. Il giovane Jacques Dorly  un
idealista. Si  messo in testa di darle unultima occasione e a quanto pare non  stato deluso. A sentire
gli esperti, il suo ritorno promette di essere eccezionale.
Non sar pi una ragazzina, eh?.
Non proprio, ma  ancora in grado di farsi beffe di tutta la nuova generazione... Be. Adesso
devo proprio andare... (si alz). La lascio alle sue pene damore.
Oh! Ancora questa storia!.
Senta, Nestor Burma, perch non mi accompagna alla presentazione di Sourdes menaces,
questa sera, al Franois I? Posso farle avere un biglietto. Cos non avremo bisogno di darci un
appuntamento per andare a ubriacarci dopo.
Un modo per risparmiare tempo, eh?, risi io. Accetto, vecchio mio. A Cannes mi sono
sorbito non so quanti chilometri di pellicola, ma non ricordo granch. Avevo pi spesso gli occhi sulla
mia cliente... sa, il dovere... che sullo schermo. Per una volta che potr vedere un film senza
preoccupazioni... allora, daccordo. Dobbiamo travestirci?.
Ah! S.  apprezzato labito da sera. Ma tanto lei sta iniziando a farci labitudine.
Pi o meno.
A stasera.
...
Quasi inconsciamente, Sheila premette il grilletto... Luomo croll a terra... Sheila sparava
ancora, meccanicamente... Il suo viso esprimeva sentimenti contrastanti... Ora il viso patetico di
Sheila sfumava... Una cortina di fumo  quella dellautomatica che continuava ad azionare, come in un
sogno  la nascondeva progressivamente allo sguardo... Si sentirono le note di una musica triste.
La parola FINE, che nasceva al centro dello schermo, si allarg fino a occupare tutto il
rettangolo di tela mentre tornava la luce nella sala Franois I, dove era appena stato presentato Sourdes
menaces a un pubblico scelto. Era un film Mondialux, della Rampo Consortium. Crepitarono applausi
da ogni parte, che si fusero a esclamazioni entusiastiche mentre tutti si alzarono in piedi come se
unorchestra avesse appena intonato un inno nazionale. Seguii il movimento. Anche se cera un sistema
di ventilazione, cominciavo ad aver sete, tanto pi che il colletto rigido mi stringeva la gola.
La bella bionda dalle splendide spalle che occupava la poltrona vicina alla mia, e il cui profilo
non mi era affatto sconosciuto, fece cadere, alzandosi, la minuscola borsetta appoggiata sulle sue
ginocchia. Prima che potessi piegarmi per raccoglierla, fu lei a chinarsi allo stesso scopo. Fui
ampiamente ripagato della mia galanteria stroncata sul nascere. La sua scollatura asimmetrica, che
lasciava scoperta una buona parte del seno sinistro nascondendo pudicamente il destro, si apr fino a
profondit vertiginose, in cui affondarono i miei occhi. Sospesa a una catena, una croce doro si
dondolava tra i due ladroni di un Golgota del piacere. La visione artistica sinterruppe. Ma ebbi il
tempo di notare che il seno sottratto allammirazione altrui offriva una strana particolarit. La bionda
recuper la borsa e si alz. Finsi di non aver visto nulla e mi feci strada fino al corridoio centrale. Nella
hall del Franois I girai di capannello in capannello alla ricerca di Marc Covet da cui, al nostro arrivo,
mi aveva separato una maschera che disponeva strategicamente gli invitati. Alla fine lo trovai.
Dove si va?, chiesi, alzando il gomito come per suonare la carica.
Che ne dice del Camera-Club?.
Vada per il Camera-Club.
Scendemmo lungo gli Champs-lyses, animati come in pieno giorno, rutilanti di insegne
luminose e negozi dalle vetrine illuminate. Attraversammo al Rond-Point, tra Jours de France e Le
Figaro, e ci incamminammo sotto il fogliame di avenue Matignon dove, in un edificio indipendente,
si trovava il Camera-Club, luogo di incontro, dopo mezzanotte, di tutti quelli che contavano nel mondo
del cinema. Il posto era voluttuoso e satinato, immerso in unatmosfera di lusso, con specchi immensi
come laghi e dorature dappertutto. Nemmeno il fattorino avrebbe mai confessato, anche sotto tortura, di
essere di Belleville. Era per un lacch, come tanti altri... altri che non portavano luniforme. Nella
sala ristorante, erano occupati molti tavoli sulle cui tovaglie damascate scintillavano argenteria e
cristalli. Camerieri in giacca andavano dalluno allaltro. Entrammo nel bar, brulicante di unumanit
chiassosa. Marc Covet scelse uno sgabello, quindi mi abbandon quasi immediatamente per andare a
salutare qualcuno. Mi sedetti, tirai fuori la pipa, la riempii e ordinai da bere. Poi mi sbottonai il colletto
che mi dava fastidio e, tenendolo staccato dalla pelle con due dita, mi misi a pensare, in quellelegante
posa, a un seno intravisto furtivamente. Ni vu ni connu, le temps dun sein nu... come dice il poeta.
Attorno a me si discuteva di Sourdes menaces. Qualcuno dichiarava con voce di testa che era
sen-sa-zio-na-le. Il tizio separava le sillabe, tagliando le parole a fette, come fossero salsicce, di cui si
riempiva la bocca.
...pletamente daccordo con lei. Un linguaggio ellittico davvero riuscito.
S, grande arte. Potrebbe vincere qualsiasi festival.
Aspetti di vedere Le pain jet aux oiseaux, lo raggel un altro. Un ottimo potenziale
concorrente....
A quel punto mi raggiunse Marc Covet. Era con un giovane dallaria spigliata, i capelli rossi e
lo smoking a noleggio.
Le presento Rabastens, disse Covet. Un collega. Un mio collega. Ci tiene a conoscerla.
Jules Rabastens, aggiunse il rosso sorridendo e tendendomi la mano. (Gliela strinsi, non si
tratta di un grande impegno). Julot per le signore e gli amici. Lavoro a Cin-Gazette.... (Si mise a
scuotermi vigorosamente il braccio. Gli brillavano gli occhi). Ah! Signor Nestor Burma, sono proprio
contento di conoscerla. Piacere. Davvero un grande piacere. Non pu immaginare....
E ripet un bel po di volte che non potevo immaginare. Malgrado il chiaro interesse che
suscitavo in lui, non mi accordava molto credito in fatto dimmaginazione, ma conosceva le buone
maniere:
Beviamo qualcosa?, fece.
Non rifiutai.
E allora?, riprese. Di chi  la guardia del corpo, adesso che Grace Standford  tornata in
America?.
Di nessuno. Ma ormai sono lanciato e continuo a frequentare gli ambienti cinematografici.
Se ne stancher presto, sospir. Forse le sembrer strano, ma non capitano poi grandi cose.
Ha raccolto diversi cadaveri attorno a Grace Standford?.
Avevo lasciato il carro funebre in garage.
Come pensavo. Ma forse adesso le cose cambieranno. Glielo dico perch non mi occupo solo
di cinema. Sono corrispondente di nera per alcuni giornali di provincia. So che Covet ha una specie di
esclusiva con lei, ma, per la miseria! Tutto quello che  stato scritto di recente su Grace Standford 
uscito dalla sua penna. Ormai potrebbe anche lasciare qualche briciola ai colleghi. Io....
Marc Covet imprec. Rabastens prosegu:
Per farla breve, se le capitasse di imbattersi in un cadavere, me lo faccia sapere. Ecco il mio
biglietto da visita.
Mi diede un cartoncino che infilai in tasca.
Ma guardi questa nuova generazione, brontol Marc Covet. Ambiziosa. Smisuratamente
ambiziosa e pronta a togliere il pane di bocca agli anziani. Ah! Sconsiderati!.
Stavano per ricoprirsi di ingiurie quando un altro giovanotto, con occhiali e baffi, una macchina
fotografica sulla pancia e il flash in mano, diede un colpetto sulla spalla del rosso distogliendolo dalla
conversazione:
Ciao, Rabas. Io vado. Vuoi un passaggio?.
No, fece laltro. Ehi! Fred! Conosci questi signori?.
Marc Covet, del Crpuscule, vero?, disse Fred. Fred Freddy di Radar.
I due giornalisti si scambiarono una stretta di mano.
E questo signore  Nestor Burma, articol Rabastens, proseguendo le presentazioni.
Fred spalanc gli occhi interessato:
Ah, s? Naturalmente! Covet... Burma... il gatto e la volpe, eh?.
Un bella accoppiata, s, insist Marc Covet. Il detective dassalto, ex guardia del corpo della
frizzante Grace Standford, disse Rabastens.
In persona e in versione originale, dissi modesto.
Un lampo di flash mi fece battere le palpebre. Fred Freddy non perdeva tempo:
Ed ecco un bel documento per il tuo archivio personale, Julot, rise lui. Ce lavrai domani...
se mi ricordo. A questo punto merito un whisky, no?.
La nota spese serve a questo..., disse Rabastens.
Ordin un whisky per il fotografo e fece riempire i nostri bicchieri. Neanche fosse una
medicina, Fred Freddy bevve la sua consumazione tutta dun fiato, come galateo comanda.
E adesso vado, disse asciugandosi, sempre allinsegna della massima eleganza, le labbra con
il dorso della mano. Che schifo di lavoro! Si fanno sempre le stesse foto. Arrivederci, brava gente.
Si perse nella folla.
S, uno schifo di mestiere, gemette Rabastens, rovistando nella capigliatura rossa. Tutto
quello che scrivo, da quando lavoro, lho gi ripetuto cento volte. Mai che mi capiti di trovare la notizia
sensazionale che possa mettermi in mostra....
Non ricominciare a volermi fare le scarpe, mugugn Marc Covet.
Basta cos, dissi. A sentirvi parlare, mi pare di essere una merce.
Rabastens imprec e ingoll quanto restava del liquido nel suo bicchiere e in quello di un vicino
di bancone, poi ordin un nuovo giro di rinfreschi alcolici. Intorno a noi fu pronunciato il nome di
Denise Falaise, che arriv fino alle orecchie del nostro rosso. Alz le spalle.
Mi fanno venire mal di pancia, disse, con la loro Denise Falaise....
Feci schioccare le dita.
Che ha?, chiese il collega a Covet.
Niente, dissi. Era seduta accanto a me al Franois I. Sapevo che quel viso non mi era del
tutto sconosciuto, ma non riuscivo ad associarvi alcun nome. Adesso invece ho capito.
S, rise Marc Covet. Certo, ora la si riconosce dal viso. Sembra che abbia cambiato politica
e non metta pi in mostra i seni. E dire che avevano avuto non poco successo in Stop, frontire.
Del resto erano i protagonisti assoluti, complet Rabastens. Erano ripresi dallalto, in primo
piano, in travelling. Ma nel suo ultimo film, uscito dieci giorni fa, Mon coeur vole,  pi coperta di una
mummia. Si prendono gioco del pubblico, non c che dire. Non a caso il film  stato un fiasco.
Giustamente. Se quella Denise continua cos, finir presto a fare la comparsa....
Eccola, dissi.
Con un solo movimento, puntai mento e pipa verso lingresso del bar. Nel locale stava entrando
una coppia, salutata da mormorii di adulazione. Luomo, un ciccione dal cranio sguarnito di capelli e
madido di sudore, lavevo gi incontrato nei corridoi del Cosmopolitan. Scortava titubante Denise
Falaise, la mia vicina di posto al cinema, la bella bionda dalle splendide spalle e dalla scollatura
asimmetrica, ed era a lei che si rivolgevano gli omaggi. Sorrideva, di un sorriso di circostanza, un po
contratto, stanco, talmente stanco che non cercava nemmeno di raggiungere gli occhi, i quali
sembravano assenti quanto un debitore privo di denaro il giorno di scadenza del pagamento.
Scoppiarono due o tre flash.
Champagne per tutti, tuon il ciccione.
Cosa vi dicevo?, mugugn Rabastens. Se ne vede un po del sinistro e niente del destro. Una
vera vergogna.
Fin il bicchiere. Cominciava ad essere piuttosto ubriaco, probabilmente anche a causa di tanta
indignazione.
Da bere, barman, disse disgustato.
Stavo per provvedere, signore, disse luomo in giacca bianca, rigido come il proprio colletto.
Ci prese i bicchieri vuoti e dispose davanti a noi tre coppe.
Cosa significa?, chiese il rosso.
Non ha sentito, signore? Il signor Laumier offre lo champagne.
Ah? E allora, prego, caro mio. Del resto ce lo deve.
Laumier  il tipo grosso e calvo?, minformai.
S.
Produttore? Regista?.
Tutti e due, minform Marc Covet. Il regista  privo di talento e il produttore di denaro. Ma
intanto beviamo. Forse gli fanno credito.
Con la coppa in mano, Rabastens si diresse verso Laumier. Il grosso tizio, per quanto
appoggiato al bancone, barcollava pericolosamente. Sudava e sbuffava come un toro, intrattenendo le
persone che facevano cerchio attorno a lui sulla sua prossima produzione. Pescava di continuo dalla
tasca un fazzoletto di seta giallo che si passava sul cranio, la nuca e le ganasce. Sembrava parecchio
sbronzo.
...La mort nourrit son homme, bofonchi con voce gutturale e impastata. Che titolo, eh?
Appena iniziate le riprese, ieri....
Presenter il film al prossimo festival?, chiese Rabastens.
Me ne frego dei festival, sbott lui.
Nel cast c Denise Falaise?.
Chiaramente.
Rabastens rise con aria subdola, a riprova che aveva una lunga esperienza di grandi schermi.
Allora, butt l, sar un altro film adatto alloratorio.
Cosa? Cosa?, sbrait Laumier. Cosa vuol dire?.
Mi ha capito benissimo... (il rosso alz in alto la coppa, rovesciando met dello champagne
sulla manica della giacca). Alla vostra!.
Signore e signori, tuon Laumier, agitando le braccia tozze, signore e signori, ignoro cosa
questo individuo abbia voluto insinuare a proposito della signorina Falaise, la signorina Falaise...
(nuova apparizione del fazzoletto di seta giallo). Dov la signorina Falaise?.
La signorina Falaise se n andata, signore, disse una voce metallica, tagliente come una
lama, che domin la confusione.
Era uno spilungone, dritto come un fuso, piantato sulla porta. Sembrava un tirapiedi. Gli occhi
avevano da tempo assunto la forma di due buchi della serratura.
Ah,  lei Jean?, fece Laumier.
S, signore.
E lei dice che la signorina Falaise....
Se n andata, signore. Era stanca.
Deve aver pensato che fossi troppo sbronzo!.
Jean non rispose. Laumier tir fuori un sigaro dalla tasca sul petto, lo esamin e se lo infil tra i
denti, senza accenderlo. Jean stava sgomitando per avvicinarsi al suo capo:
Sarebbe meglio che rientrasse anche lei, signore, sugger.
Il filo della lama non si era smussato. Cera anzi quel pizzico di disprezzo perch il coltello
potesse tagliare perfino meglio.
Daccordo!, bofonchi Laumier. (Si frug in tasca, tir fuori qualche banconota che appoggi
sul bancone). Allora, arrivederci a tutti.
Gi.
Il suo Mort non so cosa  un film poliziesco?, chiese il giovane.
Gi.
Non ha bisogno di una consulenza tecnica? I suoi film sono sempre un po carenti da questo
punto di vista. Se le serve un esperto, le presento il signor Nestor Burma, detective privato.
Gi.
Lo sguardo vago del produttore si spost da Rabastens a me, passando da Marc Covet e qualcun
altro. Per lui dovevamo essere almeno sei, se non dodici.
Al diavolo, disse Laumier a nessuno in particolare.
Chiuse il pugno sinistro e se lo port quasi sotto lascella.
Signore, signore, la prego!, intervenne il gestore del Camera-Club.
Troppo tardi! Laumier stese il braccio. Mirava al rosso, ma il tiro fu impreciso e alla fine colp
me. Non mi fece eccessivamente male, ma non potevo lasciar correre. Cerano troppe signore in sala.
Reagii, colpendolo nel doppio mento con un pugno che partiva dal basso e che lo avrebbe mandato al
tappeto se non si fosse aggrappato al bancone e se, alle sue spalle, diverse persone non avessero attutito
il colpo. Il suo sigaro, ridotto in briciole, si sparse tuttintorno. Davanti a me si par Jean, il tirapiedi.
Non disse nulla. Mi guard, alz le spalle e si gir. Prese il suo capo per il braccio e lo accompagn
fuori, tra le esclamazioni, seguito dal gestore del club che, lo si vedeva dallarco delle sopracciglia, non
aveva gradito lincidente e voleva assicurarsi che non si sarebbe rinnovato.
.
...
Quel Laumier non regge lalcol, osservai.
Non  come noi, replic Marc Covet seccamente, sebbene tutto si potesse dire tranne che
fosse rimasto con la gola secca. Saremmo potuti restare al Camera-Club a scroccare ancora un paio di
bicchieri. Perch ha deciso di andare via?.
Per correttezza. Abbiamo gi creato abbastanza scandalo. E poi, quel Rabastens  un po
appiccicoso e cos ce ne siamo sbarazzati. Senza contare che prendere una boccata daria non pu che
farci bene.
Una boccata daria?... (il mio amico si asciug il sudore). Che aria? Dove ha visto lei
dellaria?.
Con passo tranquillo, leggermente a zigzag, il giornalista e io percorremmo gli
Champs-lyses, meglio illuminati che allepoca in cui Philippe Lebon, il chimico che invent le
lampada a gas, era stato assassinato l da qualcuno che aveva approfittato del buio. Un vero paradosso.
Marc Covet aveva ragione. Nemmeno un filo daria. Gli alberi sotto cui passavamo sembravano
immobili quanto una scenografia teatrale.
Andiamo verso la Senna, proposi. L far pi fresco.
Attraversando i giardini che ornano la parte anteriore del Grand Palais, ci dirigemmo verso pont
Alexandre-III, cos tipicamente Novecento, con i suoi famosi pesci San Pietro che danno fiato alle
trombe in cima alle colonne dingresso, mentre trattengono focosi cavalli alati. Quel ponte, maestoso
quanto lo zar di cui porta il nome,  il solo sotto il quale si possa leggere un cartello che proibisce
categoricamente di sbatterci i tappeti. Non so quali, se quelli del Petit o del Grand Palais.
Ci appoggiammo al parapetto, non lontano dalle due enormi statue centrali, con la schiena
verderame coperta di graffiti. La Senna scorreva dolcemente, con un perfido mormorio. Non arrivava
alcuna frescura. In prospettiva, le segnalazioni verdi e rosse del pont des Invalides si riflettevano a
zigzag (anche loro) nellonda nera. A intervalli regolari, il faro che girava dalla Torre Eiffel spazzava il
cielo chiaro di Parigi.
Fui il primo a rompere il silenzio:
Mi chiedo proprio cosa me ne possa fregare!, dissi.
Anchio, rispose il giornalista. (Si scosse, come se si fosse risvegliato di colpo dopo essersi
assopito). Ehm... di cosa, a proposito?.
Mi parli di Denise Falaise, le spiace?, dissi a mo di risposta.
Denise Falaise? Ha fatto presto a dimenticare Grace Standford!.
Lei non si preoccupi. Mi parli di Denise Falaise.
Perch?  faticoso. Qualsiasi settimanale di cinema pu dirle pi di quanto possa raccontarle
io.
Le edicole sono chiuse. Non  successo niente a questa Falaise di recente?.
Non che io sappia.
Nessun incidente, tra il film, diciamo, svestito, e il film... vestito?.
Incidente?.
Prese delicatamente questo suggerimento tra i due lobi cerebrali, poi agit il capo per vedere
cosa poteva saltar fuori.
Niente. Serv solo a farlo sbadigliare. Chiuse le mascelle e le riapr poco dopo per ripetere:
Non che io sappia... Se andassimo a bere qualcosa?, aggiunse. (Indicava il fiume). Tutta
questacqua mi ha fatto venir sete.
Questa Falaise non  di legno eh?.
Come tutte le falaises, le scogliere.
Tra due singhiozzi, rise della sua battuta e cominci a canticchiare La Paimpolaise.
Lasciamo perdere, dissi allontanandomi dal parapetto. E andiamo al Crazy Horse.
Finalmente unidea sensata, replic Covet.
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Al Crazy Horse, mentre ammiravo la splendida Rita Cadillac che si spogliava al ritmo della
musica, i miei pensieri tornarono a Denise Falaise e mi chiesi se fosse saggio confidarli a Marc Covet.
A ben pensarci no. Era possibile che mi sbagliassi, che avessi visto male... Visto male? Uhm... Avevo
davvero visto cos male? Certo non risparmiavano sulla bolletta della luce, al Cinema Franois I e,
inoltre, io avevo occhio. No, nessun errore. Se Denise Falaise non mostrava pi con tanta generosit il
suo petto nei film girati di recente e sfoggiava, nelle serate mondane, una scollatura asimmetrica che le
nascondeva molto pudicamente il seno destro, era perch cera qualcosa in quel seno destro che ne
proibiva lesibizione. Qualcosa che io, solito fortunello, avevo visto.
...La cicatrice di una ferita gi rimarginata e non prodotta dal proiettile di una pistola
giocattolo.
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Capitolo 2.
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La visitatrice notturna.
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Alluscita del Crazy Horse, Marc Covet ferm un taxi per tornare a casa e ci separammo.
Raggiunsi gli Champs-lyses a piedi. La hall del Cosmopolitan, malgrado lora inoltrata, era
illuminata a giorno. Dietro il bancone di mogano, il portiere, rasato di fresco, sobrio ed elegante, dava
istruzioni a un giovane fattorino. Dal dancing nel sottosuolo arrivavano i rumori soffocati di
unorchestra. A quellora era insolito.
Cosa succede?, chiesi allimpiegato quando mi tese la chiave.
Gente del cinema, signore, mi spieg.
Impeccabile, lascensorista sembr spuntare da terra per aprirmi la porta. Lapparecchio, rapido
e silenzioso, mi lasci al mio piano. Entrai nellappartamento, attraversai il salone e andai nella camera
da letto. Accesi la luce e feci qualche passo.
Fu allora che la vidi.
.
...
Non  sempre vero quello che dice la gente. Per esempio che gli ubriachi soffrono di
allucinazioni terribili. Che vedono ratti, ragni, elefanti o chiss quali altre bestie mostruose e
ripugnanti. Non  sempre vero... oppure io da sbronzo godo di un regime speciale.
Nel mio letto non cera n un ratto n un ragno. Al massimo una graziosa pollastrella.
Materiale protetto da Non pi di ventanni. Forse meno. Un grazioso musetto sapientemente
truccato, incorniciato da capelli castani rossicci. Molto profumata. Calze trasparenti che mettevano in
risalto le belle gambe, smalto sulle unghie e orologio al polso.
Cercai una sedia e mi sedetti. Francamente mi sentivo preso piuttosto alla sprovvista.
La ragazza nuda sospir, fece un grazioso broncio, gir la testa sul cuscino mentre con la mano
tastava la met del letto vuota. Apr gli occhi, ma li richiuse immediatamente, infastidita dalla luce. Mi
alzai, spensi il lampadario, accesi una lampada laterale meno abbagliante e tornai a sedermi, senza dire
nulla. La ragazza si mise a sedere sul letto, si prese la testa tra le mani e si scompigli i capelli.
Sbadigli, riapr finalmente gli occhi e mi guard. Aveva laria infastidita e confusa come se, vestita da
capo a piedi, stesse comprando un francobollo da un tabaccaio:
Mi scusi, disse. Credo... di essermi addormentata....
La voce era carezzevole, calda, provocante. Studiata. Maledettamente studiata. Aveva un bel
corpicino slanciato, color ambra. Il ventre piatto, i seni piccoli, ben disegnati e sodi, il viso gradevole,
lo notai una volta di pi, ma avevo conosciuto stracci per la polvere che esprimevano pi intelligenza di
lei.
Mi sono addormentata, ripet
S, dissi io gentilmente. Sbagliando stanza.
Oh! Signore... ma... (sgran gli occhi) ...ma lei non ... oh!.
Un moto di pudore a scoppio ritardato. Si copr con il lenzuolo e mi guard quasi con spavento:
Chi... ... lei?, balbett.
Il mio nome non le direbbe nulla.
Lei ... nel cinema?.
Niente affatto, risi, cominciando a capire il motivo del quiproquo. Devo essere lunico, in
questo albergo, a non occuparmi di cinema. Che sfortuna, eh?.... (Mi alzai). Bisogna che vai a farti
una dormita altrove, tesoro.
Ma davvero! Che stupida sono!, esclam lei, senza sapere quanto avesse ragione.
Dove sono i suoi abiti?.
Laggi.
Mindic una sedia su cui era appoggiato il suo leggerissimo equipaggiamento: camicetta
scollata, gonna plissettata di colore chiaro e i pezzi di biancheria intima strettamente indispensabili.
E non provi a chiedermi di guardare altrove mentre si riveste, eh?, lavvertii, dandole per
prime le scarpe con il tacco alto raccolte vicino allarmadio. Non le darei ascolto.
Scost il lenzuolo con un gesto rabbioso e salt sullo scendiletto, cosciente della propria
bellezza e con laria di sfida. Le passai gli abiti uno a uno. Dopo lo strip-tease classico della bella Rita
Cadillac, questo strip-tease alla rovescia non mi dispiaceva affatto. Ma ero un illuso se credevo di
umiliarla.
Evidentemente lei aspira a lavorare nel cinema, dissi durante loperazione.
S.
E lei conta su questi mezzucci....
S.
Non ne esistono altri? Non ha mai sentito parlare di talento, per esempio?.
Inarc la schiena prima di allacciare il reggiseno e si osserv compiaciuta allo specchio,
rimirandosi da ogni lato.
Un tempo, dissi, il gregge stava dentro il pascolo. Adesso, invece... ma lasciamo perdere.
Come ha fatto a entrare?.
Non mi rispose, occupata comera a sistemare le arricciature della scollatura che le scopriva le
spalle. Notai che sulla camicetta si leggeva un nome, Monique, ricamato allaltezza del cuore.
Mancavano solo numero di telefono e orari in cui si poteva trovarla disponibile.
 pronta? Suvvia, senza rancore, Monique. Unaltra volta sar pi fortunata, non sbaglier
porta. Pi fortunata... se cos si pu dire.... (Fui preso da un raptus di collera e afferrai la ragazza per
il braccio). Razza di stupida, che mi obbliga a farle la morale alle tre di notte, quando sono pure
mezzo sbronzo. Non pu lasciar perdere queste idee stupide e cercare di rifarsi una vita tranquilla,
invece di vendersi a non so quanti porci e magari in cambio di niente? Per Dio! Ci sono tanti bravi
ragazzi in giro per il mondo, magari uno che lavora per guadagnarsi il pane, un meccanico, non so, un
ragazzo gentile che saprebbe renderla felice e che sarebbe felice lui stesso, anche lui....
Un meccanico?, rise. Merda! Grazie per laragosta!.
La lasciai.
Si tolga dai piedi, dissi.
La riaccompagnai fino al corridoio, le tenni aperta la porta. Mi pass davanti asfissiandomi con
il suo profumo costoso, lo stesso usato da Miss Grace Standford, profumo che doveva aver pagato in
natura. Mise un piede nel corridoio. Mi fiss con i suoi occhi caldi e scuri. Vi si leggeva chiaramente:
Lei  un imbecille.
Imbecille a chiare lettere.
Disse:
Ci vediamo presto, appena avr trovato il meccanico.
Si allontan con una camminata nervosa, i fianchi che ondeggiavano, alla Marylin Monroe. Lo
spesso tappeto ammortizzava il rumore dei tacchi. Non aspettai che avesse raggiunto le scale per
richiudere la porta.
Dopotutto aveva ragione lei. Un meccanico! Per la miseria, stavo diventando un poeta
proletario. Di meccanici ne conoscevo. Le loro donne erano gentili e carine, ma non erano certo
starlette.
Mi diressi verso il bagno. In quel momento sentii  o mi parve di sentire  un rumore furtivo in
corridoio. Stava tornando? Aprii di nuovo la porta. Il corridoio, nella solita penombra, era deserto.
Tornai al lavandino, bevvi un bicchiere di acqua tiepida e mi svestii. Il letto conservava ancora
limpronta del corpo della graziosa. Mi coricai e fui subito avvolto dalle ultime tracce del suo profumo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Uno strano fattaccio.
...
.
...
Con la testa dolorante e la lingua pi ruvida di un asciugamano, mi svegliai verso mezzogiorno,
appena in tempo per ricevere una comunicazione telefonica da parte di Marc Covet:
Allora, fece il giornalista, piuttosto gi di corda, cosa mi ha raccontato ieri a proposito di
Denise Falaise? Un incidente? Ci ho pensato su tutta la notte e anche oltre.
Lasci perdere, gli consigliai. Nulla di importante.
La mia risposta parve soddisfarlo. Disse: Ah, s? Bene!, e riattacc.
Ma quando, un po dopo, scesi nella hall del Cosmopolitan lo trovai l ad aspettarmi.
Non c pi niente da fare al suo giornale?, chiesi.
C lavoro, ma niente di interessante, disse sorridendo. Mentre nellorbita di Nestor
Burma... Credo di aver scoperto qualcosa, ma ho preferito non parlargliene al telefono. Andiamo a
prendere un aperitivo al Paris?... Credo di aver scoperto qualcosa, ripet, una volta che ci fummo
seduti davanti ai bicchieri pieni.
A che proposito?.
A proposito di Denise Falaise, naturalmente! Lei ha parlato... ero ubriaco, ma mi  venuta in
mente... la possibilit di un incidente. Un incidente presume uninterruzione del lavoro, no? Ecco,
prima di girare Mon coeur vole, quel film in cui  sepolta sotto tutti quei vestiti che non lasciano
trasparire un centimetro di carne, c un vuoto nellesistenza della ragazza. Non ho ricordi molto
precisi, ma mi sembra che sia rimasta a lungo lontana dal set. Vuole che prosegua le ricerche? Io....
(Sinterruppe e imprec). Non c modo di starsene in pace, per la miseria! Ecco il rompiscatole.
La capigliatura fiammeggiante, che sovrastava lineamenti un po stropicciati, si sedette al nostro
tavolo. Il signor Rabastens, Julot per le signore, non del tutto ripresosi dalla sbornia della sera prima.
Aveva cambiato lo smoking con una Lacoste che meglio si adattava ai suoi capelli. Sotto il braccio
portava una busta di carta gialla.
...giorno, bella gente, disse. Non stavo cercando proprio voi, ma visto che siete qui.
Ditemi, avete per caso visto quel salame di Laumier? Ma, Dio santo,  davvero astioso. Le dir che ne
parlavano malissimo, al Camera-Club, dopo che ve ne siete andati anche voi. A proposito, mi avete
abbandonato, eh?.
Eravamo stanchi, disse Covet. (Un lampo gli illumin gli occhi). Stavamo parlando di
Denise Falaise, aggiunse.
Ah, s?.
S. Ha fatto colpo su Nestor Burma.
Ah! Ah! Ha deciso di collezionare vedette, Burma?.
Perch no?.
Naturalmente.... (Rabastens tir fuori qualche foto dalla busta e ce ne diede una ciascuno).
Ecco il capolavoro di Fred.
Abbiamo tutti laria sufficientemente idiota, osservai dopo un breve esame dello scatto.
S, riconobbe il rosso. (Si gir verso il collega)... Questa sera c lanteprima de Le pain
jet aux oiseaux, al Ruban-Bleu-Cinma. Con Lucie Ponceau. Sembra che sia straordinaria. Ci vai?.
Non so ancora, fece Covet.
Dopo qualche minuto di chiacchiere inutili, Covet torn a parlare di Denise Falaise e fece s che
il giovane ci raccontasse praticamente tutto quello di cui era a conoscenza sullattrice bionda.
Venni cos a sapere che qualche mese prima era improvvisamente scomparsa dalla circolazione.
Era stata una scomparsa piuttosto misteriosa. Malata? Forse. Che tipo di disturbo? Depressione
nervosa, come capita a tutti nel cinema? Non si sapeva. Le malelingue della corporazione dicevano che
fosse incinta di Laumier e fosse andata ad abortire, perch avere un bambino dal ciccione non rientrava
tra le imprese di cui si poteva andar fieri, nemmeno a scopo pubblicitario. Si parlava anche di una
crudele delusione professionale. Nulla di preciso, tuttavia. Rabastens aggiunse che, del resto, non si
aveva mai avuto prova che Laumier e Denise intrattenessero rapporti al di fuori di quelli, normali, tra
produttore o regista e attrice.  vero che Laumier non spiattellava la propria vita sentimentale ai quattro
venti. Viveva separato dalla moglie, ma era comunque legittimamente sposato a una megera che
aspettava solo loccasione per chiedere il divorzio e ottenerlo con un sostanzioso assegno per gli
alimenti, secondo la migliore tradizione cinematografica. Per farla corta e tornare a Denise Falaise, i
puri fatti si riducevano a questo: primo, si era improvvisamente ritirata dalla scena; secondo, si era
rifugiata in un luogo che nessun giornalista era riuscito a scoprire. Tornata dallesilio, per cos dire,
aveva girato il famoso casto e puro Mon coeur vole. Rabastens si chiedeva se non si fosse ritirata in un
convento (molte attrici sembravano toccate dalla grazia, quellanno; una moda come unaltra),
convento che poi avrebbe abbandonato, scoprendo di non avere fede a sufficienza, ma dal quale
avrebbe assorbito uno stile di vita pi sobrio. Comunque fosse, se avesse continuato con la sua buona
condotta, avrebbe finito - di questo Rabastens era assolutamente certo  con landare a fondo. Non
aveva abbastanza talento per restare a galla. Una mancanza di cui peraltro la bionda soffriva, non
essendo affatto stupida. Sembrava che una volta si fosse confidata con sincerit: il suo pi vivo
desiderio era quello di imporsi per le sole capacit drammatiche. Ma certo! Ci aveva provato e sui
risultati era meglio non pronunciarsi...
Il rosso non fece alcuna allusione a un qualsiasi episodio, di carattere passionale o altro, in cui
poteva essere giustificata lentrata in scena e in attivit di una pistola carica. Presi per un istante in
considerazione, tra me e me, lintervento dellirascibile moglie di Laumier, ma senza insistere. La
legittima in questione non avrebbe permesso che un simile scandalo da lei provocato potesse essere
circondato dal silenzio. Evitai quindi di mettere pulci nelle orecchie suggerendo questa possibilit a
Rabastens, il quale poco dopo ci lasci, il lavoro lo chiamava altrove.
Conclusioni?, chiese Marc Covet dopo aver ordinato altre due consumazioni.
Nessuna.
Ma insomma, Burma! Ci sar pur qualcosa!.
Visioni. Visioni cinematografiche.
Oh! Se preferisce non parlarne.
Ce ne restammo l, lasciando entrambi perdere. Consumato il pranzo, Covet lasci perdere
anche me. Se ne and, forse a informarsi su Denise Falaise. Rimasto solo, bighellonai senza meta,
riflettendo su quanto ci aveva detto Rabastens. Conclusione, per rispondere al mio amico in sua
assenza, la Falaise non era n entrata in convento n aveva avuto una maternit. Era andata a farsi
curare clandestinamente la ferita al seno e la depressione che probabilmente era seguita. Ci poteva
essere una spiegazione pi semplice a tutte quelle stranezze? A ogni modo, non ero pagato per
scoprirla.
.
...
Tornai al Cosmopolitan a fine pomeriggio. Dallalto del suo colletto inamidato, limpiegato
della reception minform che il signor Marc Covet mi aveva telefonato. Ero pregato di richiamarlo al
GUTenberg 80-60. Lo feci immediatamente.
Novit?, chiesi.
Niente di particolare, rispose il giornalista. Ha voglia di andare al cinema anche questa sera?
Le pain jet aux oiseaux, con Lucie Ponceau.
Non mi dispiacerebbe.
Bene. Allora ci vediamo al Fouquets. Vorrei che venisse con la sua auto.
Per fare duecento metri? Ha avuto un attacco di paralisi nel pomeriggio?.
 possibile che, subito dopo la proiezione, io abbia una commissione urgente da fare. Le
spiegher questa sera. E mi serve un mezzo. Posso contare sul suo?.
Certo.
Riattaccai un po deluso. Per un istante avevo accarezzato la speranza che stesse per rivelarmi
non so che segreto su Denise Falaise. Uscii dalla cabina. Mi venne incontro laddetto alla reception:
Mi scusi, signore, ma avevo dimenticato....
Diede unocchiata al registro che teneva in mano. Il signor Laumier... lo conoscevo, vero?... il
signor Laumier, il produttore che alloggiava anche lui nellhotel... ecco, aveva anche lui telefonato
prima, dai suoi studi. Non aveva chiesto che lo richiamassi, ma mi aveva comunque lasciato, per ogni
evenienza, un numero. Presi nota ma non richiamai il ciccione: lora entro la quale avrei potuto
trovarlo, annotata sul foglio, era passata da un pezzo. Daltra parte, Laumier non era rientrato.
.
...
Quando, un po pi tardi, Marc Covet mi raggiunse sulla terrazza del Fouquets sembrava
piuttosto agitato. Ha lauto?, mi fece a mo di saluto.
Davanti a lei, ma mi chiedo....
Vecchio mio, se il film che stiamo per vedere  quello che dicono, voglio essere il primo a
congratularmi con Lucie Ponceau e a farle unintervista. Ne verr fuori un bellarticolo.
E le serve la macchina? Lucie Ponceau quindi non verr alla proiezione?.
No, fece il giornalista abbassando la voce e guardando di traverso i nostri vicini di tavolo.
No. Ha fifa. Una fifa blu. Per la miseria! Si metta al suo posto. Sono quindici anni che non si sente pi
parlare di lei, quindici anni che non si vede il suo nome su alcun manifesto. Non riesce ancora a credere
che quello che sta succedendo sia vero. E non vuole credere, forse per scaramanzia, a tutto quello che
le dicono, che il suo talento  ancora intatto ecc. Vecchio mio, questa serata sar il suo trionfo e
conosco almeno tre produttori che aspettano solo la fine di questa proiezione per farle firmare nuovi
contratti, disposti a farle ponti doro.... (Si freg le mani come se fosse lui il beneficiario di tali
mirabolanti contratti). Questa sera niente alcol per me, Burma. Mentre un branco di sciocchi
prenderanno dassalto Jacques Dorly, il regista, io mi fiondo su Lucie Ponceau. Abita non lontano dal
Parc Monceau in una casa, o meglio, in una villa che faceva parte della dpendance di un palazzo. Che
bizzarro... Ponceau... Monceau, fa rima. Comincer il mio pezzo con una nota poetica. Adesso capisce
perch ho bisogno della sua auto, Burma? Bisogner fare in fretta.
Verr con lei, dissi. Non voglio che me la distrugga.
.
...
Nella hall del Ruban-Bleu-Cinma, decorato per la circostanza, cercai Denise Falaise tra le
donne eleganti e le celebrit, ma non la vidi. Covet, dal canto suo, si guardava a destra e a sinistra,
attento a evitare Rabastens o chi per lui. Quella sera nessuna maschera ci separ, ma la mia vicina di
destra fu comunque una graziosa vedette: la beffarda Jacqueline Pierreux.
Le pain jet aux oiseaux non era una buona storia. Il soggetto sapeva di naftalina e i dialoghi
avrebbero avuto bisogno di una buona tazza di caff per mostrarsi pi scattanti. Ma la regia di Jacques
Dorly non era male e linterpretazione di Lucie Ponceau superava di gran lunga qualsiasi pi rosea
aspettativa.
Essere rimasta quindici anni inattiva non laveva affatto arrugginita e sembrava giovane come
quando lavevo vista ne Lange bless, un film che invece non ringiovaniva nessuno. Appena sullo
schermo apparve la parola FINE, la platea, in piedi, si profuse in un lungo applauso.
Andiamo, disse Marc Covet.
Uscimmo a tutta velocit dal cinema. Ero riuscito a parcheggiare l davanti. Ci infilammo subito
in macchina e misi in moto. La canicola era opprimente. Il vento della corsa ci scompigli i capelli, ma
senza rinfrescarci. Era una bella notte, una bella notte calda. Pensai a Denise Falaise e a quello che
aveva  finch lavrebbe avuto  al posto del talento. Era confortante pensare che il talento, quello
autentico, anche se a lungo disprezzato, riconquistava qualche diritto...
Ecco, disse Covet. Ci siamo.
Davanti a noi cera la villa, un grazioso edificio di stile rinascimentale, con un piccolo giardino
che lo separava dalla strada. A una finestra del primo piano cera la luce accesa.
OK!, disse il giornalista. Siamo i primi.
Salt gi dallauto e suon il campanello. Poi, accorgendosi che il cancello era semichiuso, non
aspett una risposta per precipitarsi sul vialetto disseminato di ghiaia come chi crede che tutto gli sia
permesso. Nemico del tempo perso, aveva gi in mano matita e bloc notes. Lo seguii. Quando
arrivammo in cima alle scale, nessuno aveva ancora risposto alla scampanellata che annunciava la
nostra visita. Il giornalista del Crpuscule cerc, trov e schiacci con il pollice il pulsante di un
secondo campanello, che sentimmo risuonare. In lontananza, si sarebbe detto. Poi, quando il mio amico
stacc il dito, il silenzio. Nientaltro che silenzio. A romperlo solo una brezza. Gli alberi del Pare
Monceau mormoravano, non contenti di essere disturbati nelle loro fantasticherie. Era un vento tiepido.
Continuava a fare caldo. Forse anche pi di prima. Tirai fuori un fazzoletto dalla tasca per asciugarmi il
sudore.
Nessuno, grid Covet, deluso. Sono fregato. False informazioni....
Feci un passo indietro, alzai la testa esaminando la facciata. Al primo piano cera ancora la luce
accesa.
Nessun domestico?, chiesi.
Non lo so. Se ce ne sono, non vanno troppo di fretta.
Non  che sia diventata sorda con let?.
Non saprei.
Si attacc di nuovo al campanello. Il suono mi parve diverso da prima: stridulo, spiacevole,
quasi ironico.
Ehi l!, esclam allimprovviso il giornalista.
Senza pensarci aveva spinto la porta, che ora stava lentamente girando sui cardini oliati.
Al punto in cui siamo, entriamo, dissi.
Ci trovammo in un atrio buio.
Signorina Lucie Ponceau!, chiam Covet. Sono un giornalista del Crpuscule. Un trionfo,
signorina... un vero e proprio trionfo....
Le parole si persero nel silenzio ostile delle profondit vischiose.
Dobbiamo andare a vedere di sopra, dissi. Dove c la luce accesa.
Salimmo le scale. Sul pianerottolo un raggio di luce filtrava attraverso linterstizio di una porta.
Una porta che non era pi chiusa di tutte quelle che avevamo aperto fino ad allora. Dava accesso a una
stanza graziosa, comoda e lussuosamente arredata. Una biblioteca occupava una parte di muro e il
ripiano superiore era ingombro di gingilli e premi. Su un tavolino cera un apparecchio telefonico. Una
pendola ticchettava timidamente. Sul tappeto di lana a pelo lungo cerano due grossi libri rilegati in
pelle, come se qualcuno, troppo stanco per leggere, li avesse lasciati cadere. Il primo, osservai in
seguito, era la raccolta di una rivista cinematografica defunta. Il secondo riuniva un numero infinito di
ritagli di giornale ingialliti che cantavano le lodi della vedette nel momento di massima gloria. Accanto
alla biblioteca erano appesi due quadri. Firmati da nomi celebri, rappresentavano entrambi Lucie
Ponceau. Qua e l, sotto vetro, cerano foto dellartista, ai tempi del suo splendore, sola o in compagnia
di colleghe. Lattrice in persona riposava sul letto, gli occhi chiusi, il viso illuminato dalla luce di un
elegante abat-jour. Era una donna vecchia, pi vecchia di quanto non indicasse lo stato civile, ben pi
vecchia di quanto non lavessi vista, un quarto dora prima, sul grande schermo del
Ruban-Bleu-Cinma. Indossava un pigiama di seta, con decorazioni fuori moda, in uno stile finto
cinese. I capelli tinti disegnavano, intorno al suo volto pallido ed emaciato, un cuscino disordinato.
Per Dio!, si strangol Marc Covet, con le dita contratte su bloc notes e penna.
Non  morta, dissi io.
Ma non stava molto meglio. Il polso era impercettibile e respirava debolmente, anche se con un
ritmo spezzato, come se avesse fretta. Aveva ragione di avere fretta. Non le restava molto tempo.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Lombra del dubbio.
...
.
...
Tesi la mano verso il telefono, che sembrava non aspettare litro per suonare. Risposi: Pronto!.
Pronto! Ehm... (il mio interlocutore sembr piuttosto stupito di sentire una voce maschile
allaltro capo del filo) ehm... casa della signorina Lucie Ponceau?.
Chi parla?.
Norbert, lassistente di Jacques Dorly. Io....
Chi cerca?.
La signorina Ponceau.
La signorina Ponceau non c.
Come non c? Vuol dire che ho sbagliato numero?.
Non lo so. Cosa ho detto?.
Oh! Merda!, fece lui.
Era quello che pensavo anchio, risposi.
Riattacc. Altrettanto feci io. Ripresi la cornetta e composi il numero personale del mio vecchio
amico, il commissario Florimond Faroux. Non era a casa. Chiamai il Quai des Orfvres.
Il commissario Faroux, per favore. Da parte di Nestor Burma.
Pronto! Burma?, fece qualche secondo dopo la voce burbera dello sbirro. Le sembra
lora....
Poco importa lora, visto che mi trovo al posto giusto nel momento giusto.
E dove si trova?.
A casa di Lucie Ponceau, lattrice... (gli diedi lindirizzo). Venga immediatamente con
unambulanza e un medico.  tutto quello che posso dirle. Forse c una possibilit di salvarla....
Per Dio, Burma, io....
Imprecher pi tardi.
Riattaccai e tornai da Lucie Ponceau, stesa sul letto. Era ancora viva. Una piccola possibilit.
Molto piccola. Troppo piccola. Avrebbe faticato a crescere.
Per la miseria!, imprec Covet. Cosa crede che....
Alzai le spalle:
Non ne ho idea.
E per non siamo ubriachi!.
Per fortuna. Io....
Minterruppe lo squillo del telefono. Presi la cornetta: Pronto!.
Oh! Le chiedo scusa.
Non fa niente. Cosa....
Riattacc. Feci altrettanto.
Cosa cera ancora?, chiese Marc Covet.
Una donna.
Cosa voleva?.
Non lha detto.
Uhm.... (Si pass la lingua sulle labbra secche). Berrei volentieri qualcosa.
Anchio.
Oh! Questo telefono!.
In effetti stava di nuovo squillando. Maledetta invenzione!
Pronto!.
Oh! Merda!.
Lha gi detto, amico.
Ma allora! Cosa significa? Che continuo a fare il numero sbagliato? Accidenti a me.
Non lo so, amico.... (Riattaccai). Non vorrei che insieme agli sbirri arrivasse anche questa
gente del cinema, dissi rivolgendomi al Buon Dio.
Marc Covet, che non  il Buon Dio, non rispose. Aveva appoggiato una natica circospetta al
bordo di un tavolino. Imitai il suo duplice esempio. Aspettare e sperare, come consiglia Edmond
Dants. Non cera altro da fare. Tra unocchiata e laltra allorologio, posai lo sguardo sulle riviste
rilegate, testate non pi in circolazione che strabordavano di complimenti, e lalbum con gli elogiativi
ritagli di giornale. Tutto ci che restava di un passato brillante... I libri erano scivolati dal letto, lasciati
cadere da qualcuno stanco, molto stanco. Guardai la piccola sveglia, un oggetto di arte antica per
assicurare un risveglio di lusso: la lancetta della suoneria era puntata alle dieci. Non era da escludere
che a quellora avesse suonato. Le dieci... le ventidue... il momento in cui, al Ruban-Bleu-Cinma...
Sussurrai:
Non ci credeva, eh, Covet?.
A cosa?.
Alla sua nuova occasione.
Glielho detto.... (Scosse la testa). Lei dubitava. Ha sempre dubitato, da quello che so.
In ogni caso, se era alla ricerca di un articolo sensazionale....
Oh! Questo  vero!.
Fece riapparire il notes per un istante messo a riposo e and a scrivere larticolo fuori dalla
stanza. Non mi mossi. Dalla finestra aperta sulla notte, penetrava lodore vegetale del Pare Monceau.
Sul guridon in stile, la sveglia scandiva il tempo, il poco tempo ancora concesso a Lucie Ponceau che,
sul suo letto, nel pigiama che aveva recitato con lei in Lange bless, diveniva di minuto in minuto
sempre pi debole. Sentivo sulle spalle il peso della mia incapacit a soccorrerla, sebbene avessi fatto
tutto quanto in mio potere. La sveglia ticchettava, la lancetta della suoneria ferma sul numero 10...
Lora in cui, al Ruban-Bleu-Cinma, invece, scorrevano i titoli del film in cui la sfortunata era la sola a
non credere e che la consacrava a nuova star. Una dipartita circondata da un po di istrionismo? S.
Molto istrionismo. Ma era nella sua natura di artista e non potevo biasimarla.
.
...
Con mio enorme sollievo, le auto che ben presto si fermarono davanti alla tragica dimora erano
quelle della legge. Dalla prima uscirono un paio di sbirri in uniforme, un paio in borghese, un civile
gracile, che teneva in mano una borsa, e Florimond Faroux, con il cappello marrone storto. Dalla
seconda non usc nessuno. Era unambulanza. Era l per raccogliere.
E allora?, tuon il commissario. Si direbbe che  di nuovo in mezzo ai guai. C anche Marc
Covet? Fantastico. Cosa fate in smoking?.
Non mi rimproveri, dissi. Il nero si adatta ai funerali.
Gi. Allora? Cosa succede?.
Lo misi al corrente. Come eravamo arrivati, perch e cosa avevamo scoperto ecc.
Allora, fece lui. Dov il cadavere?.
Non  ancora un cadavere. Io....
Diciamo il corpo. Dov il corpo?.
Di sopra.
Andiamo. Venga, dottore. E anche lei, Burma. Covet, lei resti l. Mi basta un detective privato,
per ora. Nessun bisogno di giornalisti.
Entrammo nella stanza:
Toccato niente?, chiese il commissario.
Niente, dichiarai.
Sembra piacerle il cinema. Guardia del corpo di Grace Standford. Era anche guardia del corpo
di questa?.
No.
Lavorava per lei?.
S. Dovevo doppiarla nel prossimo film.
Non  il momento di scherzare, mugugn lui stringendosi nelle spalle.
Il medico con la borsa si avvicin a Lucie Ponceau e cominci a esaminarla. Florimond Faroux,
in piedi in mezzo alla stanza, esaminava invece i muri, i mobili, i quadri. Io mi esaminavo la punta
delle scarpe. Sul pianerottolo, un ispettore, con un fiammifero tra i denti, si faceva pi o meno il
proprio esame di coscienza.
Intossicazione fulminante, enunci lesculapio dopo un momento. Ecco cosa ho trovato
accanto al corpo, commissario. Era quasi rotolato sotto.
Con precauzione, tese al poliziotto un piccolo barattolo metallico di cui laltro simpossess.
Conteneva dolcetti piatti, di un colore rossastro, che sprigionavano un forte odore di papavero. Una
quantit sufficiente per far fuori un branco di rinoceronti! O giusto, sottile e potente oppio!
C un coperchio?, chiese Faroux, come se la scoperta non gli suggerisse altro.
Eccolo.
Chiuse la scatola, lavvolse in un fazzoletto e se la infil in tasca. Tossicchiai:
Se la caver?, chiesi.
Il medico mi guard come se venissi dalla luna. Qui non siamo in un film, disse.  morta
mentre la visitavo.
Il che gli ricord che sulla testa aveva un cappello. Se lo tolse con comica dignit.
Uhm, scaracchi Florimond. Ma dottore, mi dica. Aveva labitudine di prendere queste
porcherie?.
Non sono ancora in grado di dirglielo. Bisogna aspettare lautopsia.
Non si tratta comunque di spuntini che si pu essere costretti a prendere contro la propria
volont, eh?.
No. E non ho rilevato alcuna traccia di violenza. Deve aver assunto il veleno
volontariamente.
Suicidio, quindi?.
Ne ha tutta laria.
Una pazza di pi. Anzi, di meno. Cosa ne pensa, Burma?.
Non pazza, dissi. Stanca. Abbattuta. Disgustata. Pu capitare. Marc Covet potr
confermarglielo: questa donna era inquieta, insicura. In particolar modo in questi giorni, in cui
affrontava una svolta della propria esistenza. Ci pensi, Faroux.  rimasta quindici anni senza praticare
la propria arte. Produttori, pubblico, colleghi lavevano dimenticata. Ed ecco che un temerario, il
giovane regista Jacques Dorly, le rid una possibilit. E una bella possibilit. Ho appena visto il film.
Lunica cosa buona  linterpretazione di questa donna che pensavamo finita... e che lo , adesso, ma
in un altro senso. Ormai non sperava pi niente. Ha accettato di girare Le pain jet... perch questo
mestiere ti entra nella pelle e non si rifiuta mai unoccasione, ma si chiede ogni giorno 
ossessivamente, lo ammetto  se non ha commesso un errore, se non fosse stato meglio restare
nellombra. Tutti le dicono che  perfetta, ma  da troppo tempo nellambiente per sapere che  meglio
non fidarsi di ci che senti dalle persone che ti stanno intorno. E poi, anche ammettendo che con questo
film torni alla ribalta... sar poi in grado di sostenere il ritmo? Perch  inevitabile, laspetteranno altri
impegni. E forse non  poi cos brava, dopotutto se c qualcuno che lo sa  proprio lei. Ai nostri giorni,
siamo talmente abituati alle attrici che recitano con le chiappe, che si grida al genio appena si vestono
per recitare una battuta di due righe. Il nostro giudizio  falsato. Il suo forse  pi intatto, pi acuto che
mai, non so,  unidea che mi  venuta cos. Per farla breve,  disposta a qualsiasi cosa piuttosto che
ricadere di nuovo, dopo essere salita cos in alto. Allora, la sera in cui presentano il film al Ruban-Bleu,
lei non assiste alla proiezione. Resta a casa, come una vecchia signora, in mezzo ai ricordi. E in un
ultimo colpo di scena finale, allora in cui inizia il film....
Basta cos, disse Faroux.  quello che dicevo anchio.  completamente suonata. Il suo
parere, dottore?.
Sulla teoria del signore?, sorrise il medico.  psicologia. Potrebbe essere tutto vero o solo
una montagna di chiacchiere.
Faccio lavorare il cervello, dissi io. E adesso, unaltra cosa, Faroux....
Forza, su, mugugn lui. Dopo averci pi o meno dimostrato il suicidio, ci dimostri anche
che un sadico ha tagliato questa poveretta a pezzi.
Non mi spinger a tanto. Ma la prego di notare che aveva uninsolita quantit di droga, anche
per qualcuno che abbia deciso di farne indigestione. Se lautopsia non rivela che era tossicodipendente
 cosa che potrebbe in parte spiegare una tale scorta di oppio  significa che qualcuno glielha
procurata. Un bel porco, quel qualcuno!.
Florimond Faroux apr, in primo piano, una bocca enorme. La riport lentamente a una
dimensione normale per fischiettare:
Gi.
Faccia lavorare anche lei il suo cervello su questo, dissi io.
.
...
Prima di fornire istruzioni per far portare via il corpo, il commissario fece perquisire la casa,
come impone la routine in questi casi. In un angolo trov un terzo album di foto, la maggior parte
decorate da tenere dediche:
Le piacevano giovani, osserv.
Tutto dipende dallepoca in cui sono state scattate, dissi. Oggi questi tizi potrebbero anche
avere una lunga barba bianca.
In quel momento, rumori provenienti dal pianoterra ci chiamarono fuori dalla camera mortuaria.
Florimond Faroux si chin sulla rampa:
Cosa c?.
I domestici e i cineasti, stando a quello che dicono, capo, spieg un ispettore.
Scendo.
Seguii il commissario. Nel vestibolo, oltre ai rappresentanti della legge e a Marc Covet, cerano
sei persone, piuttosto attonite. Innanzitutto, tre tipi in smoking. Scoprimmo in fretta che si chiamavano
rispettivamente: Sammy Bochra, produttore de Le pain jet aux oiseaux; Jacques Dorly, regista;
Norbert, primo assistente. Questultimo era il tizio del telefono, che aveva il compito di imprecare cos
spesso, mentre sarebbe stato pi indicato il silenzio. Accompagnava il trio una spilungona. Capelli lisci,
seno piatto e scarpe basse, aveva laria di una script-girl. Quello che era. Dietro agli artisti, in secondo
piano, due vecchi vestiti a festa. Interpellati, dichiararono di essere i coniugi Baldi, domestici della
signorina Ponceau.
Cosa succede?, chiese Jacques Dorly, con una leggera punta di inquietudine nella voce.
Niente di favoloso, replic brusco il commissario. La signorina Lucie Ponceau si 
suicidata.
I membri dellequipe cinematografica, maschi e femmina, imprecarono sonoramente.
Imprecazioni neorealiste, che nessun dialogista preoccupato del proprio avvenire avrebbe mai osato
impiegare per timore della censura. I due vecchi emisero invece un gemito sordo.
Ne segu un momento di esitazione, risolto da Faroux che fece andare tutti in sala, la stanza che
gli parve pi adatta allesercizio delle proprie funzioni. Quindi inizi a raccogliere le prime
deposizioni.
.
...
Mitragliati di domande, i Baldi, Baptiste e Jeanne, marito e moglie, spiegarono come la
signorina volesse restare sola e avesse lasciato loro tutta la giornata libera. Erano per lappunto di
ritorno da Bois-Colombes, dove erano andati a trovare dei parenti. Prima di partire, avevano preparato
il pranzo per la signorina e apparecchiato la tavola. (Le pietanze furono trovate intatte. Lucie Ponceau
non le aveva toccate, riservando il proprio appetito ad altre sostanze). S, la signorina, oggi, voleva
restare sola. Non riusciva a credere che la sua carriera potesse ricominciare? Ebbene, da qualche giorno
sembrava triste. Ricordava il passato con pi frequenza del solito. Ma non capivano perch la signorina
si fosse suicidata. La cosa li sorprendeva nel modo pi assoluto e se avessero avuto anche solo un vago
sospetto delle sue intenzioni, non sarebbero mai andati a Bois-Colombes. La signorina si drogava?
Beveva? I due vecchi protestarono contro simili supposizioni. Faroux disse che tutte le porte erano
aperte, che la casa sembrava un porto di mare. Era sempre cos? I coniugi Baldi risposero che non era
sempre cos, ma che di solito non se ne occupava la signorina. Quindi, in assenza dei domestici,
avrebbe anche potuto dimenticarsene. E poi, se aveva intenzione di suicidarsi, aveva ben altro a cui
pensare.
 tutto, per il momento, disse Faroux.
Pass a Jacques Dorly. Grossomodo, il giovane regista spieg:
La signorina Lucie Ponceau aveva espresso il desiderio di non assistere alla serata di gala.
Aveva paura... Per Dio! Mi chiedo di cosa dovesse aver paura.  la regina della settima arte, da
stasera. Cio... uhm, voglio dire, lo era. Per farla breve, avevo rispettato il suo desiderio, riservandomi
di venire personalmente a farle le congratulazioni alluscita della proiezione, in compagnia del signor
Bochra, il produttore, della nostra segretaria di produzione e del mio primo assistente. Se non siamo
arrivati prima  perch... sa come vanno queste cose... non si pu mandare tutti a quel paese,
nemmeno i rompiscatole. Ma ho fatto telefonare da Norbert. Inutile. O non rispondeva nessuno oppure
dicevano che era il numero sbagliato.... Fece una pausa e aggiunse: Lo stesso numero sbagliato.
Curioso, no?.
Intervenni:
Nessuno sbaglio. Sono stato io a rispondere. Ma mi era difficile spiegare al suo assistente che
la signorina Ponceau stava agonizzando. Stavo aspettando la polizia. Il commissario ne  al corrente.
Lei  della polizia?.
Vicino. Solo vicino.
Vicino di....
Vicino della polizia, tagli corto Faroux. Torniamo a noi. Dopodich, signor Dorly?.
 tutto, rispose il regista. Mi scusi, ma non so davvero cosa potrei aggiungere.
Sembra che la signorina Ponceau non fosse convinta di poter ricominciare davvero una
carriera.  esatto?.
In un certo senso s. Era nervosa, molto impressionabile, molto artista, insomma! Dubitava di
se stessa, s. Ma ho considerato questo suo atteggiamento come una specie di civetteria. Non ho creduto
a una vera e propria depressione. E il fatto che non abbia voluto assistere alla proiezione di questa sera
non mi  parso offensivo nei miei confronti, non so se capisce cosa intendo. Ho pensato che voleva
evitare i complimenti di chi, per quindici anni, laveva lasciata nelloblio. Era una vendetta legittima.
Bene.... (Faroux si gir verso di me). Vada, Nestor Burma.
Dove?.
Esponga la sua teoria.
Procedetti. Quando ebbi terminato, nella stanza cera un pesante silenzio. Fu il commissario a
interromperlo:
Lei era un suo amico intimo, signor Dorly. Voglio dire, la conosceva sicuramente meglio di
noi. Io lavevo solo vista al cinema e un sacco di tempo fa, per giunta. La teoria che ha appena
ascoltato si adatta al carattere della defunta?.
Il regista deglut e tossicchi. La sua voce si fece ovattata:
Quadra. Quadra perfettamente. Non so se sia andata cos, ma la spiegazione  senza dubbio
ingegnosa.
Non si tratta di ingegnosit.  plausibile?.
S. Per Dio!.... (Improvvisamente il cineasta sembr realizzare appieno il dramma. I suoi
lineamenti si alterarono).
Avrei dovuto pensarci prima, a un brutto tiro come questo. Bisogna sempre diffidare. Quella
preoccupazione, quei dubbi non erano normali. Avrei dovuto....
S, Jacques, avrebbe dovuto, grid stridulo Sammy Bochra.
Il prossimo film che contava di fare con Lucie Ponceau ormai era andato e non temeva di
mostrare il proprio disappunto. Jacques Dorly lo guard di traverso.
Si drogava?, chiese Faroux.
Non che io sapessi, rispose laltro. Ma c chi riesce a nasconderlo molto bene.
Allora, linchiesta si concluder verosimilmente confermando lipotesi di suicidio. In ogni
caso... (lo sbirro guard il produttore) la pubblicit del film non ne patir.... E aggiunse,
esattamente come se stesse sputando: Al contrario.
.
...
Arriv il momento in cui Florimond Faroux non ebbe pi bisogno di me, n di Covet.
Riprendemmo lauto.
Al giornale, disse il giornalista. Devo far uscire questo super articolo nelle prime edizioni.
Misi la marcia, evitando per un pelo di urtare la carriola di lusso che aveva portato Sammy
Bochra e compagnia bella. Debordava di fiori, destinati, al momento dellacquisto, a celebrare il trionfo
di Lucie Ponceau. Potevano sempre servire per il funerale.
Dopo aver lasciato il giornalista al Crpuscule, tornai al Cosmopolitan. Il letto era vuoto.
Nessuna starlette o simili ci si era infilata. Mi dissi che sarebbe andata meglio la notte dopo. Non cera
nulla di sorprendente nel fatto che le mie nottate nei quartieri chic della citt si susseguissero secondo
un principio di alternanza. Prima una vivace, molto vivace; quella successiva unagonizzante, che
finiva con il morire del tutto. Andai a letto e dormii come un sasso.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
I figli del paradiso artificiale.
...
.
...
Mi svegliai verso le undici, lindomani, e pregai immediatamente lo schiavo di servizio di
portarmi la collezione dei quotidiani insieme alla colazione. Marc Covet aveva bruciato tutti i colleghi
della stampa mattutina. Le Crpu era il solo che annunciasse il fattaccio di Plaine Monceau. Lo
faceva su tre colonne in prima pagina, a grosse lettere. Sotto il titolo:
SCONVOLGENTE SUICIDIO DI LUCIE PONCEAU
Lessi un resoconto dettagliato degli avvenimenti della notte, completo della mia teoria. Ero
largamente citato e, per cos dire, dividevo i riflettori con la morta. France-Soir, che era appena
uscito, raccontava la stessa cosa ma pubblicava, in pi, un comunicato della polizia. Un comunicato
molto evasivo, come al solito. Presi il telefono e mi misi in contatto con Faroux:
Pronto! Faroux? Sono Nestor Burma.
S. E allora?.
Fatta lautopsia?.
S.
Faceva uso di stupefacenti?.
No.
Allora....
S.
Riattacc. Terminai la mia tardiva colazione, riempii una pipa e la fumai riflettendo. Poi mi feci
bagno e barba e mi vestii. Mi stavo allacciando le scarpe quando suon il telefono. Era Marc Covet.
Congratulazioni, dissi.
Un articolo interessante, vero?, si pavoneggi. E sono riuscito a farlo pubblicare anche
sulledizione che va fuori Parigi. Spero di non fermarmi qui a scrivere articoli interessanti... Grazie a
lei.
Mi sembra di non avere pi molto da dirle.
Niente da fare, Burma. Vedr. Sento che non andr cos. Ho appena ricevuto una telefonata
dalla segretaria di Montferrier e anche lei, tra poco, ne ricever una simile.
Montferrier? Chi  Montferrier?.
Un produttore. Jean-Paul Montferrier. Pare che voglia incontrarla, credo per via della morte di
Lucie Ponceau. Penso che abbia letto il mio articolo e sia rimasto molto impressionato. Si  rivolto a
me per trovare lei, non perch sono giornalista, ma perch sono suo amico. Aveva chiamato casa sua e
il suo ufficio, ma senza successo, e allora ha pensato a me. Gli ho detto che stava al Cosmopolitan.
Ecco tutto.
Certo, ecco tutto. Ma si spieghi un po meglio.
Non posso dirle altro perch non so altro. Ma sono sicuro che Montferrier voglia vederla e che
questo Montferrier, secondo le notizie raccolte, non risiede a Parigi al momento.  da qualche parte
sulla Costa Azzurra. E, se si muove da l, deve essere per qualcosa di importante.
Sicuramente....
E se  cos importante....
Non la dimenticher. Visto che ci siamo, Covet, mi pu fornire qualche informazione sul
personaggio? Ha detto che  un produttore. Spero non del tipo di Laumier?.
Per carit, no. Piuttosto giovane, intelligente, ricco,  un uomo che fa onore alla produzione
francese. Attualmente si dice che stia preparando un film grandioso in tre o quattro dimensioni con
Tony Charente. Ma niente di tutto questo pu interessarla. Fa parte del lavoro di produttore, non di
detective.
Dipende, dissi corrugando la fronte. Chi ha appena detto? Tony Charente?.
Tony Charente, s.
Mi dice qualcosa.
Davvero?, rise il giornalista. Lei sarebbe il solo a cui non dice niente. Il duro di Mtro
Blanche.
Dissi Capisco, ma non pensavo al film di gangster. Aggiunsi:
Ebbene, grazie, vecchio mio. Aspetter la telefonata annunciata. La terr al corrente.
Riattaccai, ripresi la pipa e mi sedetti in poltrona. Forse cera un avvenire per me, nel cinema.
Laumier... Montferrier... La suoneria del telefono mi risvegli dai miei sogni a occhi aperti.
Nestor Burma, dissi.
Sono la segretaria del signor Jean-Paul Montferrier, della Montferrier-Globe-Films, rispose
una voce tintinnante. La signorina Annie. Lei  Nestor Burma... (stava sicuramente leggendo
qualche appunto) il detective privato, ex guardia del corpo di Miss Grace Standford?.
S, signorina.
E lei, questa notte, ha assistito agli ultimi istanti di vita della signorina Lucie Ponceau?.
S, signorina.
Abbiamo avuto il suo numero dal signor Marc Covet, del Crpuscule.
Lo so. So anche che il signor Montferrier vuole vedermi.
S, signore. Per affidarle un incarico. Potrebbe venire questo pomeriggio, alle quindici, alla
Residenza Montferrier, a Neuilly....
Mi diede lindirizzo esatto. Lo annotai, poi:
Oggi pomeriggio alle quindici?.
S, signore.
Credevo che il signor Montferrier fosse in Costa Azzurra.
Il signor Montferrier al momento  in viaggio sul suo aereo personale.
Ah! Benissimo. Intesi per le quindici, allora.
Se non ha lauto, posso mandare un autista a prenderla al Cosmopolitan.
La ringrazio, ho unauto.
Perfetto, arrivederci, signore.
Arrivederla, signorina.
Riappoggiai la cornetta sulla forcella e le feci una smorfia. Aereo personale? Accipicchia!
....
..
Il sole delle tre brillava sulla Residenza Montferrier. A lume di naso, era una propriet sontuosa,
appena pi piccola di un ministero di medie dimensioni. Lalto muro di cinta era ricoperto di
vegetazione e, dallaltra parte, si alzava una vera e propria foresta di alberi di ogni tipo e natura. Mi
fermai davanti al monumentale cancello in ferro battuto. Un portiere, che doveva aver ricevuto
istruzioni in merito, me lo apr e mi indic la strada fino alla casa che si riusciva a intravedere al
termine di un viale asfaltato, dellampiezza di una statale di medie dimensioni. Sopra la mia testa, gli
alberi formavano una fresca volta. Parcheggiai lauto davanti a un edificio sopraelevato color ocra che
sembrava la materializzazione del sogno di un architetto cubista. Il pianoterra non aveva motivo di
temere il rischio di alluvioni, tanto era rialzato. Vi si accedeva tramite un ampio scalone di varie rampe
e almeno una quarantina di gradini. Gradini fatti di un vetro spesso di colore glauco che dava la
rinfrescante impressione che dellacqua vi cascasse sopra di continuo. Alcuni salici piangevano per
essere stati piantati al livello inferiore del monumento. Una vera scenografia da cinema.
Scesi dallauto e mi avventurai sulla scala di vetro. La porta a cui conduceva si apr e mi
apparve il pi classico dei camerieri, di un biondo sgradevole quasi albino, che sembrava aver spiato il
mio arrivo. Ero il signor Nestor Burma? Dissi di s.
Il signore laspetta. Se vuole seguirmi.
Attraversammo un ampio living-room, climatizzato e silenzioso, prendemmo un ascensore che
ci lasci al secondo piano e ci infilammo in un corridoio che poteva servire da pista datterraggio per
uno Zatopek. Il cameriere buss a una porta, mi annunci, si scans per farmi passare. Il signor
Jean-Paul Montferrier troneggiava in cattedra, dietro una scrivania proporzionata allinsieme. La stanza
sembrava un museo, con quadri un po dappertutto e mobili freschi dantiquario. Le finestre erano
aperte sul parco, ma la brezza che agitava il giornale che il produttore stava leggendo quando entrai
proveniva da un ventilatore invisibile.
Piacere di conoscerla, signor Nestor Burma, mi salut il mio ospite.
Mi venne incontro, con la mano calorosamente tesa. Un metro e ottanta. Sulla quarantina. Ben
piazzato. Capelli corti. Viso abbronzato. Occhi grigi simpatici brillavano dietro le spesse lenti degli
occhiali cerchiati doro. Dettaglio che mi piacque: fumava la pipa. Spinse verso di me una borsa di
tabacco e il giornale gi segnalato. Era Le Crpu. Ne ero certo. Cominciai a riempire la pipa.
Immagino, articol Montferrier, che lei abbia letto questo articolo.
Lho addirittura vissuto.
S, per lappunto. Questo Marc Covet racconta balle?.
Non pi di quanto non esiga la sua professione.
Il telefono, a portata di mano del produttore, fece sentire la propria presenza.
Mi scusi, disse. (Sollev la cornetta). S... s... ah!.... (Fece un gesto di esasperazione).
Bene... Allora... me la passi.... (La voce si fece pi amabile). Buongiorno, carissima.  davvero
difficile mantenere lincognito. Mi chiedo come facciano i sovrani.  vero che nel nostro ambiente le
notizie viaggiano veloci: a pi di ventiquattro immagini al secondo. Si sa gi, sugli Champs-lyses,
che ho fatto un salto da Cannes a Parigi?  incredibile, ma s... S... s... Ah! La produzione  quasi
completata, adesso... Non gira? Ah! Lei oggi non  prevista in nessuna scena... Ma certo, la vedr con
piacere.... (Consult lorologio da polso). Alle cinque, se per lei pu andare... S, bene...
Arrivederci, carissima. (Riattacc borbottando, sollev di nuovo la cornetta). Non ci sono per
nessuno, Annie, capito? Assolutamente per nessuno. Eccetto che per Denise Falaise, che arriver tra un
paio dore. Dia le istruzioni al cancello e mi mandi Firmin.... (Con la mano ancora sullapparecchio,
mi concesse un sorriso disteso). Mi scusi, ripet Questi artisti....
Lasci la frase in sospeso. Sorrisi anchio, con complicit. E il mio sorriso si ampli ancora di
pi quando Firmin, il cameriere albino, apparve spingendo un carrello di bevande. Ci prepar con
abilit due cocktail rinfrescanti e scomparve. Il mio ospite bevve, appoggi il bicchiere e indic di
nuovo la copia del Crpu:
Il suo amico giornalista, disse, fa cenno a una grossa quantit di oppio trovato in casa di
Lucie Ponceau.  esatto?.
Assolutamente esatto.
Nessuna esagerazione?.
Nessuna.
Corrug le sopracciglia:
Ecco il punto che mi interessa: quellenorme quantit di droga. Devo dirle una cosa, signor
Nestor Burma. Conoscevo Lucie Ponceau e posso dirle che non si drogava.
Lautopsia lha confermato, signore.
Ah!.... (Tamburell le dita sullangolo della scrivania). Conosce Tony Charente?, chiese
senza dare limpressione di cambiare argomento. (E infatti non lo stava cambiando).
 un grande attore, dissi.
I grandi attori sono uomini come gli altri, rispose lui con una smorfia. Stessi difetti, stesse
debolezze e bisogna tenerli sotto pressione per ottenere qualcosa da loro. Al momento sto lavorando a
un grosso film. Tony Charente ne  il perno centrale e non voglio che mi crolli prima della fine delle
riprese. Ecco perch lo tengo, diciamo, sequestrato qui, a casa mia. Gli ho messo a disposizione un
bungalow, in fondo alla mia propriet. Gli concedo tutto ci che desidera, eccetto la libert di
commettere sciocchezze. Rappresenta troppi soldi per me... Le sembro cinico, signor Nestor Burma?.
Diciamo semplicemente franco, signore.
Cinico rende meglio, secondo me. Forse perch vivo in un ambiente dove si ha la tendenza a
esagerare tutto. Anche i timori... Vede, mi preoccupo tanto per Tony anche se, a oggi, non mi ha dato
alcun motivo di farlo....
Cominciavo a intravedere un rapporto tra il principale protagonista e la morte di Lucie Ponceau.
Decisi di far valere la mia perspicacia:
Capisco, dissi. Si droga.
Si drogava, mi corresse Montferrier. Si  drogato. Poi ha seguito una cura di
disintossicazione. Ha mai sentito parlare di Raymond Mourgues?.
Anche lui un attore?.
E anche un drogato. Anche lui guarito dal vizio, fino al giorno in cui ci  ricascato. Risultato:
impossibile riuscire a finire il film in cui aveva il ruolo da protagonista. Un caso identico  quello di
Pierre Lunel. Stesso copione. Lei capir facilmente che, lesperienza insegna, mi conviene prendere
qualche precauzione. La tragica fine della povera Lucie far molto scalpore. I giornalisti ne
approfitteranno il pi possibile. Si parler di droga in lungo e in largo. Mi dispiace che una donna come
Lucie, che non si drogava, sia riuscita a procurarsi lenorme quantit di oppio di cui parla il suo amico
giornalista. Per farla breve, temo che tutto questo possa far uscire Tony di testa, fargli tornare il gusto
di riprovarci, capisce?.
Perfettamente, salvo quello che si aspetta da me, signore.
Vorrei che lei sorvegliasse Tony, signor Nestor Burma. Che gli impedisca, se fosse necessario,
di ricaderci unaltra volta. Le chiedo di fargli da guardia del corpo. Lha fatto per Grace Standford, lo
faccia anche per Tony. Una guardia del corpo un po particolare.
Mise il punto finale al discorso vuotando il bicchiere. Mi schiarii la gola:
Ehm... Non potrebbe organizzarmi un incontro con Tony Charente?, chiesi. Vorrei prima
farmi unidea del personaggio. Sa, noi detective privati abbiamo tutti qualche piccola mania.
....
..
Il bungalow situato allestremit del parco della Residenza Montferrier che il produttore aveva
messo a disposizione della sua star era un edificio grazioso e allegro, abbellito da un caminetto
estremamente decorativo. Si erigeva non lontano da un campo da tennis e da una piscina ed era
immerso tra alberi centenari.
Lo riconobbi subito, il signor Tony Charente. O si  detective o non lo si .  vero che era solo,
cosa che limitava il rischio di errore. Ma i suoi lineamenti mi erano familiari per averli avuto sotto gli
occhi di recente  e non allingresso di un cinema, sebbene fosse capitato in occasione di un dramma.
Pi precisamente lavevo visto tra gli archivi sentimentali di Lucie Ponceau dove la sua foto, corredata
di una tenera dedica, si mescolava a centinaia di altre.
Steso sul divano, con addosso solo un paio di short molto short attorno alle reni, lattore,
quando ci annunciammo, stava leggendo. Leggeva o fingeva di leggere, perch un cagnolino chiassone
non poteva non aver avvertito il padrone del nostro arrivo. Non  da escludere che lattore avesse poi
optato per un po di messa in scena. Da sotto un cuscino disposto in tutta fretta si intravedeva qualcosa
che sembrava pi un lembo di gonna che una scacchiera. Da un apparecchio radiotelevisivo usciva una
musica dolce.
Come daccordo, Montferrier mi present sotto il nome presunto di Arthur Martin,
attribuendomi per loccasione non so quale funzione nel settore cinematografico.
Tony Charente non aveva la grazia della signorina che portava quasi lo stesso nome, pi nota
nella storia di Francia sotto quello di Signora de Montespan. Stava seriamente iniziando a ingrassare.
Labitudine a esprimere a comando i sentimenti pi disparati gli aveva modellato una maschera troppo
mobile per essere penetrabile. Arrivare ai suoi pensieri  ammesso che ne avesse  era ormai
impossibile. Nellinsieme e malgrado il sorriso a trentadue denti che sfoggiava, il celebre attore
sembrava annoiato a morte, elemento che rappresentava un certo pericolo per un ex drogato che avesse
i mezzi pecuniari necessari a soddisfare la propria passione, se gliene fosse tornata la voglia.
Dopo dieci minuti di banale conversazione, nel corso della quale potei apprezzare il vero
charme della famosa voce della star, Montferrier si ritir, lasciandomi solo con lattore. Deciso ad
andare dritto al punto, dissi:
Ho una confessione da farle, signor Charente. Non mi occupo di cinema se non in qualit di
spettatore. Non lavoro nemmeno in settori limitrofi, perch non mi chiamo Arthur Martin. Sono stato io
a suggerire al suo produttore di presentarmi sotto questo nome per non spaventarla perch, di primo
acchito, i poliziotti privati in genere non sono visti di buonocchio, non so perch. Ora, io sono un
poliziotto privato. Mi chiamo Nestor Burma.
Mi guard con occhio bovino:
La conosco, fece alla fine, trattandomi da pari.  stata la guardia del corpo di Grace
Standford, vero?... (aggiunse indicando lapparecchio radiotelevisivo). Ed  stato lei a informare gli
sbirri del fattaccio di Plaine Monceau, vero?... Non mi spaventa, ma non mi spiego la ragione della sua
presenza qui.... (Deglut). Ho qualcosa a che vedere con la morte di Lucie Ponceau?.
La voce melodiosa si trasform lentamente in parlato atono.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
 affascinante.
...
.
...
Esalai una boccata di fumo verso le modanature del soffitto: Non si agiti, sussurrai. Non
voglio trattarla da traditore n da ragazzino, malgrado i pantaloncini. Ho solo voluto informarla.
Montferrier vuole che le faccia da guardia del corpo.
Scoppi a ridere:
Guardia del corpo! Mi prende per Grace Standford? Guardia del corpo?.
Io la chiamo con un altro nome. Balia asciutta sarebbe pi adatto. Lei non ha niente a che
vedere con il suicidio di Lucie Ponceau, ma  perch Lucie Ponceau  morta in condizioni particolari
che sono qui. Posso parlarle da uomo a uomo, signor Charente?.
Questo finto linguaggio virile, eco dei testi che aveva labitudine di spacciare sotto la giraffa per
la presa del suono, sembr piacergli:
Affare fatto, amico, fece lui, per restare sulle stesse note.
Montferrier mi ha informato che lei.... (Feci il gesto di sniffare, poi di infilarmi un ago nel
braccio, a mo di sottotitolo). Luno o laltro. O tutti e due.
Corrug le sopracciglia:
Di cosa simmischia quello?.
Dei vostri interessi comuni.
Gi. E pi in particolare dei milioni che gli faccio guadagnare, eh?.
Forse. Ma, contestualmente, anche della sua salute e del suo avvenire.
Non si roda il fegato per la mia salute. Ma lei cosa centra in tutto questo?.
Glielho detto. Dovrei farle da balia asciutta e impedirle di ricadere in tentazione.  unidea
piuttosto idiota perch io dovrei incollarmi a lei come unombra, cosa che non mi sembra troppo
praticabile. Ecco perch, prima di accettare, ho voluto informarla. E consigliarla, anche se fare prediche
non rientra tra le mie abitudini. Ma lei mi  simpatico e far uno sforzo. Ci sar sempre droga a portata
di mano di chi vorr farne uso, mentre a lei, se adesso molla, non capiter pi un film come quello che
Montferrier sta preparando. Allora, facciamo un accordo. Io accetto la proposta del suo produttore e lei
cerca di non fare limbecille prima che siano finite le riprese del film. A quel punto, se vuole farsi una
tonnellata di roba, ci daremo da fare per fornirgliela. Ma avremo tutti e due avuto la nostra grana.
Naturalmente verr a trovarla di tanto in tanto, per dare limpressione di sorvegliarla. Ci sta?.
Le sembro cinico, signor Nestor Burma? Mi aveva chiesto Montferrier. Per fortuna non mi
vedeva in quella scena.
Hanno tutti una faccia di bronzo cos i detective privati?, fece Tony Charente con una punta
dammirazione.
Alzai le spalle.
Non ho la faccia di bronzo. Sono solo un realista, mosso dal buon senso. Come
Saint-Granier.
Mi guard e si mise a ridere. Un vera risata. Non una risata di scena:
Accetti la proposta di Montferrier, Nestor Burma, disse.  la gag pi divertente che mi sia
mai capitata.
Gi. Solo che conto sul suo buonsenso perch non faccia sciocchezze. Devo confessarglielo
lealmente: se lei vuole farsi, non avr il potere di impedirglielo.
Stia tranquillo. Non sto pensando di ripetere lesperienza della droga.... (Fece una pausa,
torn serio e prosegu, con aria trasognata). Sa,  stato allinizio della mia carriera. Ho conosciuto una
ragazza come non se ne vedono molte alla Citroen, dove lavoravo come manovale. Perch ho fatto
anche il manovale. Ho fatto il fabbro, il muratore, il falegname. Tutti i mestieri. E sempre al verde.
Sempre solo.... (La voce doro stava riprendendo vigore, si impregnava man mano del pathos pi
puro. And a spegnere la radio perch nulla potesse intralciarla). Passavo le mie serate nei cinema di
quartiere, a rivedermi le imprese dei miei eroi preferiti: Spencer Tracy e Jean Gabin. Tornato a casa
ripetevo le scene davanti allo specchio... (rise) uno specchio incrinato. Rotto....
Forse era un presagio.
Come no! Avevo fatto un po di teatro amatoriale, sui diciassette anni. Un giorno ho avuto un
colpo di fortuna. Facevo lo sbruffone in un film.  una cosa che d i suoi risultati!.
Lo so.
Davvero?.
Anchio ho fatto un po di tutto.
Allora sapr anche quanti sono gli imbecilli in questo campo. Uno di questi imbecilli, volendo
intascarsi i pochi spiccioli extra del mio ingaggio, mi fa fare un provino. Io ce la metto tutta, invoco in
mio aiuto Spencer Tracy e Jean Gabin. Una settimana dopo, un pezzo grosso che non sapeva come
trascorrere un pomeriggio di pioggia, visiona i provini. Tra cui il mio. Convocazione. Piccolo ruolo. 
il solo ruolo minore che io abbia mai interpretato. Dal secondo film ero gi protagonista. Gente pi
qualificata di me per giudicare aveva trovato non so cosa nel mio timbro di voce. Una voce
affascinante, sembra. Per farla breve,  stato durante questa seconda produzione che ho conosciuto la
tizia in questione. Purtroppo fumava. E non Gauloises. Ero giovane, non molto raffinato. Ho creduto
che drogarsi fosse una cosa da ricchi e ho cominciato. Allinizio perch amavo o credevo di amare
quella donna  e in ogni caso ne ero succube. Poi... diciamo che ho preso... s, ho preso anni, denaro
ed esperienza. Non molte cose mi fanno perdere la testa, ormai. In fondo, ho una mentalit da cafone.
Al momento Montferrier mi tiene prigioniero in una gabbia dorata come fossi Greta Garbo.  una
trovata pubblicitaria e non sar io a distruggere il piedistallo che mi ha costruito. Non mi annoio. Mi
basta poco per divertirmi. Glielho detto, sono una persona semplice. Pi avanti mi trover una brava
donna, che sappia cucinare e tutto. Per il momento, non mi annoio....
Lo ripet tre volte, tre volte di troppo. Chiaramente non poteva fare a meno, a tratti, di fare della
commedia, tanto per non perdere labitudine.
E quando mi rompo, riprese,  facilissimo. Devo solo fare un cenno e corrono tutte a
mangiare dalla mia mano. Dalla mano di Tony Charente. Perch quando Tony Charente si chiamava,
volgarmente, Dupont, come tutti...  pazzesco, per, eh? Tutte queste ragazze....
Non capivo perch mi confidasse tutto ci. Forse aveva davvero bisogno di sfogarsi o, pi
semplicemente, trovandosi di fronte a un estraneo, entrava in gioco un automatismo che lo costringeva
a fornire il quadro completo di s, a qualsiasi costo. Era anche possibile che parlasse molto per dirmi il
meno possibile, visto che continuava a tacere il fatto di essere andato a letto con Lucie Ponceau, bench
non fosse certo una rivelazione che avrebbe potuto scandalizzare qualcuno! In ogni caso, inveire contro
alcune delle sue facili conquiste femminili ebbe un risultato immediato che non si aspettava. Alle sue
spalle una porta si apr violentemente e la giovane che stava origliando entr nella stanza. A parte la
gonna a scacchi, sempre infilata sotto il cuscino del divano, era, se cos si pu dire, interamente vestita.
Ma a farla arrossire non era il fatto di mostrarsi nuda fino alla cintola. Il colorito delle guance nasceva
da una viva indignazione:
Ah!  cos che ci tratta il signore?, gua furibonda. Il rubacuori....
Parole pi dure del chewing-gum, che tanto valeva sputare invece di masticare. Appena lei
riprese fiato, Tony Charente, superata la sorpresa, rise:
Che buffo. Ti avevo dimenticata.
Be, io non ti dimenticher di certo. E puoi scordarti di rivedermi.
Prese la gonna e se la infil alla meno peggio, mandando al diavolo lattore che si offriva di
aiutarla.
Su, su, disse lui rassicurante. Aspetta, tiro fuori lauto.
Lascia perdere lauto, replic lei. Sono abbastanza grande per prendere lautobus, andare a
piedi o fare lautostop.
Allora fa come ti pare, merda!.
Lei bofonchi qualcosa e usc in tromba dal bungalow.
 un po colpa mia, dissi.
Per una persa, ce ne sono dieci ritrovate, rispose, con filosofia. E se bevessimo qualcosa?.
Sempre pi filosofico. Lalterco con lamichetta gli aveva seccato la gola. Non pronunci pi il
senso compiuto di una sola frase fino a quando ci separammo. Ci salutammo da buoni amici. Mentre
percorrevo il viale che mi riportava al castello cubista dove mi aspettava Montferrier, riflettei. Quella
rottura era insperata. Mi permetteva di introdurre qualcuno di mio. La giovane Monique, se fossi
riuscito a ritrovarla, mi sembrava perfettamente indicata per quel genere di lavoretto. Mi sarebbe
bastato dirle che in vista cera un contratto cinematografico. Lei e Tony Charente formavano una bella
coppia. La coppia ideale. N luno n laltra avevano scoperto lacqua calda, ma Nestor Burma era
astuto a sufficienza per tutti. Tra cinema e teatro di burattini, cera meno differenza di quanto si sarebbe
potuto pensare.
Allora?, chiese Montferrier.
Era in compagnia di una giovane dallaspetto di segretaria competente. E in effetti era la sua, di
segretaria, la signorina Annie.
Accetto, dissi. Ma lei spreca il suo denaro. Non succeder nulla.
Non sottoscrivo unassicurazione contro gli incendi augurandomi che la casa vada a fuoco.
Che effetto le ha fatto Tony?.
Simpatico. Un bambinone.
Esatto.  per questo che credo opportuno tenerlo docchio....
La signorina Annie raccolse una cartellina e se ne and. Montferrier si mise a compilare un
assegno a me intestato:
Inutile ripeterle che conto su di lei, vero? Perfetto. Di cosa avete parlato lei e Tony? Siete
rimasti a lungo insieme.
Gli ho detto chi ero. E per giustificare la mia presenza gli ho raccontato una frottola.
Non dissi quale.
Daccordo, fece Montferrier, comprensivo.  lei lesperto. Tony le ha per caso raccontato la
storia della sua vita?.
In parte....
Aspettai che mi parlasse dellidillio Lucie-Tony. Zero. Forse non ne sapeva nulla.
 un bambinone, come dice lei, si limit a ripetere.
Guard lorologio. Squill il telefono. Sollev la cornetta:
S... s... fatela entrare, per favore.... (Riattacc, sorrise e si alz). Devo ripartire domani
per la Costa Azzurra, disse. Tenga i contatti con la signorina Annie, la mia segretaria, che abita qui.
Arrivederci, Nestor Burma.
Mi accompagn fino alla porta del suo ufficio-museo e mi strinse la mano. Imboccai
linterminabile corridoio nel quale una corrente daria combatteva la calura. Arrivai davanti
allascensore nel momento in cui la cabina, contenente il cameriere albino e Denise Falaise, si fermava
al piano. Con sontuosa semplicit lattrice, pi bella che mai, indossava una gonna ampia, un
prendisole, che le lasciava braccia e spalle nude e che doveva scoprirle anche la schiena, e un foulard
verde annodato al collo. Firmin apr il cancello e si spost per lasciar passare la signora, la quale non so
come fece male i calcoli. Sta di fatto che inciamp e mi urt. Sotto leffetto della corrente daria, il
foulard si alz fino a coprirle il volto, trasformandola in una moresca bionda.
Oh, mi scusi tanto, disse gentilmente.
Si figuri....
E mi profusi in scuse come deve fare qualsiasi galantuomo a cui  appena stato pestato lalluce
da un tacco alto. Quando si allontan lungo il corridoio, in compagnia del domestico, la seguii con lo
sguardo. Aveva una bella schiena.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Un bellarticolo per Rabastens.
...
.
...
La vista di Denise Falaise mi fece ripensare a Laumier. Non avevo avuto tempo di restituirgli la
telefonata che mi aveva fatto e non sapevo ancora perch avesse sentito la necessit di parlarmi dopo il
nostro scambio di pugni. Ma per la miseria! Oggi potevo anche fare il giro di tutti i produttori. Cercai
nel mio taccuino il numero degli studi da cui mi aveva chiamato. CONcorde 78-56. Arrivato in place
de lEtoile, mi fermai davanti a un tabaccaio e utilizzai la cabina.
Studi Sonorcran, disse una voce neutra.
Il signor Laumier sta girando da voi?.
S, signore. Produzione La mort nourrit son homme.
E dove sono i vostri studi?.
Rue Marbeuf. Lo sanno tutti.
Io non sono tutti.
Salii in auto e presi la direzione di rue Marbeuf.
....
..
A prima vista, si sarebbe potuto pensare che fosse un porto di mare, ma non era cos. Certo,
lampio portone era aperto, una volta per parcheggiata lauto nella parte del grande cortile interno
riservato a questuso, cominciavano le difficolt. Bisognava passare da un cerbero poco invitante che
sonnecchiava, masticando tabacco sotto un cartello che diceva che non si poteva fumare. Il cerbero
squadr la mia pipa, ma non disse nulla. Chiesi di Laumier, lui per continu a non profferire parola e
si limit a spingere verso di me, sul tavolo che talvolta gli faceva da cuscino, un blocco dai fogli
staccabili. Doveva essere un vero fan del cinema muto. Compilai la scheda, con tanto di nome del
visitatore e oggetto della visita, scrivendo: a proposito della chiamata telefonica, sotto questultima
voce. Nel frattempo, il guardiano aveva spinto un pulsante che aveva fatto accorrere un fattorino. Il
ragazzo prese il mio autografo e scomparve allinterno di un edificio indicato come Studio D. Torn
poco dopo, accompagnato da un altro bipede poco pi vecchio di lui, vestito in modo volutamente
disordinato e che sapeva da lontano un miglio di assistente alla regia.
Il signor Laumier la prega di scusarla un attimo, mi disse il nuovo arrivato.  sul set, ma
non ne avr per molto. Mi ha pregato di accompagnarla al bar, durante lattesa.
Lo seguii lungo un corridoio molto fresco, piuttosto buio, dove le comparse disoccupate
vagavano trascinando i piedi. La mia guida spinse una porta, quella del bar in questione. A parte tre
macchinisti che giocavano a 421 allestremit del bancone, il locale era vuoto. Una barista non pi nel
fiore degli anni ascoltava la radio.
Cosa desidera, signore?, chiese lassistente.
Whisky.
Anche per me, Mlie. Da segnare sul conto del signor Laumier.
Senza altri commenti, la barista serv le consumazioni. Il mio compagno bevve, esaminandomi
con curiosit. Sul bancone furono rumorosamente lanciati i dadi e uno dei giocatori manifest
apertamente la gioia di aver vinto.
Facciamo la bella?, propose la squadra perdente.
Non vorrei che avessero bisogno di noi sul set.... (Quello preoccupato vide lassistente).
Cosa ne pensa, Charlie?.
Giocate pure, li autorizz Charlie. Il signor Laumier ha bisogno di tempo.
E lo credo, che ne ha bisogno, rise un altro operaio.  pazzesco, sembra che giri al
rallentatore.
Non lamentiamoci, fece un altro. Siamo pagati alla giornata, no? E allora, pi dura....
Si direbbe che voglia risparmiare la pellicola.
 possibile. Una volta siamo rimasti a secco, perch non ce nera abbastanza di riserva.
Non si trattava sicuramente del signor Laumier, protest lassistente, risentito. Ne  arrivato
un intero stock di vergini, in questi giorni.
I macchinisti scoppiarono a ridere:
Sono entrate delle vergini qui dentro?.
Accidenti! Deve essere stata la prima volta!.
E proseguirono di risata in risata. Charlie si strinse nelle spalle. La barista lo imit sollevando
gli occhi al soffitto, cosa che le diede unaria virginale un tantino ammuffita. Conserv quella posa
eminentemente fotografica fino allarrivo di un gruppo di comparse. I macchinisti avevano cominciato
unaltra partita. Qualche aspirante attore segu lesempio, altri si limitarono a bere un bicchiere. Uno di
questi si tolse i baffi finti che gli davano noia e dichiar con soddisfazione che era convinto che per
quel giorno fosse ormai fatta. Pass un po di tempo prima che, dietro la barista, squillasse di nuovo il
telefono sovrastando il brusio delle conversazioni. La donna sollev la cornetta, ascolt, la ripose e
disse a Charlie:
Era il signor Laumier per il signore che vuole vedere il signor Laumier.
Se vuole seguirmi, minvit lassistente.
Attraversammo di nuovo il cortile dove altre comparse parlottavano attorno a una grossa auto
appena parcheggiata e Charlie mi condusse in un labirinto di corridoi dove incrociammo un sacco di
gente dalle occupazioni difficili da definire, ma tutti i molto agitati  il tipo di ambiente che conoscevo
bene. Sempre seguendo il mio apprendista cineasta, attraversai due set immersi in una triste e polverosa
penombra, sui cui pavimenti serpeggiavano cavi traditori, salii un gradino e raggiunsi lufficio del
regista. Charlie buss alla porta, lapr, mi annunci e se ne and. Il cittadino che mi accolse era pi
alto di me di una testa intera. Era Jean, lo spilungone che sembrava esercitare uninnegabile autorit su
Laumier, a giudicare dalla sua condotta di due sere prima, al Camera-Club. Cinquanta per cento
tirapiedi, cinquanta per cento qualcosaltro. Tirapiedi nello sguardo e nel sorriso  che in mio onore,
devo rendergli questa giustizia, rese umano fino alla cordialit. Qualcosaltro  forse segretario?  per
gli abiti, di buon taglio e portati con disinvoltura. Un tizio che dava limpressione, nellinsieme, di
essere sempre vagamente di rappresentanza, come  necessario in un settore in cui perfino la cassiera
della pi misera sala di proiezione di periferia si sente come Michle Morgan.
La stanza era confortevole, con poltroncine, divano morbido e bagno attiguo. Al centro della
stanza, su un tavolino, poggiavano un mucchio di giornali, una sfilza di copioni rilegati e una pila di
scatole per pellicola. Un ventilatore agitava fiocchi di cenere di sigaro in fondo a una coppa di cristallo.
Entri, signor Nestor Burma, fece il pachidermico produttore, con una gentilezza un po
fredda. (Abbandon il divano su cui era stravaccato e mi tese una mano umida. Lampia camicia
fantasia era aperta sul petto villoso. Era rosso e sudava). Gradisce un aperitivo o  di rigore la sobriet
quando  in servizio?.
Non sono in servizio, risposi. Non so nemmeno cosa intenda dire, ma berrei volentieri
qualcosa.
OK! Per favore, Jean.
Linterpellato and nel bagno dove doveva esserci un frigorifero-pronto soccorso contro la sete,
prese anche i bicchieri e torn per servirci una bevanda ghiacciata. Nel frattempo, il produttore si era
seduto sul divano e io avevo preso posto in una poltrona. Laumier tracann una sorsata:
Io... uhm..., fece, infine, seguendo con lo sguardo il suo tirapiedi, indaffarato nella stanza,
uhm... mi scuso per laltra sera, lincidente dellaltra sera, al Camera-Club. Ero ubriaco, ma ricordo
di averle dato un pugno....
Glielho restituito, dissi. Siamo pari.
Niente affatto. E ci tengo a scusarmi....
E in ogni caso, quel pugno non era indirizzato a me, giusto? Lei voleva colpire il rompiscatole,
il giovane giornalista?.
Ehm... s... se la vuole mettere cos. Ci tengo comunque a scusarmi. Per questo lho chiamata
il giorno dopo. Avevo lasciato intendere che poteva richiamarmi. Ho saputo che aveva ricevuto la
comunicazione, ma... ma lei non si  messo in contatto con me in alcun modo, aggiunse con un tono
di rimprovero.
Per chi si prendeva questo?
Era troppo tardi per chiamarla, quando ho ricevuto il suo messaggio, spiegai. E poi lho
dimenticato.  stato solo oggi che, per associazione didee....
Associazione di idee?.
S. Un produttore mi ha fatto pensare a un altro produttore. Sono appena stato a trovare un
amico, Jean-Paul Montferrier....
Montferrier! Ah! S,  vero, ho saputo che  rientrato da Cannes.... (Con un gesto elegante
mand Montferrier allaeroporto). Torniamo a noi. S, ho interpretato molto sfavorevolmente il suo
silenzio, signor Nestor Burma.... (Sinterruppe, si alz e and a cambiare la direzione del ventilatore,
brontolando). Che caldo!.... (Torn a sedersi, asciugandosi le pieghe del collo massiccio con un
fazzoletto di seta giallo). S, molto sfavorevolmente. Gi la sospettavo e il suo atteggiamento non ha
potuto che confermare i miei sospetti. Ne ho concluso che lei non voleva incontrarmi e, da questa
conclusione, ne ho tratte altre. Nel nostro mestiere la chiamiamo incrociata. Comunque, ora lei  qui
e possiamo spiegarci in modo franco.
Mi sospettava? E di cosa?.
Non amo particolarmente i detective privati, signore, articol lui in tono secco. Direi anzi
che li detesto.
Non  una risposta.
Alz allaltezza del mio viso la pala da mulino a vento che aveva al posto della mano, agitando
davanti alle corna della mia pipa a testa di toro il fazzoletto che, fortunatamente, non era rosso:
Aspetti... non c un detective privato che Rolande non abbia assunto per farmi spiare. Ecco
perch, laltra sera, quando lho vista davanti a me, mi si  rigirato il sangue nelle vene. La conoscevo.
Sapevo che era stato la guardia del corpo di Grace Standford e che non lo era pi, perch Grace
Standford  tornata in America. Ma lei era ancora nei paraggi. Sar franco. Non volevo colpire il
giornalista. Se dovessi rompere la faccia a tutti i giornalisti mossi da cattivi propositi, non farei altro.
Avevo invece preso di mira proprio lei. Ero ubriaco, ho visto cose che non cerano. Me ne scuso
ancora....
Visto cosa?.
Cose.
Capisco. A proposito di questa Rolande, eh?.
Mia moglie. La signora Rolande Laumier. Sono da poco giunto a un accordo con lei, aveva
promesso di lasciarmi in pace....
Non lavoro per sua moglie, dissi. Se questo pu rassicurarla....
Uhm..., borbott, uhm... (mi squadr dal basso, con laria sospettosa). Insomma... in
ogni caso, Rolande non avrebbe niente da guadagnarci. So trattenermi. Mi ha insegnato lei ad andarci
piano. Ci andr piano.
Vada piano quanto vuole, sorrisi. Cosa crede che me ne importi?.
Ebbene, non parliamone pi, propose con una sorta di sollievo. E beviamo un ultimo
bicchiere, se non ha nulla in contrario.
Accettai. Jean ci serv e si fece un sorsetto da solo, dietro la tenda del bagno. Vuotando il mio
bicchiere, portai la conversazione sulla morte di Lucie Ponceau. Laumier non mi disse niente di nuovo
e concluse che era tutto molto triste. Mi unii a lui, ma fui interrotto dalla suoneria del telefono. Laumier
sollev la cornetta:
S... s... oh! Merda!... va bene.... (Riattacc, sempre rosso e sudato).  un mestiere in cui
gli scocciatori davvero non si fanno desiderare, disse.
Senza nemmeno prendere fiato, torn a parlare di Lucie Ponceau, ripetendo che era davvero
triste per unattrice che aveva appena dato prova di non aver perso il proprio talento. Approfittai di una
sua breve pausa per tornare al nome di Montferrier e segnalare la visita di Denise Falaise al produttore.
Non lo sapevo, sospir Laumier... (Consult lorologio. Orologio e telefono sono le due
mammelle della produzione cinematografica). Non dovrebbe dimenticare laccordo... (sospir di
nuovo). Come le dicevo pochi istanti fa, sono moltissimi i seccatori. I seccatori e gli ingrati. Sono
stato io a farla, Denise. E adesso, lei star probabilmente cercando di farsi dare un ruolo nei film di
Montferrier. I miei non le bastano pi. Non sono pi abbastanza per lei. Ah! Miseria! Ma anchio
presto far film importanti, proprio come Montferrier.
Sospir di nuovo e fu sommerso da una sorta di vampata di calore. Sotto il fazzoletto giallo con
cui si detergeva, fece una smorfia. Assomigliava al beb della reclame del vermifugo, il marmocchio
che stava per piangere.
Ma insomma... non gliene voglio...  libera... al di fuori del contratto, beninteso... ma, un
contratto, si rompe con una disdetta... No, non gliene voglio... Da quando  stata depressa, ha
momenti in cui....
Ha sofferto di depressione?.
S. Ma nessuno lo sa. Ah! La vita da artista non  sempre semplice. Per una serie di ragioni, si
 preferito non far trapelare la cosa... Vede, le faccio delle confidenze, rise.
Pu farlo, dissi. La signora Laumier non  mia cliente.
Scroll le spalle, con fare da vero fusto. Vuot il bicchiere, lasci perdere la sua volubile
vedette e, sempre pi ubriaco, mi propose di accompagnarlo sul set. Stavano per girare una scena che
non poteva non interessarmi, visto la mia professione di detective. Accettai, nella segreta speranza di
incontrare Denise Falaise, che laccordo in questione stava per richiamare in studio.
Ebbene, devo dire che non ne vidi poi granch di quelle scene. I macchinisti avevano ragione.
Laumier era piuttosto fiacco, come regista. Pignolo, confusionario e con la necessit di riflettere prima
di decidere. Alla fine, per la soddisfazione generale, dichiar che per quel giorno era abbastanza cos.
Avevano acceso, spento, riacceso i proiettori, spostato i mobili, modificato larredo, fatto ripetere la
scena un numero infinito di volte, ma non era stato impressionato nemmeno un centimetro di pellicola.
E Denise Falaise, che doveva passarsela bene in compagnia di Montferrier, aveva mancato allaccordo.
Insomma, Laumier non solo mi aveva fatto perdere tempo, ma anche permesso di accertare che, dai
tempi in cui avevo fatto la comparsa, il cinema era rimasto identico.
Recuperai lauto e presi la direzione del Cosmopolitan. Proprio davanti allingresso cera
unedicola di giornali nuova fiammante, tutta cromo e vetro. Dopo aver parcheggiato lauto sul
marciapiede, ci passai davanti e scorsi una faccia nota che mi sorrideva dalla vetrina.
Hollywood-magazine, una pubblicazione cos chiamata perch vi si nominava raramente Hollywood,
con la bella faccia di Monique, la mia visitatrice notturna, in copertina. Capitava a pennello. Acquistai
la rivista illustrata e mi rifeci gli occhi su quellaffascinante persona per sei pagine. Vista di schiena, di
fronte o di profilo; sola o in compagnia di unamica, che facesse cuocere un uovo o sfogliasse un libro,
portava (e cos la sua amica) solo lo stretto necessario: grembiule da cucina fantasia, trasparente e di
pizzo, slip, scarpe e calze. Cercai lindirizzo della rivista per procurarmi quello di Monique e lo
sguardo si sofferm sulla firma del racconto che illustrava quelle forme scultoree. Di bene in meglio.
Lautore del testo era un tizio di nome Jules Rabas. Da Rabas a Rabastens non ci voleva molto. Mi
dissi cos che, per raggiungere Monique, il giornalista era perfetto, tanto pi che sembrava
particolarmente ben disposto nei miei confronti. Il biglietto da visita che mi aveva dato al Camera-Club
non diceva per quale giornale lavorasse, ma solo il suo indirizzo personale: 216, faubourg
Saint-Honor, vale a dire a un tiro di schioppo. Potevo sempre andare a informarmi dalla sua portinaia,
se non avessi avuto la fortuna di trovarlo a casa.
Il 216 di Faubourg Saint-Honor  un edificio non pi recentissimo che si alza non lontano
dallex ospedale Beaujon, diventato ora un centro di allenamento per guardiani della pace o una scuola
o qualcosa del genere, e che si trova quasi di fronte alledificio Rothschild, allangolo di rue Berryer, l
dove, al momento della vendita annuale degli scrittori ex combattenti, nel 1932, un tipo di nome
Gorguloff crivell di colpi, metaforicamente parlando, il signor Paul Doumer, presidente della
Repubblica. Ebbi qualche difficolt a trovare lingresso delledificio, un corridoio stretto tra un negozio
dantiquariato e un ristorante. La portinaia era nella sua guardiola, come fosse in penitenza, nel punto
in cui il corridoio a cielo aperto diventava una specie di cortile sviluppato in lunghezza. Il signor Jules
Rabastens? S, abitava l. Era in casa? S, cera.
...
Cera e, quando lo vidi, mi torn in mente una frase pronunciata dal giovane: Se le capitasse di
imbattersi in un cadavere, me lo faccia sapere.... Ebbene, ecco il cadavere che il giovane rosso
cercava. Solo che Rabastens non avrebbe potuto ricamarci sopra nessuna storia. Per quanto un
giornalista possa spingere lontano la propria coscienza professionale, non ne avevo ancora visto
nessuno abbastanza abile da scrivere un articolo sulla propria morte.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Elphant-boy.
...
.
...
Non fu affatto una sorpresa. Laria imbarazzata della portinaia lasciava intuire qualcosa di
strano. E poi, per le scale, avevo incontrato uno sbirro di Faroux, e, qualche metro pi in l, il
commissario in persona...
Lottavo, disse, era un arrondissement piuttosto tranquillo, prima che lei decidesse di
abitarci. Mi domando se quellartista di cui  stato guardia del corpo sia davvero partita per lAmerica.
Forse, a cercare bene, si potrebbe trovare il suo cadavere da qualche parte.
Non dica sciocchezze.
Non dico sciocchezze. A meno che provare a chiederle qualcosa non sia di per s una
sciocchezza. In effetti volevo vederla. E visto che lei  qui, il mio lavoro sar semplificato. Era amico
di Rabastens? Tra le sue cose abbiamo trovato questa....
Mi aveva allungato la foto scattata da Fred Freddy, di Radar, al Camera-Club.
Marc Covet, lei e Rabastens, no?.
Esatto.
Era suo amico?.
Lho visto due o tre volte.
E stava venendo a trovarlo?.
Si.
Per quale ragione?.
Volevo che mi presentasse a qualche pin-up. Sa, minteressano le pin-up. Devessere let.
Buon Dio! Se solo non si interessasse ad altro. Allora, lha incontrato solo due o tre volte?.
S....
Avevo spiegato in quali circostanze.
Vuole rivederlo una quarta?.
E mi port in presenza del cadavere.
....
..
Lappartamento occupato da Jules Rabastens era composto da una cucina e due piccole stanze.
La cucina e la stanza in fondo si aprivano sul cortile dellex ospedale Beaujon e dalle finestre si
vedeva, oltre a una vetreria in basso, gli attrezzi e i palchetti utilizzati dagli sbirri nelle loro
esercitazioni. Rabastens era steso nella stanza che serviva da studio-biblioteca, ai piedi di un tavolo su
cui si trovava una risma di carta, alcune penne e una Underwood. Ma ci non significava che fosse sul
punto di scrivere un messaggio quando era stato sorpreso dalla morte. C sempre della carta sulla
scrivania di chi scrive per professione. Rabastens! Julot per le signore! Venticinque anni al massimo,
mesi di allattamento compresi. Farfalla della stampa che volteggiava da una vedette a una starlette. Un
cranio in cui si formavano parole e frasi di lode. Un cranio in cui ormai non si sarebbe formato pi
nulla. Un cranio orrendamente sfondato.
Non si  certo ridotto cos cercando qualche idea o sbattendo contro una porta, disse Faroux.
Qualcuno lha colpito. Forse un ladro, forse qualcun altro. In tasca non ha un soldo, ma non mi
sembra che sia stato derubato... (mi indic un cofanetto appoggiato sul tavolo da uno degli ispettori
che perquisiva la casa). Non abbiamo trovato tracce di furto. Se la ferita fosse stata meno profonda,
avrei forse pensato che fosse stato aggredito da malviventi in strada e che fosse tornato a crepare a casa
sua. Mi  capitato un caso simile, di recente. La vittima di unaggressione notturna che si  rialzata,
senza accorgersi della frattura che aveva in testa. Il tizio non aveva nulla di pi urgente da fare che
andare alla pi vicina stazione di polizia ma l, mentre spiega cosa gli  successo, cade a terra, morto
stecchito. Non credo per sia quello che  capitato a Rabastens, vista la profondit della ferita. Deve
essere morto sul colpo.
Quando?.
Lo sapremo dallautopsia.
Dopotutto, forse aveva un cranio eccezionalmente duro e malgrado il colpo....
No. La sua prima reazione non sarebbe stata quella di tornare a casa per curarsi (mi chiedo con
cosa!), ma di avvisare uno sbirro.  quello che ha fatto laltro tizio e quello che farei anchio.
S, naturalmente. Credo anchio che sia stato colpito qui. Insomma, per lei  uninezia. Non
capisco perch quella faccia. La portinaia non ci metter molto a dirle chi  venuto a trovarlo di
recente.
Certo, come no!, sospir Faroux. Questa casa  un andirivieni continuo. C uno stampatore
in fondo al cortile e una giovane insegnante di pianoforte al primo piano. I clienti delluno e gli allievi
dellaltra passano davanti alla portineria senza dire nulla e non sono pochi nel corso di una giornata.
Nessuno ha chiesto alla portinaia dove abitava Rabastens.
Allora si tratta di qualcuno che lo conosceva.
Anche di questo non ne sono certo. Non ha visto la fila delle cassette delle lettere in corridoio,
prima di arrivare alla portineria? Sulla sua, Rabastens aveva scritto il piano e qui, sulla porta, avevano
incollato un biglietto da visita. Chiunque poteva arrivarci senza chiedere indicazioni. A proposito di
gente che lo conosceva....
Mi invit a dirgli tutto quello che sapevo su Rabastens. Eseguii ma senza che questo servisse a
fornirgli molte informazioni in pi. Conoscevo davvero troppo poco il giornalista. Quando ebbi
terminato, il commissario mi spieg in che modo avevano scoperto il crimine. Erano stati dei poliziotti
che si arrampicavano come scimmie durante le esercitazioni. Uno di loro, dallalto di un palchetto,
aveva dato unocchiata a quella finestra cos vicina e aveva visto un ragazzo in una posizione non
proprio ortodossa. In quel momento, Rabastens non era steso l dove lo stavo vedendo io, in attesa di
essere trasferito allobitorio, dopo i primi rilevamenti. Era seduto, con la parte superiore del corpo
accasciata sul tavolo. Lo sbirro aveva avvisato i colleghi e, poco dopo, era arrivato sul posto Florimond
Faroux:
Impossibile non fare alcune considerazioni, disse, con uno sguardo daccusa e apprestandosi
a contare sulle dita. Mi sono interessato al caso quando ho saputo che si trattava di un giornalista che
si occupava di cinema. Capisce?.... (Entrarono in azione le dita). Rabastens... Lucie Ponceau...
entrambi domiciliati in Plaine Monceau... Ieri, una... oggi, laltro... Capisce, vero? Qui, faccio altre
considerazioni. Per via di quella foto.... (Il gioco di dita continu). Rabastens, Marc Covet e Nestor
Burma si conoscevano. Rabastens si occupava di cinema, Covet pi o meno e Burma anche. Covet e
Burma hanno scoperto Lucie Ponceau agonizzante. Rabastens  appena stato ammazzato.
Crede che ci sia un rapporto tra queste due morti?.
Non credo nulla e non chiedo nulla a lei. Forse si tratta solo di una coincidenza. Ma 
comunque una strana coincidenza.
A proposito di Lucie Ponceau, a che punto  linchiesta?.
Diamine! Ci lasci respirare. Non sono passate nemmeno ventiquattrore. Finora, non cera
alcun dubbio sul suicidio e, sinceramente, per me continuano a non essercene, ma la morte di questo
ragazzo rischia di far ripartire linchiesta, per quanto riguarda gli aspetti marginali.
Quali aspetti marginali?.
Si sono viste cose pi incredibili.
Una riflessione che arrivava come i cavoli a merenda. Dissi: Quali?.
Mi chiedo se Lucie Ponceau non fosse una spacciatrice. Si  visto di peggio, le ho detto, e
molti malviventi si sono camuffati in modo strano ultimamente. Non c dubbio che, nel campo delle
sostanze stupefacenti, lattivit criminale sia rallentata. Circa un anno fa, la gang della droga  stata
decapitata e alcuni avvenimenti hanno frenato il commercio. Perch non si sarebbe dovuto rimettere in
piedi con nuovi personaggi? Il suicidio di quella donna potrebbe aver compromesso alcuni piani o
potrebbe comprometterli, e se il nostro Rabastens era venuto a sapere della situazione... Che ne dice,
Nestor Burma?.
Credo che lei predichi il falso per sapere il vero, ma mi spiace, Faroux, non posso esserle utile.
Non ne so niente. Approfondisca pure questa idea, ammesso che sia unidea.
Borbott qualcosa, ci scambiammo ancora qualche frase e mi lasci libero di andare a farmi
spremere altrove. Mi fiondai a bere un bicchiere nei bistrot della zona. Ne avevo bisogno. Mi feci tutti i
caff di quella parte del quartiere Saint-Honor, fino allavenue Hoche. Passai davanti alla libreria di
Denise Verte e quel nome, per un istante, mi fece pensare allaltra Denise, la vedette bionda. Dopo aver
buttato gi lultimo aperitivo al tabaccaio dangolo, tornai alla mia auto, parcheggiata davanti al 216.
Rientrai al Cosmopolitan. Il sole stava tramontando. Avevo bevuto per dimenticare Rabastens,
il suo cranio sfracellato e il suo povero e gracile corpo steso sul tappetino. Lorizzonte a ovest,
infuocato, mi ricordava la sua faccia.
Senza sentirmi davvero sporco, avevo la sensazione che un bel bagno mi avrebbe giovato. Mi
sembrava di lasciarmi dietro un tanfo di cadavere. Minfilai nella vasca.
Appena ne uscii, arriv Marc Covet, apparentemente piuttosto eccitato.
Niente cinema per me, stasera, vecchio mio, dissi subito. Glielo dico nel caso volesse
portarmi a unaltra prima o anteprima mondiale.
Niente cinema stasera?, rise. Buona questa! Sa cosa vengo ad annunciarle? Lultimissima
del Crpu, non ancora stampato?.
Se  la morte di Rabastens, ne sono al corrente.
Davvero? Sempre rapido, lei, eh?.
S. Esco ora dalla camera mortuaria.
Davvero....
Avvicin una sedia e ci si lasci cadere sopra asciugandosi il volto:
Mi racconti un po! Per Dio! Rabastens! Certo non mi far pi le scarpe, ma mi dispiace. Non
era un cattivo ragazzo ed  comunque una brutta storia.
Rivestendomi, gli dissi quello che sapevo.
E chi  stato?, chiese quando ebbi finito. Non attese la risposta per far schioccare le dita e
dire: ...Non sar stato Laumier, per caso? Ricorda la scenata al Camera-Club?.
Lo disillusi:
Ho visto Laumier, prima. Mi ha detto lui stesso che se fosse necessario pestare  e, aggiungo
io, assassinare  tutti i giornalisti che fanno discorsi scomodi, non basterebbe una vita. E il suo pugno
non era destinato a Rabastens, ma a me... (spiegai perch). Aggiunsi: Faroux crede che la morte di
Rabastens sia collegata a quella di Lucie Ponceau e per certi versi mi trovo a condividere il suo punto
di vista.
Ma certo!, esclam Marc Covet. Avrei dovuto pensarci prima! Le ho detto che lho
incontrato ieri, mentre cercava di ottenere pi informazioni possibili su Lucie Ponceau e il suo stato
danimo, il modo di raggiungerla ecc.? Aveva laria di volermi snobbare. Vecchio mio, ti far
mangiare la polvere, mi ha detto, o qualcosa del genere. Ho pensato che avesse uninformazione 
uninformazione diversa da quelle che avevo io e che, nel tentativo di verificarla o mettere insieme tutti
i pezzi, abbia trovato un osso duro. A quando risale la sua morte?.
Non si sa ancora.
E Lucie Ponceau, allora? Anche il suo sarebbe un omicidio?.
 un suicidio, ma sono convinto che sia stato un suicidio aiutato, cosa che cambia tutto. Hanno
approfittato di un momento di depressione di quella povera donna  depressione acuta  per
sbarazzarsene. Chi e perch? Mistero. Faroux non sembra aver preso in considerazione questo aspetto
del problema. Si chiede se Lucie Ponceau non fosse stata in societ con degli spacciatori... se non fosse
lei stessa una spacciatrice... Mentre lui cerca da una parte, io cercher dallaltra. Vedremo chi arriver
prima al traguardo. Nel frattempo, quella che mi serve adesso  una pin-up smaliziata. Ne conosce
qualcuna, per caso?.
Una pin-up? Per consolarsi della morte altrui?.
Non  a mio uso personale.
Bel mestiere! Bel modo di pensare!.... (Torn serio). Centra qualcosa con questa storia?.
 unidea che mi  venuta dopo la visita da Montferrier.
Montferrier? Ah!  vero! Allora, lha incontrato? Sa qualcosa?.
Non ne ho idea....
Raccontai del mio incontro con il ricco produttore, Tony Charente ecc.
Che strano lavoro ha accettato, comment il giornalista. Come se la caver?.
Non si tratta di sapere come me la caver, ma quello che, sulla faccenda di Lucie Ponceau,
riuscir a cavar fuori. Voglio trovare il criminale  non ci sono altre parole  che ha procurato
allattrice i mezzi per fare il salto. Mi ci sarei impegnato in ogni caso. Lintervento di Montferrier mi
faciliter il lavoro. Applicher il mio piano al suo personale.
Il suo personale? Non capisco.
Voglio lavorarmi Tony Charente: parlargli talmente tanto di droga da fargliene tornar la
voglia.
Esattamente ci che teme il suo capo?.
N pi n meno. I tossici rappresentano una vera e propria massoneria. Lattore sicuramente
conosce un paio di buoni indirizzi sconosciuti alla polizia. So che ne esistono e sono proprio quelli che
mi interessano. Conto su di lui per arrivarci... o farci arrivare la persona che intendo mettergli alle
calcagna per sorvegliarlo. Una volta che avr un piede dentro, mi incaricher del resto.
Ebbene, vecchio mio, mi scusi, eh!, scoppi a ridere Covet. Se mai dovessi sposarmi e
temere che mia moglie mi tradisca, non mander certo lei a verificarlo. Ci andrebbe a letto solo per non
contraddirmi.
Non si scandalizzi troppo in fretta. Il piano potrebbe essere modificato. Vedremo. Possono
verificarsi novit, anzi una si  gi verificata. Quel Tony Charente mi intriga. Sa che in passato  stato
lamante di Lucie Ponceau?.
Prima novit. Glielha detto lui?.
No, ed  per lappunto questa la stranezza. Faroux ha sfogliato davanti a me lalbum che Lucie
Ponceau aveva dedicato ai suoi amori e dentro cera anche una foto di Charente con dedica. Una dedica
che non lasciava dubbi, piuttosto esplicita direi. E che non faceva certo immaginare tutta la discrezione
di cui lattore sta dando prova ora, invece.
Forse  un tipo di poche parole.
Poche parole? Sembra che la met del dizionario sia stata inventata per lui. Ma  inutile stare a
rompersi la testa adesso. Basta quella del povero Rabastens.... (Tirai fuori dalla tasca, dove era
rimasta, la copia di Hollywood-magazine e la diedi a Marc Covet). Contavo su di lui per essere
presentato a questa ragazza.
Graziosa e ben proporzionata. Lei ha buon gusto, comment il redattore del Crpu.
Si chiama Monique.  una ragazza che un po conosco, ma che non so come rintracciare.
Ho qualche amico allHollywood-magazine e so in quale studio fotografico posano le
modelle e le cover girl. Vuole che mi informi?.
Mi farebbe un favore.
Guard lorologio:
 tardi e tutti quei posti sono chiusi ora, ma forse qualcuno potrebbe rispondere al telefono.
Andiamo a mangiare allora, dissi. Se non ha impegni, la invito. Tra un piatto e laltro
vedremo se pu essermi utile.
Marc Covet si alz, mi restitu la rivista, che infilai in tasca, e disse, dopo averci rimuginato un
po su:
Le va di andare al Berkeley? Potremmo incontrarci qualcuno di interessante.
Chi?.
Be... ehm... Faroux sospetta sul serio che Lucie Ponceau fosse in societ con degli
spacciatori... se non lei stessa una spacciatrice?.
Non lo so, ma mi sembra una supposizione un po estrema. Faroux dice che la gang decapitata
potrebbe aver trovato un nuovo capo. Ora, quello che dice Faroux... e soprattutto quello che non
dice!.
Per lappunto. Senta, Burma. Ha sentito parlare di Sophie Carlin e Venturi?.
Sophie Carlin  la pettegola del suo giornale. Quanto a Venturi... non capisco.
 un delinquente internazionale, trafficante di armi, droga, donne, sigarette, di tutto ci che le
viene in mente. Uno Stavisky in scala. Si dice che si sia pi o meno ritirato dagli affari. Le ripeto
quanto mi  stato detto. Io non lo conosco, perlomeno non di persona. Ho solo avuto il suo ritratto sotto
gli occhi. I miei colleghi del Crpu, che corrono in lungo e in largo per Parigi alla ricerca di notizie
per conto di Sophie, a volte scoprono strane cose, che non vengono rese pubbliche. Da Moissac, uno
della squadra di Sophie, ho saputo che da qualche tempo Venturi, sotto falso nome, frequenta gli
Champs-lyses, sta al Charleston e pranza al Berkeley. La polizia deve saperlo, o perlomeno mi
auguro che lo sappia, ma non sembra esserne particolarmente preoccupata. Forse la sua presenza in
zona non  estranea a tutto il caos che sta capitando da queste parti.
Vecchio mio, sospirai, se andassimo a vedere tutti i clienti dei palazzi dellarrondissement,
sono sicuro che troveremmo anche due o tre fratelli di questo Venturi. Ho un piano e non lo
abbandoner certo per correre dietro a un delinquente dalto bordo che gli sbirri stanno sicuramente
tenendo docchio. Ma grazie per linformazione e andiamo pure al Berkeley. Non si sa mai.
....
..
Al Berkeley non vidi lombra di delinquenti internazionali ma Marc Covet, grazie al telefono,
ottenne da una fonte bene informata indicazioni piuttosto precise sulla Monique della copertina di
Hollywood-magazine e la sua amica.
Si chiama Monique Grangeon, mi disse, al momento del dessert, dopo il quarto viaggio alla
cabina telefonica. Quella che laiuta a cucinare, a pagina 6,  Micheline. Posano quasi sempre
insieme. Non hanno saputo dirmi il cognome di Micheline. Non ho nemmeno il loro indirizzo, ma
sembra che frequentino spesso il dancing LElphant, sotto i portici del Lido. Potremmo farci un salto.
Magari quando siamo l, anche pi duno.
....
..
Ci andammo a piedi, lasciando lauto parcheggiata non lontano dal Berkeley. Il dancing era in
un sotterraneo, con un ingresso sotto i portici e unuscita su rue de Ponthieu. Un elefante al neon
segnalava da lontano la presenza di quel locale gradevole, non troppo lussuoso e di buon gusto. Tutte le
ragazze che cerano sembravano fare a gara con le foto di moda. Alcuni uomini erano molto eleganti,
altri avevano sfoderato il vestito buono della domenica, e si vedeva da lontano un miglio. Ci dirigemmo
immediatamente verso il bancone, secondo unantica e nobile consuetudine. Covet vide una delle sue
conoscenze. Fece un cenno e il tizio ci raggiunse. Covet procedette con le presentazioni:
Marceau, un collega, il tipo che conosce Monique. Questo, fece indicandomi,  Nestor
Burma, ma inutile farlo sapere in giro. Vorrebbe conoscere Monique.
Monique non c, fece il ragazzo. Ma c laltra parte del tandem: Micheline. Sta ballando
con un tizio dalla brutta faccia. Sicuramente non chiede di meglio che lasciarlo perdere. Le dica che si
occupa di cinema, signor Burma, fa sempre colpo con loro.
Effettivamente, non  del tutto falso, sorrisi.
Marceau bevve un bicchiere a nostre spese, pronunci una frase impietosita sulla sorte di
Rabastens che anche lui conosceva (sia la sorte che Rabastens) e ci lasci non appena, nella sala da
ballo, lorchestra esegu lultima nota di un mambo trepidante. Torn poco dopo in compagnia di una
giovane che doveva essere uscita da una scatola di profumi, a giudicare dagli effluvi che emanava. Era
un po spettinata, ma la cosa le donava. Aveva graziosi occhi color nocciola e unabbondante
capigliatura castana. Sembrava meno sfrontata di Monique, il modo in cui mi squadr non aveva nulla
di provocante. Per quello che avevo in mente, avrei preferito Monique. Come lei, anche questa
indossava una camicetta molto scollata che le lasciava scoperte le spalle. Fatte le presentazioni, le offrii
un bicchiere mentre Marc Covet e il suo collega, in modo discreto, ci lasciarono soli. Andarono nella
sala da ballo in cui lorchestra stava riprendendo a suonare. Aprii la bocca per attaccar bottone con
Micheline quando le si avvicin un tizio:
E questa, chiese senza preoccuparsi minimamente della mia presenza, come se non esistessi,
non la vuole ballare con me, signorina?.
Aveva un accento da bassifondi, mitigato da frequentazioni modello quartiere Saint-Denis.
Portava un completo fil--fil, di buon taglio, ma la cravatta era molto aggressiva. Molte cose, in lui,
facevano trapelare una forte aggressivit. Era il cavaliere di Micheline, quello dalla brutta faccia di cui
mi aveva parlato Marceau, impossibile sbagliarsi. La giovane lo mand a quel paese. Lui insistette.
Lasci perdere, intervenni. Sta disturbando la signorina.
Mi guard di traverso:
Di cosa simpiccia?, sibil. Ha ancora tutti i denti?.
I miei denti non sono affari tuoi. Sparisci.
Signori, vi prego, disse il barman. Questo  un locale tranquillo.
Un locale di..., sput la canaglia.
Non dovresti agitarti cos, dissi. Non si adatta al quartiere ed  un genere ormai superato che
potrebbe non essere gradito a Venturi, aggiunsi un po a caso.
Accus il colpo:
Venturi? E chi diavolo  questo animale?.
Non ne ho idea. Contento?.
Hai laria di uno che racconta balle. Dovremmo ritrovarci, in un locale meno tranquillo.
Va bene, amico mio. Quando vuoi. Nellattesa, vai a vedere se sono fuori.
Bofonchi, ma si tolse dai piedi. Il barman lo guard allontanarsi con sollievo.
Chi  quel brutto ceffo?, chiesi.
Non lo so, rispose il cameriere, ma di certo non un tizio a cui affiderei la cassa.
Mi girai verso Micheline: E lei? Lo conosce?.
Sono ragazzi che cercano di sistemarsi, disse lei alzando le spalle. In questi giorni ha fatto il
filo a Monique, ma Monique punta pi in alto. Se lavessi saputo, non avrei accettato di ballare con lui.
 pi appiccicoso di quanto credessi ed  uno di quegli uomini che pensano che, siccome ci muoviamo,
parliamo liberamente e posiamo nude....
Capisco.... (Allimprovviso mi chiesi se non fossi anchio uno di quelli). Ma ora se ne 
liberata. Credo di avergli dato argomenti su cui riflettere e non verr pi a importunarla.
Grazie, signore.
Non c di che. Allora, veniamo a noi. Marceau, il giornalista, le ha detto perch volevo
conoscerla, vero? Cerco Monique.
S, me lha detto. Per cosa?.
Ho un contratto per lei. Un contratto un po speciale, ma credo che potrebbe andarle a genio.
Lho vista una sola volta, ma mi  bastato per giudicarla. Era nel mio letto....
Be, ora probabilmente le toccher cercarla nel letto di qualcun altro, disse Micheline.
Stiamo nello stesso hotel. Non la vedo da ieri a mezzogiorno. Ha dormito fuori e forse far come
durante il festival, quando si  fatta abbindolare da un tizio che lha subito mollata. Quando  tornata
era tutta mogia, ma non credo le sia servito di lezione. Di che contratto si tratta? Per un film?.
Diciamo che ha a che fare con la recitazione. Senta, Micheline, lei mi  simpatica. Troppo
simpatica perch le faccia la proposta che intendevo fare a Monique. Fate lo stesso lavoro e forse avete
le stesse ambizioni, ma siete diverse. Il contratto in questione non  per lei. Ma resta valido per
Monique e quando la rivedr... le dica di mettersi in contatto con me. Sto al Cosmopolitan. Vede,
voglio farle una confidenza. Marceau le avr sicuramente detto che mi occupo di cinema. Non  affatto
vero. Ecco chi sono....
Le feci vedere il mio tesserino da poliziotto privato.
Oh! Ma guarda!, disse. Detective! Nestor Burma! Ho letto il suo nome sul giornale, a
proposito di Lucie Ponceau. Ma cosa....
Queste, Micheline, sono faccende da detective, come nei film.
Mi lasci terminare la frase. Cosa dovrei dire a Monique?.
Che mi sono dimostrato ben poco galante con lei, laltra notte, e voglio riparare... facendole
fare la conoscenza di una gloria del grande schermo: Tony Charente. Chiaramente, la cosa comporta
qualche pericolo. Lei capisce di che genere, vero?.
Quando pronunciai il nome del celebre attore, i suoi occhi si illuminarono.
Naturalmente, disse lei.
Ma immagino che un pericolo del genere non spaventi affatto Monique, o sbaglio?.
Non sbaglia.
Bene. Allora conto su di lei per questa commissione. E ora devo rientrare.
Anchio, fece Micheline sbadigliando. Ha una macchina?.
S, lho lasciata davanti al Berkeley.
Potrebbe darmi un passaggio? Sto allhotel Dieppois, rue dAmsterdam.  un po lontano e
non si sa mai che Monique sia tornata....
Daccordo.
Pagai le consumazioni, abbandonai Marc Covet e il suo amico che stavano ballando tutto quello
che sapevano ballare nella sala accanto, e uscimmo allaria aperta. A parte le auto parcheggiate lungo il
marciapiede, rue de Ponthieu era deserta. Ma due tizi uscirono dal vano buio di un portone e si
diressero verso di noi.
Allora, contaballe?, fece uno dei due. Mi avevi detto di venir fuori a vedere se ceri, eh?.
Non fare lidiota, Clovis, disse laltro. Vacci piano.
Con uno di nome Clovis, avrei dovuto subito pensare a qualcosa tipo vaso di Soissons. Sentii un colpo violento alla base del cranio... proprio come quello dato a Rabastens, o poco ci mancava.
...
Nota: Vaso di Soissons: Si fa riferimento ad un episodio storico che coinvolse il re francese Clovis Primo e che termin con la rottura di un vaso e di una testa. Fine Nota.
...
.
...
Capitolo 9.
...
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...
I rapaci.
...
.
...
Tornai in me in un posto che riconobbi subito: un qualsiasi ufficio impersonale di un qualsiasi
edificio a uso commerciale. Ero steso su un parquet tirato a lucido, un po duro, ma le mie costole
riuscivano a reggere allurto. Non lo stesso si poteva dire della testa. Avevo appena aperto gli occhi, ma
li richiusi gemendo. Due potenti lampade da ufficio mi inondarono con la loro luce. Qualcuno disse, in
tono cortese e misurato:
Si sveglia. Guarda bene come  messo, Albert.
Un uomo si chin su di me, mi scosse per assicurarsi che non fossi morto. Emisi un secondo
gemito:
Va meglio, fece quello che era stato incaricato di esaminarmi, un ragazzo con poche pretese,
si sarebbe detto.
Dagli qualcosa da bere, ordin il tizio dallaccento mondano. E fagli un po dombra.
Ingoiai lacquavite offerta con tanta sollecitudine, mi misi seduto e aprii gli occhi, questa volta
sul serio. Avevano cambiato la direzione delle lampade e acceso il lampadario. Tre personaggi mi
stavano guardando mentre riprendevo i sensi: quello che mi aveva colpito, il suo amico e un altro. Che
sembrava essere il capo. Sulla cinquantina. Ben piazzato. Un po grosso di guancia e sottile di baffi.
Era in maniche di camicia, una camicia di seta di un azzurro squisito. Il pantalone grigio sfoggiava una
piega impeccabile, tagliente come un rasoio.
Luomo era in piedi, appoggiato a un tavolo enorme. Elegante, molto sicuro di s, niente a che
fare con un malavitoso di periferia, ma comunque un malavitoso. Restammo tutti per qualche istante
senza dire nulla, a squadrarci a vicenda nel silenzio delledificio deserto. Istintivamente, mi portai la
mano alla tasca sul petto.
Il suo portafoglio  qui, fece lincamiciato di seta. (Lo prese dal tavolo, dietro di lui, e avanz
di un paio di passi per darmelo. Lo afferrai). Prosegu: Non  stato tolto nulla. Ma abbiamo voluto
sapere con chi avevamo a che fare. Una curiosit legittima, non le pare?.
Molto legittima, signor Venturi.
Sorrise.
Non dovrebbe andare in giro a fare nomi di gente che non conosce, signor Nestor Burma.
Venturi! Cosa significa, Venturi? Sono tornato a Parigi in incognito. Vale a dire sotto un altro nome.
Gestisco un piccolo affare che non ha pi niente a che vedere con quelli del passato. Ho solo mantenuto
alcuni vecchi amici, con lidea di civilizzarli un po, ma mi chiedo se ci sia riuscito. Clovis ci va
sempre gi piuttosto deciso con il manganello. Ma se lei non avesse fatto il nome di Venturi in una
conversazione dove Venturi non centrava, Clovis non avrebbe cercato di saperne di pi. E io
nemmeno. Questione di sputare il rospo, signor detective privato.
Gi, e una pacca sulla schiena pu aiutare, eh? Ma non avrete un po esagerato?, risi io.
Un contaballe di prima scelta, disse Clovis.
Basta cos. Dai una sedia al signore, Albert, disse Venturi.
Albert, il tipo a cui Clovis non aveva dato molto ascolto quando gli aveva detto di andarci
piano, mi port una sedia e mi aiut a sedermicisi sopra. Cominciai a riprendermi in fretta.
Bisogna, articol Venturi, che lei mi dica perch simmischia nei miei affari. Dei poliziotti
privati mi fido ancora meno che di quelli ufficiali.
Vecchio mio, dissi, non cercher di sembrare pi astuto di quanto non sono. Non ho alcuna
intenzione di farmi gli affari suoi. Quando quel Clovis  venuto a importunare la ragazza con cui stavo
cortesemente conversando, ho intuito subito con chi avevo a che fare e siccome avevo sentito parlare di
lei ho sparato il suo nome cos, a caso.
Quindi, lei sapeva che sono in citt. Ecco quello che proprio non mi piace. Come lha
saputo?.
Da alcuni giornalisti.
Me ne frego di loro. Sicuramente lo sanno anche gli sbirri. Ma me ne frego anche di loro. Non
sto facendo nulla, in questo momento, per cui potrei essere perseguito, per non mi piace essere
punzecchiato.
Se lei non ha fatto nulla di reprensibile, tanto meglio per lei, perch non tarder ad avere gli
sbirri alle calcagna, e non sto parlando di una discreta sorveglianza.
Lelegante malfattore assunse unaria amareggiata.
Sporger denuncia? Sarebbe davvero sconsigliabile per lei, lavverto.
Mi misi a ridere. Era meritorio, dato il notevole mal di testa:
Stia tranquillo. Denunciare non rientra nelle mie abitudini... ammettendo che me ne lasci la
possibilit.
Non creder che abbia intenzione di sopprimerla, signore?.
Chi pu saperlo? Rabastens  sicuramente passato a miglior vita.
Rabastens?.
Un giornalista. Si  beccato una bella botta di manganello dietro le orecchie ed  morto... e mi
chiedo se non centri Clovis, data la sua esperienza nel campo degli strumenti contundenti.
Andiamo, andiamo, cos non  serio. Clovis non  il solo a portarsi in giro un manganello e a
utilizzarlo. Perch avrei dovuto far ammazzare quel giornalista?.
Forse perch aveva scoperto qualcosa sulla droga.
Droga?.
Non vorr dirmi che non ha mai sentito parlare di droga!.
 da tempo che non me occupo pi.
Gi. Ma se ne  occupato. Ed  per questo che avr gli sbirri alle calcagna, Venturi. Sono su un
caso di droga e sarebbe ben strano se non pensassero a lei.
Ecco cosa significa avere un passato, sospir. Impossibile disfarsene. Per una volta che sto
tranquillo... Ma me ne frego, non ho paura di niente io. Che lei mi creda o no, non ho nulla a che fare
con la morte di questo Rabastens, e nemmeno con questa storia di droga... su cui le sarei grato se mi
fornisse qualche informazione... a meno che non stia bluffando.
Non legge i giornali? Si tratta della vicenda di Plaine Monceau. Il suicidio di Lucie Ponceau.
Capito.  stato lei a scoprire il fattaccio, vero? Vede che leggo i giornali? Ma non capisco
perch lei la definisca una storia di droga. Certo, capisco, la donna si  avvelenata con loppio... ma
non  certo una storia di droga nel senso in cui la intendo io.
Andiamo, Venturi. Mi sta prendendo in giro? Lucie Ponceau  morta per aver ingerito una
quantit enorme di oppio. Enorme. Lucie Ponceau non faceva uso di stupefacenti. Non avrebbe saputo
come procurarsene un solo grammo. Ma qualcuno le ha fatto avere tutto ci di cui aveva bisogno, e
anche di pi, per essere sicuro degli effetti. Ho visto la scorta che aveva, almeno due etti e mezzo. E chi
le ha fatto quel regalo mortale aveva sia il desiderio di non lesinare per raggiungere il proprio scopo,
sia la possibilit di attingere a un grosso stock. Conclusione: a capo di tutto questo, c uno spacciatore.
Solo uno spacciatore pu possedere una tale quantit di droga.
Uhm, borbott Venturi. Cos tanta?  sicuro?. Si pass la lingua sulle labbra. Allo stesso
tempo, si perdeva nei suoi pensieri. Locchio divenne vago, sognatore. Anche Clovis e Albert
borbottarono, per non essere da meno del loro capo.
Lho visto, dissi. E i giornali....
Non mi fido dei giornali. Esagerano sempre....
Non questa volta.
Albert imprec.
Manganico, disse, quasi involontariamente. Venturi lo guard. Albert chiuse subito il becco.
A me conveniva non aver sentito. Manganico. Quel nome non mi diceva nulla, ma poteva tornarmi
utile. Lo immagazzinai in un angolo della mia testolina dolorante e continuai:
Anche Florimond Faroux, il commissario incaricato dellinchiesta, deve aver fatto questi
ragionamenti. E la terr docchio, per via della sua ex attivit nel campo della droga.
Rester deluso. Non centro nulla in questo casino, ripet Venturi, con tono innegabilmente
sincero.
Tanto meglio per lei. Insomma, lho avvertita.
Grazie della sua gentilezza, rise. A cosa la devo?.
Gli restituii la risata: Un po al suo fascino personale.
E anche alla fifa di fare la stessa fine di quel Rabastens....
Per la miseria! Non si  eroi tutti i giorni.
Lei mi fa pi malvagio di quanto non sia.
Visto che non  malvagio, vorrebbe lasciarmi andare?.
Volentieri. Vede come sono generoso. Spero di non aver motivo di pentirmene.
Mi alzai. Mi girava un po tutto in quella stanza dallaria rarefatta, con le finestre chiuse dietro
le tende tirate, ma non pi che dopo lassunzione di varie bevande alcoliche.
Il modo in cui  morta Lucie Ponceau mi disgusta, dissi. Era una grande artista, invecchiata,
depressa e che voleva farla finita con unesistenza a cui non credeva pi, che le pesava, ma che poteva
ancora sorriderle. Il suo ultimo film ne  la prova. Io penso che si debba tagliare la corda
dellimpiccato, piuttosto che stringere il nodo. Quel suicidio  stato aiutato, talmente aiutato che io lo
chiamo un omicidio... Non so se lei capisce questi sentimenti, Venturi.
Sorrise con un pizzico dironia. Le fanno onore.
Non avr noie per causa mia. Ma ne avrebbe ancora meno se questa storia fosse chiusa una
volta per tutte.
Uhm... capisco benissimo quello che vuole dire. Ma mi  difficile indicarle una pista e per
molte ragioni. La droga negli ultimi tempi non va molto e tutti si nascondono.
Lo so gi, dissi.
 di pubblico dominio, per questo glielo dico. Cos non comprometto nessuno. E adesso,
Clovis la riaccompagner. Ciao, Nestor Burma.
Ciao, Venturi.
Vieni, contaballe, disse Clovis.
Non erano assassini. Non quella notte, perlomeno. Solo ragazzi prudenti. Non volevano che
sapessi in che edificio mi avevano portato. Mentre andavamo verso lascensore, lungo un corridoio
interminabile, buio e silenzioso, ricevetti unaltra botta sulla testa e svenni di nuovo.
....
..
Subito pensai che quei malviventi mi avessero legato. Ero impigliato in catene, catene enormi,
come quelle a cui si attaccano le ancore. Ma mi accorsi in fretta che invece ero io che mi ci stavo
aggrappando, al lodevole scopo di rimettermi in piedi sulle mie gambe molli. Scavalcai le catene e mi
incamminai sulla ghiaia, gli occhi spenti, morto di fatica. Non lontano da me brillava una fiamma: la
casa di Pollicino, la casa dellOrco, un braciere qualsiasi o un posto di soccorso. Titubante, mi ci
avvicinai. I miei passi incerti risuonavano sulle pietre, sotto una volta sonora. Uno sbirro in uniforme
mi venne incontro.
Qualcosa non va?, chiese.
Devo essere stato investito da unauto mentre attraversavo, dissi.
Gi. Non  che sia ubriaco? Non  un posto per gente sbronza, questo.
Una ventata abbass la fiamma. Ombre spettrali si agitavano. I tratti spigolosi dello sbirro si
fecero pi netti, il naso divent enorme.
Non so, dissi, guardando la tomba del Milite Ignoto come se la vedessi per la prima volta.
No, non sono ubriaco. Solo stordito.
Ha i documenti?.
Glieli porsi. Li scorse e annu con il capo.
Uhm... detective privato... uhm... Abita lontano?.
Cosmopolitan.
Dovrebbe rientrare.  in grado?.
 tutta discesa.
....
..
Una volta nel mio appartamento, mi medicai la testa, poi presi il telefono e pregai il
centralinista di chiamarmi un albergo di rue dAmsterdam, il Dieppois o Dieppe, non ricordavo pi
bene. Dopo un momento, una voce assonnata annunci:
Hotel Dieppois.
Sono Nestor Burma, del Cosmopolitan. Alloggia da voi una giovane di nome Micheline? Non
so il cognome... vorrei parlarle.
Un istante.
Una breve attesa, poi:
Signor Burma, signore?.
Buonasera, piccola, volevo sapere se stava bene.
E a lei che....
Sto benissimo. Me la cavo sempre in questo tipo di situazioni. Volevo sapere... ha avvertito la
polizia?.
S. Sa, quando ho visto come si mettevano le cose... Ho trovato un agente a
Saint-Philippe-du-Roule. Ma siamo tornati insieme in rue de Ponthieu, non cera pi nessuno. Lagente
ha pensato che mi prendessi gioco di lui e mi ha consigliato di smetterla, che tanto valeva che
raccontassi di aver perso una collana di perle.
Ha pronunciato il mio nome?.
Forse. Non lo so. Non dovevo?.
Non importa. Buonanotte, Micheline.
Buonanotte, signore.
Riattaccai, mi cambiai le bende e cercai di riflettere:
 da l che avrei dovuto cominciare, borbottai riprendendo in mano il telefono.
Feci chiedere il numero di Reboul, il mio fedele ausiliario mutilato dellagenzia Fiat Lux. Era in
vacanza, come il resto della cricca, ma anche lui amava troppo Parigi per non essere rimasto nella
capitale. Poco dopo mi giunse la sua voce:
Ha bisogno di me, capo? Ho visto i giornali... Mi creda! Mi aspettavo una sua telefonata!.
C un caos spaventoso intorno a questa storia, sembra che in tutta Parigi non ci sia pi un
grammo di droga. Eppure Lucie Ponceau ne aveva pi di due etti. Se ha ancora degli amici a Pigalle,
non  che le andrebbe di tastare un po il terreno?.... (Gli parlai di Venturi). Poi: Hanno fatto un
nome, davanti a me. Manganico.  strano, ma  un nome che mi  quasi familiare. Allinizio ho
pensato di averlo sentito per la prima volta, ma adesso mi chiedo... Devessere la testa che mi gioca
qualche brutto scherzo.
Manganico?, fece Reboul. Legge i giornali?.
Certo. Non faccio che aumentare la loro tiratura.
Allora  l che ha letto il suo nome. Manganico  un trafficante internazionale, collega di
Venturi! Un italiano che  appena stato arrestato alla frontiera... sul nostro versante.
Non lho letto sul giornale, dissi. Me ne ricorderei e non sapevo nulla di questo arresto.
Comunque... la cosa si spiegher al momento giusto. Nel frattempo, conto su di lei per avere qualche
informazione.
Far il necessario.
Riattaccai, mi svestii e andai a letto. Il mal di testa mi fece dormire male. Per non farmi
mancare proprio nulla, mi offrii il lusso di occupare i momenti di insonnia a riflettere.
Lucie Ponceau ne aveva abbastanza della vita e, invece di confortarla, un mascalzone laveva
incoraggiata nel suo progetto e le aveva fornito il veleno necessario. Quale mascalzone? Non ne avevo
idea. Perch? Mistero. Ma il tizio doveva essere uno spacciatore. Primo: perch non aveva badato a
spese. Secondo: la morte di Rabastens. Rabastens aveva scoperto un segreto che riguardava quel
suicidio aiutato... Preparazione o esecuzione... Allora? Se la persona che aveva fornito il veleno a
Lucie Ponceau era un criminale occasionale, di certo non gli piaceva lidea di essere scoperto, ma non
avrebbe aggravato la sua posizione uccidendo il testimone. Tutto cambiava se avevamo a che fare con
un criminale di professione per il quale uccidere era un riflesso incondizionato per proteggersi,
soprattutto se doveva nascondere altre cose, oltre alla sua condotta con Lucie Ponceau, cosa che poteva
anche essere possibile. Diciamo quindi uno spacciatore, per non cercare pi lontano. Daccordo,
Nestor?
Il colpevole, mi risposi, potrebbe quindi essere un amico dellattrice  per il movente:
vendetta o altro  o un ex amico e uno spacciatore di droga.
S.
Cos torna tutto?.
Non a prima vista.
Allora, dormi.
Ci provo.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
La borsetta delle sorprese.
...
.
...
Alle otto del mattino ero in piedi, un po confuso. Ma non lo sarei stato di meno se fossi rimasto
steso. Feci un bagno e chiesi che mi portassero aspirine, caff e acqua minerale, senza dimenticare i
giornali, quelli del giorno, del giorno prima e del giorno prima ancora. In uno di questi scoprii il
trafiletto che riportava larresto del signor Manganico... Enrico Manganico. Non mi disse pi di quanto
gi non sapessi. Manganico!... Enrico Manganico!... Manganico Enrico!... Ripetei quel nome che
continuava a risvegliare in me strane risonanze. Pi continuavo, pi mi sembrava familiare, non
cerano altre parole. Era sicuramente dovuto ai colpi di manganello di Clovis, un fenomeno di memoria
istantanea... a meno che, semplicemente, non mi ricordasse, per assonanza, il nome di Silvana
Mangano, lattrice italiana che faceva vedere le sue belle curve in Riso amaro... Mi occupavo di
cinema, non bisognava dimenticarlo... Interruppe le mie riflessioni limpiegato della reception, tramite
il telefono. Di sotto cera una certa Micheline Colladant che voleva vedermi.
La faccia salire, dissi.
Aveva abbandonato luniforme da pin-up brevettata. Niente pi scollatura alla Berthe. Niente
petto provocante. Appena quello che serviva per attirare lattenzione, ma senza nulla di aggressivo. Un
filo di trucco. Con la gonna leggera, di buon taglio, pudica per lunghezza e colore, il portamento
riservato, brava una giovane di buona famiglia in visita per le feste... una giovane di buona famiglia
cui per forse non sarebbe stato il caso di affidare i cuginetti, a guardarla meglio.
La disturbo, signore?, chiese.
Niente affatto. Qual buon vento la porta qui?.
Io... ero preoccupata. Volevo... assicurarmi che non le fosse capitato nulla di brutto....
Credevo di averla rassicurata al telefono.
Naturalmente, ma... dopotutto,  a causa mia se quegli uomini... Le hanno fatto male?.
Non  nulla. Un po di caff?. Chiamai per farmi portare altre bevande calde.
Ancora nessuna notizia di Monique, disse Micheline appoggiando la tazza.
Nemmeno a me ne sono arrivate, sorrisi. Lei crede che siccome sono un detective....
Non  questo.... (Sinterruppe e, imbarazzata, cominci a tracciarsi cerchi immaginari sul
ginocchio con la punta del dito. Per via di quel movimento, la gonna sal un poco, ma non sembrava un
gesto intenzionale). Cercava Monique per darle un lavoro, si decise infine a dire. In mancanza di
Monique, qualcuna che le assomigli... moralmente... e lei ha pensato che io non fossi adatta... invece
sono proprio come lei!.
Me lo disse con un tono di sfida. Le lanciai uno sguardo addolorato. Lei lo afferr al volo:
La deludo, vero, signor Nestor Burma?.
Alzai le spalle.
Non ho unopinione in merito, borbottai, burbero.
Oh! Se ce lavevo, invece. E per nulla lusinghiera. Ma comera possibile! Erano tutte uguali?
Questa era forse un po meno puttana di Monique... ma cosa non erano disposte a fare per avvicinare
Tony Charente, la gloria dello schermo? Rimasi disgustato da me stesso per aver pensato a un piano
simile, esigendo la partecipazione speciale di una starlette arrivista. Quando penso che avevo
borghesemente consigliato a Monique di scegliersi un fidanzato meccanico! I meccanici...
Allimprovviso scoppiai a ridere e mi sentii meglio.
Cosa c di divertente?, fece Micheline corrugando il naso.
Niente. Del resto non  questo che mi fa ridere.
Adesso sapevo dove avevo sentito il nome di Manganico. O pensato di sentirlo. Nessun
rapporto con il tizio attualmente dietro le sbarre o la scultorea protagonista di Riso amaro. Di tutte le
frasi scambiate con Monique, la pi strampalata  rivolta a una ragazza di quello stampo  mi era
rimasta confusamente nella memoria, proprio per via della sua enormit: la parola meccanico che
avevamo ripetuto, io per raccomandarne limpiego, per cos dire, lei per respingerlo con disprezzo. Non
cera altra spiegazione a quellossessione. Fantastico! Se il detective dassalto iniziava a impappinarsi
cos, era proprio pronto per la pensione. Lunica pretesa possibile. Certo, avevo diritto a qualche
attenuante, per via dei colpi di Clovis... Liberato dalla mia ossessione, tornai a Micheline:
Allora, vuole candidarsi?.
S.
Mi chiedo....
Nel salone entrarono due tipi senza bussare n essersi fatti annunciare dalla reception, due facce
brutte quanto lentrata del commissariato: Florimond Faroux e uno dei suoi sbirri.
Oh! Salve, dissi. Eccovi qua! Si direbbe che siate della polizia.
C poco da scherzare, Nestor Burma, fece il commissario. Del resto, si vede benissimo
dalla faccia che non ne ha alcuna voglia. Sembra stanco.
Lo sono. E non ....
Basta cos, tagli corto lui sollevando una mano. Squadr Micheline con significativa
insistenza.
Non sia maleducato, dissi io.
Non lo sia nemmeno lei e ci presenti.
Micheline Colladant, borbottai. Soddisfatto?.
Sul viso del commissario si contrasse un muscolo. Micheline Colladant? Benedetto Nestor
Burma! Cosa fa nella vita, signorina Colladant?.
Artista, dissi io.
Qualcuno le ha chiesto qualcosa?, rugg. Ne ho le scatole piene degli artisti. (Si gir verso
la pin-up)... Pu mostrarmi i documenti?.
Cosa significa? Andiamo bene!.
Di bene in meglio, purtroppo. Pu mostrarmi i documenti?, ripet Ho il diritto di chiederli.
Nestor Burma non ha terminato le presentazioni: sono commissario di polizia.
S, signore, sussurr Micheline, un po spaventata.
Non abbia paura, intervenni. Non morde.
E nemmeno ingoio rospi.
Afferr la carta didentit che la ragazza gli porgeva dopo averla tirata fuori dalla sua minuscola
borsetta. La esamin e la restitu alla proprietaria.
Dove abita?.
Hotel Dieppois, rue dAmsterdam.
Buffo, eh, Fabre?, fece Faroux rivolgendosi allispettore.
S, annu laltro, lugubre.
Si pu sapere..., azzardai io.
Luomo della Tour Pointue mi fiss.
Quando  troppo  troppo, disse.
Sono daccordo, risi io.
Parlo di lei.  lei che esagera. 324-AB-75, le dice qualcosa? 324-AB-75.
Dal tono con cui pronunciava il numero, non si trattava sicuramente di quello che aveva vinto il
primo premio alla lotteria.
324-AB-75?, dissi.
S.
Merda!  la targa della mia auto.
E dov la sua auto?.
Non lontano dal Berkeley. Da ieri sera.
Errore, vecchio mio.  nel deposito della polizia.
Nel deposito? Allora continuate? Operazione Gru. Operazione Farfalla. Op... per Dio! Non mi
dica... non mi dica che mi hanno rubato lauto e lhanno usata per rapinare una banca. Sarebbe il
colmo.
S, una rapina in banca aggiungerebbe un tocco al quadretto, fece lui, sarcastico. Ma ancora
non ci siamo. Nellattesa, andiamo a dare unocchiata alla macchina. Tutti insieme.
Uscimmo dal Cosmopolitan da una porta sul retro. Una Renault della prefettura ci aspettava a
pochi metri di distanza. Ci salimmo. Lauto part.
Sembra che abbia un bernoccolo alla base del cranio, osserv Faroux.
Ho sbattuto contro una porta.
Camminava allindietro?.
Possibile.
Comincia a darmi sui nervi, Nestor Burma! Mai che faccia una cosa come gli altri. Quando
una donna si suicida, si trova al suo capezzale; quando un giovane si fa ammazzare, fa di tutto perch
sia una sua conoscenza da bar; quando rubano unauto, ci mette la propria... Glielo ripeto: quando 
troppo,  troppo.
 lei che esagera, risposi.
E a quel punto chiudemmo tutti il becco. Micheline cominciava a pentirsi di avermi fatto visita.
Le accarezzai la mano.
Al deposito erano una mezza dozzina a darsi da fare attorno a una macchina: la mia.
Allora?, fece Faroux. Nessun errore, eh?  questa?.
S, risposi. Ma non aveva quellammaccatura sul parafango.
Effetto di uno scontro.
Posso chiederle come  finita qui?.
Lhanno trovata, lungo cours la Reine. Un piccolo problemino al motore.
Un piccolo problemino? Vuole dire completamente andata?.
No. Assolutamente no.
Meno male. Quando posso riprendermela?.
Quando avremo finito.... (Si rivolse ai ragazzi che circondavano lauto). Avete preso tutte
le impronte?.
S, capo, fece uno dei ragazzi. Ma non so se servir a qualcosa. Ce ne sono tantissime e....
Vedremo... E adesso, Nestor Burma, se vuole seguirmi.... Risalimmo sullauto ufficiale. Nel
frattempo, lispettore Fabre e Micheline erano scomparsi. Chiesi di loro.
Li vedremo dopo, disse il commissario.
Dove stiamo andando?.
Non rispose. Corrugai la fronte. E la corrugai ancora di pi quando ci fermammo davanti...
allobitorio, tutto risplendente sotto il sole caldo di giugno. Ma non dissi nulla. Non so cosa avrei
potuto dire. Sempre in silenzio, eccetto per il rumore dei nostri tacchi sulle piastrelle splendenti,
arrivammo al frigo.
Il 15, disse Faroux a un impiegato in casacca grigia e volto dello stesso colore.
Laltro si mise a frugare nei suoi macabri cassetti. Faroux disse:
Ecco perch credo che stia esagerando, Nestor Burma. Per quello che conteneva il baule della
sua auto.
....
..
Era nuda. Era sempre nuda! Il corpo non aveva pi quella delicata sfumatura color ambra, cos
calda, ed era sgradevolmente bianco. I seni, sodi e pieni, sembravano volersi ancora alzare, in un
ultimo sussulto dorgoglio. La capigliatura castano rossiccio, in disordine, le nascondeva una parte di
viso, pocanzi cos grazioso, sfrontato, provocante; un bel musetto che era ormai contratto in una
smorfia di terrore, incredulit e dolore e sul quale stava sbiadendo il trucco, livido e respingente. Nel
collo si vedeva un maledetto piccolo orifizio. Buco minuscolo da cui era fuggita la vita di questo
magnifico animale da piacere. Accidente che aperitivo, Faroux!
Per Dio!, esclamai. Monique!.
S. Monique Grangeon, disse il commissario. Alloggiata allhotel Dieppois. Dove sta anche
la sua amica, artista come lei. Micheline Colladant, con la quale lei sembra avere rapporti piuttosto
stretti.... (Indic il corpo con un improvviso movimento del mento). La conosceva bene?.
Lho vista una volta.
La gente che lei frequenta solo accidentalmente non ha fortuna,  il minimo che si possa dire.
Insomma... pu richiudere, Alfred. Venga, Nestor Burma. Andiamo in commissariato.
Lo seguii titubante. Mi sembrava di lasciarmi dietro un odore di cadavere. Come il giorno
prima.
....
..
Florimond Faroux si mise comodo sulla sedia, dietro la scrivania ingombra di cartacce. Sospir,
si slacci il bottone del colletto, si allent la cravatta e cominci ad asciugarsi metodicamente nuca,
collo, mento e fronte. Anchio sudavo. Per il caldo e per altre cose. Ma non avevo la forza di
asciugarmi. Lasciai che le gocce scivolassero in rivoli lungo il volto e mi bagnassero la camicia. Il
commissario si rull una sigaretta e laccese:
Non fuma?, chiese.
Ho pi voglia di vomitare, confessai.
Una pipa forse pu farle bene.
Merda. Lasci perdere. Che ne avete fatto di Micheline?.
 qui. Era unamica della morta, non lo dimentichi. Ho bisogno della sua testimonianza...
come ho bisogno della sua.... (Si alz e and a sedersi davanti a me, su un angolo del tavolo). Non la
sospetto di aver ucciso la ragazza che abbiamo visto nel frigo... Nel frigo!.... (Sospir, lev gli occhi
al cielo e riprese ad asciugarsi). Ma, per la miseria! Ammetter che questo  un mondo... Lei
raccoglie lultimo respiro di unattrice che si suicida con loppio; uno dei suoi amici si fa ammazzare;
la sua macchina funge da carro funebre a una ragazza di cui lei conosce perlomeno il nome, una
ragazza che ha unamica tra i suoi conoscenti, questa Micheline, che abbiamo trovato nella sua stanza e
dalla quale abbiamo saputo che lei  stato malmenato da un gruppo di sconosciuti... S, questa
Micheline ha avvisato un agente e ha fatto il suo nome... Vediamo, caro il mio vecchio Burma, qual 
il suo ruolo in questa vicenda?.
Nessuno. Al momento ho un cliente, ma non centra. Comunque, tanto vale che gliene parli. Si
chiama Montferrier....
Gli raccontai i timori del produttore e perch dovevo sorvegliare Tony Charente. Gli dissi anche
del piano che avevo in mente per lattore.
Il suo piano  unidea, comment Faroux. Ma unidea da sbirro. Sinceramente non credo
che potrebbe portarla lontano. E quindi, chiaramente, aveva bisogno di una pin-up?.
S, personalmente avrei qualche difficolt a farmi passare per Martine Carol, anche di schiena.
Molto meglio per me, del resto.
S, quindi ha pensato a questa Monique. Perch?.
Perch aveva tutte le qualit richieste dal ruolo. Abbastanza stupida da non capire nulla di ci
che avrebbe visto o sentito, ma in grado tuttavia di ripetermelo, e abbastanza facile per diventare
lamante di Tony Charente nei dieci minuti successivi al loro incontro.
Non le sembra di esagerare?.
Se lavesse conosciuta in una situazione diversa da quella del suo numero da Folies-Bergre
per necrofili, non avrebbe dubbi.
A proposito, come lha conosciuta?.
Tre giorni fa. Nella mia stanza. Lei... ci dormiva. Alcuni cineasti  ce ne sono parecchi al
Cosmopolitan  avevano affittato il dancing e organizzato una festicciola. Forse ha voluto riposarsi un
po, si  sbagliata stanza o si  infilata nella prima aperta... Era un po ubriaca, capisce?.
Nella sua stanza?.... (Mi lanci uno sguardo salace). Proprio fortunato, lei!.
Incredibilmente fortunato. Vedo una volta questa ragazza per cinque minuti e la ritrovo
cadavere nella mia auto. Non so se sia una fortuna di buona qualit, ma di certo  eccezionale.
Torniamo ai nostri polli. Allora, ieri lei cercava Monique per presentarla a Tony Charente?.
S.... (Raccontai le mosse di Marc Covet, lappuntamento al dancing llphant, il mio
incontro con Micheline, quello che mi aveva detto sulla fuga di Monique, la nostra uscita in rue de
Ponthieu). A quel punto sono stato aggredito da due tizi.
Che genere di tizi?.
Glielo dir dopo. Mi hanno dato una botta in testa, mi hanno rapito come se fossi un ricco
ereditiere.. ecco perch, quando  arrivato sul posto lo sbirro avvisato da Micheline, non cera pi
nessuno... e mi hanno portato a parlare con il loro capo. Mi sono ritrovato, non so quanto tempo dopo,
impigliato nelle catene che circondano lAre de Triomphe, verosimilmente buttato fuori da unauto in
corsa. Potr verificarlo. La mia presenza vicino al Milite Ignoto  apparsa sospetta a uno degli uomini
di guardia, che mi ha chiesto i documenti.
Uhm..., fece Faroux. Che genere di tizi? Che capo?.
Credo che rester a bocca aperta, dissi. Ho promesso di non denunciarli. Ho promesso
anche, pi o meno implicitamente, che non ne avrei fatto cenno alla polizia, ma la morte di quella
ragazza cambia le cose. A parte i colpi di manganello, il mio incontro con quei signori  stato piuttosto
cordiale. Troppo cordiale, a ben pensarci. Mentre chiacchieravamo, cosa gli impediva di giocarmi un
brutto tiro? Ammettendo che siano stati loro a far fuori Monique... Sembra che uno dei due le facesse
il filo  immagino facilmente a che scopo...  e che sapessero  lho detto a Micheline e loro possono
aver sentito la nostra conversazione  che la mia auto era parcheggiata davanti al Berkeley. Cos,
mentre il capo mi tiene occupato, gli altri mi rubano lauto, infilano il corpo nel bagagliaio....
Per lultima volta, grid Faroux assestando un pugno sul tavolo. Che tizi e che capo?.
Venturi e la sua cricca.
Venturi?.
Il commissario si incup.
Truffatore, per non dire di peggio, internazionale. Alloggiato da un paio di mesi in un edificio
sugli Champs-lyses. Mi scusi se le insegno il mestiere, Florimond.
Non mi sta dicendo nulla di nuovo. Abbiamo locchio clinico.... (Sospir). Locchio! Oh,
merda! Venturi si  dato una calmata. Uccidere non  pi il suo genere di cose, ma forse su quel
versante c qualcosa da scoprire, perch.... (Fece una pausa). Lui e i suoi amici se la sono filata
questa mattina. Li pedinavamo, ma devono aver eluso la sorveglianza, non so. Insomma, se la sono
filata.... (Batt di nuovo il pugno sul tavolo e vomit delle imprecazioni). Per Dio! Se mai... ci sar
qualcuno che si beccher una lavata di capo.
Aspettai che si calmasse, poi chiesi informazioni sullomicidio di Monique.
Colpo di pistola, disse. Alla nuca.
Avete trovato il proiettile?.
Uscito sotto losso mascellare.
 morta da molto?.
A prima vista no. Ieri, forse. Con questo caldo e dallo stato del corpo non  possibile che sia
stata uccisa prima.
Ha qualche ipotesi? A parte quella che consisterebbe nellimplicarmi, naturalmente!.
Ignor il sarcasmo:
Unipotesi? Dove vuole che vada a pescarla? Tutto quello che so  che questa mattina la sua
auto  stata trovata abbandonata in cours la Reine con quella passeggera nel baule. E tutto ci che
riesco a immaginare sono dei tizi  uomini di Venturi o altri  che ieri lhanno ammazzata, hanno
cercato di sbarazzarsi del corpo, hanno utilizzato la sua auto, perch  il suo destino essere sempre
immischiato in storie del genere, e contavano di buttare il corpo nella Senna, per hanno avuto un
guasto al motore che li ha obbligati ad abbandonare il piano... Ed  la sola certezza che abbiamo,
sospir. Guidano da cani, come testimonia il paraurti ammaccato, e non sono grandi meccanici. La
riparazione non richiedeva particolari abilit....
....
..
Pensai con amara ironia alle ultime parole di Monique, quando lavevo buttata fuori dalla mia
stanza: Ci vediamo presto, appena avr trovato il meccanico. Alla fine ne aveva trovati di davvero
scarsi!
Abbiamo identificato subito la vittima, continu Florimond Faroux. Era schedata. Una
sciocchezza di giovent, anzi, si potrebbe dire da adolescente. Abbiamo scoperto subito dove
alloggiava. Allhotel Dieppois la padrona ci ha detto che la sua affittuaria non si vedeva da due giorni,
ma le capitava spesso di dormire fuori. Ci ha indirizzati verso unamica della morta. La Micheline che
ho ritrovato da lei, al Cosmopolitan, quando sono venuto a chiederle spiegazioni a proposito della sua
auto....
Gi. E nel baule, lei... era nuda?.
No. Vuole vedere i vestiti? A noi non hanno detto nulla, ma magari... Quattro occhi sono
meglio di due, e due occhi nuovi.... (Buss sulla parete divisoria. Uno dei suoi subordinati apparve
sulla soglia). Gli abiti della rossa, Andr. Fabre sta interrogando la sua amica?.
Ha appena finito.
Qualcosa di interessante?.
No.
Portami anche la sua deposizione.
Lo sbirro scomparve e torn con un pacco sotto il braccio e un foglio battuto a macchina in
mano. Lo vidi a disagio mentre sfilava le scarpe col tacco alto, le calze di nylon, ancora fissate
reggicalze, una cintura elastica nera dal fermaglio dorato, la gonna ampia e leggera, il corpetto scollato,
con una sospetta macina scura nella O del nome ricamato. Si sentiva ancora il profumo di cui il tutto
era stato impregnato. La borsetta in tinta con la gonna conteneva un rossetto, due fazzoletti di seta, uno
malva e laltro giallo, un portacipria. Niente chiavi, niente carta didentit, niente soldi. E, nel mucchio,
niente reggiseno, niente...
Niente slip?, chiesi.
Niente slip. Forse era pi pratico.
La prego. Nessuna violenza particolare?.
No... Allora?.
Allora, niente. Sono proprio gli abiti che le ho visto addosso quandera viva. Lesame
scientifico?.
Zero.... (Leg di nuovo il pacco alla meno peggio, lo appoggi su una sedia e scorse molto
rapidamente la deposizione: Micheline). Zero, anche qui, brontol. A meno che non insista su un
tizio che faceva il cascamorto con Monique, lo stesso che ha attaccato briga con lei... Per la miseria!
La cricca di Venturi! Anche se ammazzare non rientra nel loro stile, chiaramente questa partenza
improvvisa.... Mi guard.
Non sono in grado di dirle altro, feci. Cosa far di Micheline?.
Cosa vuole che ne faccia? Pu portarla a pranzo, se desidera... A me non interessa! Lucie
Ponceau, Rabastens, Monique Grangeon... Devessere tutto collegato, Burma.
Lo credo anchio. A proposito di Rabastens, novit?.
Niente. Eccetto che secondo il medico legale  possibile che abbia ricevuto il colpo mortale
molto dopo una prima botta, che lavrebbe invece solo stordito... e che sarebbe morto, di l a qualche
ora, proprio quando  morta Lucie Ponceau.
Ah, ah!.
Ho detto anchio la stessa cosa.
 chiaramente insufficiente come deduzione. E su Lucie Ponceau stessa?.
Nemmeno l ci sono novit... Mi dica, quel Tony Charente  stato suo amante, vero? La foto
era nellalbum... lalbum di famiglia, potremmo dire. E da quello che mi dice lei, in passato, si
drogava, giusto? Uhm... uhm....
Senta, Faroux. Io sono pagato per sorvegliare Tony Charente e....
E io sono pagato per sorvegliare tutti, gua, e quando mi ci metto non sono affatto pigro. Me
ne frego dei suoi discorsi e dei suoi clienti. Far quello che devo fare.
La prego, dissi, non faccia cos. Penseranno che le ho dato un morso.
Poco dopo lasciai il Quai des Orfvres con Micheline. La povera ragazza era a pezzi e mi ci
volle del bello e del buono per strappare un sorriso alle sue labbra rosse. Andammo a pranzo insieme,
poi tornai al Cosmopolitan, annientato, distrutto, barcollante. Camminando urtai alcuni passanti tra la
gente a passeggio per gli Champs-lyses, feci fuggire i piccioni che non riuscivo nemmeno a vedere e
diedi a tutti, bestie e persone, limpressione che fossi completamente ubriaco.
Non ci sono per nessuno, dissi al portiere, cortese, freddo e compassato. Per nessuno,
capito? Eccetto per un tizio di nome Reboul, mutilato ma non maldestro.
Entrai nella stanza, mi buttai sul letto vestito e mi addormentai allistante.
....
..
Mi svegli la suoneria del telefono. Aprii gli occhi nel buio. Consultai il quadrante luminoso del
mio orologio. Le dieci e qualcosa. Sollevai la cornetta.
Il signor Reboul, signore.
Lo faccia salire.
Al telefono, signore.
Ah! Va bene.
Sono Reboul, disse Reboul. Sono con un tizio che ha qualche informazione. Possiamo
venire da lei?.
Se il suo tizio non  conciato troppo da barbone, s. Il personale del Cosmopolitan finir per
guardarmi male se continuo ricevere gente di ogni tipo. Sbirri, malfattori....
Litaliano  un tizio sempre in giacca e cravatta. Una volta lo chiamavano
Mandolino-in-ghingheri. Se ne intuisce ancora motivo.
Allora vi aspetto.
Minfilai una giacca da camera, riempii una pipa e andai ad aspettarli nel salone, dopo aver dato
istruzioni alla reception. Dieci minuti dopo, annunciarono il loro arrivo. Mandolino-in-ghingheri non
era in effetti del tutto sgangherato, ma labito blu scuro cominciava a risentire degli effetti del tempo.
Si guard intorno con aria da intenditore:
Una volta abitavo in un posto simile, a Milano, disse. Si sedette, e guardandomi: Non sono
una spia. Tutto quello che le racconter  gi a conoscenza degli sbirri o  apparso sui giornali.
Andando a consultare la collezione di Detective o di altri giornali potrebbe scoprire le stesse cose. Io
le far solo risparmiare tempo, un servizio che credo valga qualche biglietto da mille e, onestamente,
non mi dispiace lidea di riceverli da uno sbirro privato.
Vada, dissi. Ecco....
Quando Mandolino-in-ghingheri se ne and, carico di un po di soldi e sempre fiancheggiato
dal mio mutilato, avevo scoperto quanto segue (e mi ritornava anche in mente che, allepoca dei fatti,
mi erano giunte eco frammentate sulluno o laltro avvenimento): era poco pi di un anno che le bande
della droga erano state decimate in circostanze drammatiche. Tre bande associate, quella di Lucas,
quella di Grodubois e quella di Verbrouck, avevano uno stock di morfina, coca, eroina e oppio, il pi
importante stock mai registrato dagli annali del traffico di roba. Valutato diverse centinaia di milioni,
era depositato in una villa della periferia parigina e tenuto docchio da veri duri. Ma quei duri, un bel
giorno, avevano ricevuto la visita di altri duri che erano ancora pi duri di loro e li avevano ammazzati,
prima di rubare lo stock. Non si sapeva chi aveva fatto il colpo. Ma circolava una voce tra la teppaglia:
il capo degli sconosciuti forse era un tizio di nome Jerome Blanchard, anche lui improvvisamente
scomparso dalla circolazione. Quel Blanchard non era mai stato rivisto da allora, e nemmeno la roba. Il
furto, intanto, aveva scatenato una vera e propria guerra tra le bande associate, divenute allimprovviso
rivali, che si accusavano lun laltra del colpo. Da allora, il traffico non aveva mai ripreso su cos ampia
scala. Era possibile che Venturi fosse stato affiliato alla gang Grodubois. Mandolino-in-ghingheri non
lo sapeva... o non lo voleva dire. Quanto a Manganico, aveva stretto rapporti commerciali con tutti
questi gruppi, senza un particolare attaccamento a qualcuno.
Mandolino-in-ghingheri mi aveva lealmente avvertito. Non era una spia. Tutto questo era stato
registrato, schedato e raccontato in lungo e in largo sui giornali, man mano che gli avvenimenti si
succedevano. Mi aveva semplicemente fatto guadagnare tempo, ammettendo che ci fosse qualcosa
dinteressante per me in tutta quella storia.
Me lo chiedevo.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Niente vacanze per Nestor.
...
.
...
Mi alzai alle undici, lindomani mattina. Il sole brillava che era una meraviglia. Dopo che
Reboul e il suo informatore se nerano andati, ero tornato a letto mantenendo lisolamento. Avvertii la
reception che continuavo a non esserci per nessuno. Il portiere mi disse che aveva telefonato il signor
Marc Covet. Risposi che non ne ero sorpreso. E anche il signor Tony Charente, appena cinque minuti
prima. Ah! S? Tony Charente? Per lui ormai non potevo pi fare granch. Non potevo impedire a
Florimond Faroux di andare a fargli qualche domanda. A proposito di Faroux, chiamai il Quai des
Orfvres:
Niente di nuovo?, chiesi.
Niente di nuovo.
E la mia auto?.
La teniamo noi ancora per un po.
Le impronte hanno dato risultati?.
Le stanno esaminando.
Riattaccai, poi risollevai la cornetta e chiesi la comunicazione con la Residenza Montferrier. Il
cameriere mi pass Tony Charente.
Ah! Nestor Burma? Benedetto Nestor Burma!, fece lattore. Ho chiamato....
Lo so. Stavo per lappunto venendo da lei. Capita a proposito.
Venga quando vuole, rise lui. Faremo un triangolare.
Un cosa?.
La sua segretaria  gi qui.
La mia segretaria? Hlne?.
No, direi che si chiama Micheline.
Ah!... ah! S, certo. A tra poco.
Lasciai il Cosmopolitan da una porta di servizio per evitare Marc Covet, nel caso mi aspettasse
nella hall. Andai in rue Chateaubriand a noleggiare unauto senza autista in un garage specializzato e
mi diressi verso Neuilly.
....
..
Per fortuna mi aveva detto che sarebbe stato franco con me, fu il benvenuto che ricevetti da
Tony Charente.
Non mi sgridi, gli consigliai. Sembra molto nervoso.
Lo sono. Ha bisogno di spiegazioni?.
No. Dov la mia... segretaria?.
Nel bungalow. Intatta. Mi sarebbe bastato soffiare per farle volare via gli abiti, ma non lho
fatto. Ormai so come vanno queste cose.... (Bene. Lavevo sottovalutato. A te, Nestor).
Sembra che abbia dimenticato la pipa....
Mi avviai verso il bungalow. Micheline era seduta sul divano, che giocava con il cane del
guitto. Era chinata in avanti e una scollatura da capogiro lasciava vedere pi di quanto non avrebbe
fatto un costume da bagno.
Buongiorno, dissi.
Buongiorno, signore.
Ci vuole lasciare un istante soli? Vada a passeggiare dalle parti della piscina con quel cane e
cerchi di annegarlo....
Lei usc. Tony Charente abbozz un sorriso:
Ebbene!, fece. Astuto il famoso Nestor Burma! Credevo che la storia della sorveglianza
fosse una finta. Laveva detto lei stesso. E poi mi manda una spia. Classico, a parte che di solito le spie
sono bionde e la sua  mora.
 fatto apposta, per camuffarla meglio. Quanto allessere franchi, mi chiedo invece cosa
dovrei dire io. Mi ha praticamente raccontato la storia della sua vita, ma ha dimenticato di dire che era
stato lamante di Lucie Ponceau.
Cosa gliene pu fregare?.
Niente. Ma lei, che capisce cos in fretta, cerchi di capire anche questo: gli sbirri spulciano tra
le relazioni presenti e passate della vecchia attrice....
Perch? Non  un suicidio?.
S, ma un suicidio particolare. Verranno da lei, con il loro passo da elefante, perch hanno
trovato una sua foto, con tanto di dedica che non lascia alcun dubbio, sui rapporti che intratteneva con
Lucie Ponceau, non so in che periodo....
Tanto tempo fa.
Tanto o poco, non importa. Sanno anche che, in passato, lei si drogava. Faccia lei i conti. Non
 unoperazione molto difficile.
Si sedette, improvvisamente affranto.
Merda!, imprec. Ma cosa ho fatto di male al Buon Dio? Oh! E dopotutto, merda! Che
vengano, gli sbirri, e che mi arrestino, al diavolo Montferrier. Se rester solo quella suonata di Denise
Falaise a salvare il suo film, gli star proprio bene....
Imprec ancora un paio di volte. Ben presto ci saremmo stati dentro fino al collo.
Non cerchi di mescolare le carte infilando Denise Falaise in una storia in cui non centra
nulla, dissi. Non vorr dirmi che fa parte della produzione?.
Quasi. Lei che sa tante cose, si  fatto sfuggire questa? Stanno cercando di rifilarmela. Ha
infinocchiato Montferrier, che  ripartito per la Costa Azzurra portandosela dietro come bagaglio extra.
E non avr la fortuna che laereo precipiti....
Pensavo fosse sotto contratto con Laumier. Del resto sta girando con lui in questo momento.
Montferrier pagher la penale. Non  la prima volta che fa una cosa del genere. E Laumier, che
 al verde, sar contentissimo di avere la grana. Cos, quando avr finito il film di cui parlava lei
adesso, me la ritrover io. Una simile stronza! Invidiosa e tutto. E le assicuro che so di cosa parlo!
Sembra che si senta lanimo da grande artista. Ma non mi faccia ridere. Una grande artista! Da
quando?.
Da sempre, pare.
Ah, s? Lha sentito dire anche lei? Non lo ha mai dimostrato, per.
Ricominciava a mescolare le carte. Lo interruppi:
Per tornare a lei, non capisco perch nascondere la sua relazione con Lucie Ponceau. Se ne
vergognava?.
Certo che no! Non si pu che provare orgoglio per aver avuto come amante una donna di quel
genere, una grande attrice, perch lei s che lo era, una grande attrice....
Allora?.
Non avevo alcun motivo di dirglielo. E poi, per la miseria!, si metta al mio posto. La morte di
Lucie  stato un brutto colpo, ma non volevo esserci coinvolto. Da tempo ho recuperato le mie lettere e
le mie foto... evidentemente ne ho dimenticata una. No, ne ero fuori e volevo restarci, per via delle
particolari circostanze del suicidio e delle mie vecchi abitudini... che riprender. Per Dio! Se  lunico
modo per far ragionare Montferrier.
Non faccia questa sciocchezza.
Stavo scherzando. Beviamo qualcosa?.
Volentieri.
And a cercare in frigorifero.
Chiamiamo la sua spia a bere con noi?.
Non  una spia. Micheline  una di quelle ragazze che sognano di fare del cinema e di
avvicinare star come lei. Sapeva che io la conoscevo e si  servita del mio nome per incontrarla... Non
gliene voglia e se anzi un giorno potesse fare qualcosa per lei... Non  affatto sciocca....
Non fece n s n no e riemp i bicchieri.
Comunque, non avr pi nulla da temere, proseguii. Lascio perdere. Restituir a Montferrier
i suoi soldi....
Non potevo fare altrimenti, dopo aver detto tutto a Faroux.
Montferrier diventer pazzo, rise Tony Charente. Gi mi vedr strafatto di droga tutti i
giorni e si sentir impotente a evitare la catastrofe. La mia vendetta inizia con le sue buone parole,
Nestor Burma!.
Proprio non le va gi che vogliano affiancarle Denise Falaise, eh?.
 una rompiscatole. E poi, nelle scene in cui lei si sveste, luomo finisce sempre in secondo
piano! A nessuno spettatore  mai interessato sapere il nome del coprotagonista maschile dei suoi film.
Le sue forme invadono lo schermo.
 per questo? Buffo! Ma... sembra che si svesta sempre meno.
Cos dicono. Nellultimo film, per esempio, e in quello che sta girando ora. Doveva preparare
il terreno ai grandi ruoli vestiti a cui aspira... Alla sua, Burma, e grazie della sua decisione. Quando
Montferrier verr a saperlo, sar talmente preoccupato della mia sorte che lascer perdere Denise per
correre qui. Quella  capace di farsi venire unaltra crisi depressiva.
Le capita spesso?.
Le  capitato. Sempre per invidia. Era gennaio. Il 12, per la precisione. Mi ricordo la data
perch il giorno prima era stato presentato Cette nuit sera la mienne, un film in cui aveva trionfato
Paulette Poitou, una ragazza che ha fatto la gavetta contando solo sulla forza del proprio talento e senza
far vedere un centimetro di pelle. Era pi di quanto Denise potesse sopportare. Si  ammalata. E il
rapporto causa-effetto tra la sua depressione e il successo dellattrice sconosciuta era talmente lampante
che hanno preferito far passare tutto sotto silenzio. Si poteva ricavarne un po di pubblicit, ma
lorigine della malattia era cos meschina che poteva rivoltarglisi contro. Allora, tutti zitti. Denise 
andata a farsi curare non si sa dove.
E dopo ha girato Mon coeur vole, il film alla nuova maniera?.
S. Uno schifo. Ma una volta presi dalle manie di grandezza... Adesso, quellidiota vuole
recitare con me, in una produzione Montferrier. Ci sar da ridere.
Bene. Si diverta. Le affido Micheline ancora per qualche istante, il tempo di andare a
licenziarmi dalla signorina Annie.
....
..
Davanti alla scalinata dai gradini glauchi, era parcheggiata una Cadillac. Salii le scale. Il
cameriere albino, quando mi apr, mi riconobbe e mi salut. Gli dissi che volevo vedere la signorina
Annie. Era occupata. Se volevo attendere... Aspettai nella hall buia e fresca, in poltrona. Undici minuti.
Dopo dieci minuti mi pass davanti un tizio accompagnato dal cameriere. Un tipo di mezza et, ben
vestito, grasso, il volto contrariato, laria di uno che stava rimuginando, come un uomo daffari. Il
cameriere lo accompagn fuori. Sentii la Cadillac che si metteva in moto. Un minuto dopo Firmin era
ai miei ordini, o io ai suoi, con quei tipi l non si sa mai bene. Mi fece entrare nellufficio della
segretaria del signor Montferrier. La signorina Annie indossava un tailleur chiaro, era truccata in modo
molto gradevole e fumava con un bocchino di quindici centimetri. Modello pin-up competente. E aveva
il volto contrariato.
Buongiorno, signor Burma, disse lei con voce un po secca. Un rapporto?.
Nix. Lascio perdere. Se vuole essere cos gentile da informare il signor Montferrier che la cifra
a cui ammontava lassegno  a sua disposizione. E aggiunga anche, per tranquillizzarlo, che non credo
che Tony Charente far qualche sciocchezza.
Nessunaltra spiegazione?.
Conosco le mie possibilit meglio di chiunque altro.
Perfetto. Io.... (Parve venirle unidea). Signor Nestor Burma... che ne dice se invece di
accettare la restituzione del suo assegno, gliene offrissi un altro?.
Rifiuterei.
Non si tratta pi di Tony, signore. Vede, il signor Montferrier si fida ciecamente di me. Ho il
permesso di prendere iniziative e credo proprio che in questo caso sia necessario. Ha visto la persona
che  appena uscita di qui?.
S.
Adrien Froment.  un uomo daffari incaricato degli interessi  presumo innanzitutto i suoi 
del signor Borel, uno scienziato che ha inventato un procedimento particolare per le riprese. Diciamo
che si tratta di un effetto tridimensionale, grossomodo. Noi abbiamo unopzione, ma quel tizio non mi
sembra del tutto schietto. Capita che gente disonesta venda pi volte la stessa merce a persone diverse.
Mi chiedo se quel signor Froment non stia combinando qualcosa del genere, ma prima di informarne il
signor Montferrier vorrei esserne certa. Diversi mesi fa, abbiamo ottenuto unopzione e labbiamo
pagata in contati e adesso quellinvenzione, su cui si basa tutto il film che stiamo preparando, ci
appartiene e abbiamo i mezzi per andare in tribunale e vincere il processo, se fosse necessario. Ma sono
soluzioni sempre molto estreme. Ora, quel tipo pare voglia praticare una specie di ricatto: dopo aver
perso una grossa cifra al Circolo Vernet,  venuto da me a chiedermi una somma astronomica che nulla
ci obbliga a versare e che io naturalmente ho rifiutato di dargli. A quel punto mi ha fatto capire che
altre persone potevano essere interessate alla sua proposta. Non sono stati fatti nomi, ma sembra che
abbia sottomano qualcuno. Se ne vuole occupare, signor Nestor Burma? Si tratta di identificare i
produttori con i quali Froment  entrato in contatto. Li avvertiremo del pericolo, per limitare i danni.
Nellentourage di Montferrier sapevano come combattere la disoccupazione. Appena si lasciava
un lavoro, eccone un altro subito pronto.
Accetto, dissi dopo un momento di riflessione.
Perfetto.... (Compil un assegno e me lo diede). Froment. Adrien Froment. Vive in rue
Jean-Goujon, disse riaccompagnandomi. Aggiunse: Va in giro a bordo di una Cadillac nera, targata
980-BC-75.
Complimenti, signorina. Non le sfugge alcun dettaglio.
Sorrise. Un vero sorriso da star, ampio come un ombrello e scoppiettante come una cartuccia di
dinamite:
Abbiamo prodotto talmente tanti film polizieschi, disse, come per giustificarsi.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Il malocchio.
...
.
...
Andai a salutare Tony Charente, che stava ascoltando dei dischi insieme a Micheline, entrambi
seduti sul divano. Non restava che lasciarli fare amicizia. Recuperai la mia auto a noleggio e tornai al
Cosmopolitan.
Davanti al palazzo era parcheggiata unauto che attir il mio sguardo. Una Cadillac nera, targata
980-BC-75. In quel momento, il signor Adrien Froment, con laria di uno che continuava a rimuginare
un bel po di cose, attravers il corridoio, sal sullauto e part a tutto gas, spaventando i piccioni. Per
un momento mi sfior il pensiero che fosse venuto a incaricare proprio me, che ero pagato per
smascherare le sue tortuose manovre, di uninchiesta sulle possibilit finanziarie dei produttori che
potevano essere interessati allinvenzione dello scienziato da lui rappresentato. Era unidiozia, ma con
questa gente del cinema o simili bisogna aspettarsi di tutto. Entrai nellhotel.
Nessuno ha chiesto di me?, domandai al tizio della reception.
No, signore.
Pensavo che il signore appena uscito... devo averlo confuso con qualcun altro.
Credo anchio, signore.
Presi lascensore. Laddetto, appena salimmo di un piano, disse:
I detective privati non fanno mai domande senza motivo, lo so perch ho letto tanti
polizieschi.
Complimenti per la scelta, feci. E allora?.
Il tizio che  appena uscito voleva vedere Laumier lo spilorcio. Le interessa?.
Non lo so. Per la ringrazio.
Non c di che. C rimasto male per non averlo trovato. Laumier  in viaggio. Ha mantenuto
lappartamento, ma non ci dorme da ieri. Sembra che debba tornare, a me per non la d a bere. Ho
letto troppo libri.  un modo per evitare le mance. Spedir quanto deve in assegno e per noi non ci sar
un soldo.  gi capitato.
Eravamo arrivati. Entrai nella mia stanza. Accidenti! Se ne andavano tutti, ognuno a suo modo.
Denise in aereo, Laumier non so come  probabilmente allinseguimento della sua infedele prima
donna -, Rabastens con il cranio spaccato e Monique nel bagagliaio di unauto... Adrien Froment, lui,
chiss dove pensava di poter andare. Se credeva di poter vendere anche solo un quarto della sua
mercanzia scientifica a Laumier, si sbagliava. A meno che Laumier non fosse meno al verde di quanto
si dicesse in giro. Eh! Per la miseria! Adesso ricordavo. Laumier mi aveva detto qualcosa sul fatto che
presto per lui sarebbero cambiate le cose. Era buffo. Mentre Laumier cercava di togliere a Montferrier i
diritti che aveva sullinvenzione del professor Borel, Montferrier gli soffiava Denise. Forse uno
sceneggiatore ci avrebbe tirato fuori una trama da avanspettacolo.
Nel frattempo, la signorina Annie mi aveva pagato per sondare le intenzioni di Adrien Froment.
La cosa migliore era liquidare il tutto il pi rapidamente possibile facendogli una visitina.
....
..
Quel Froment doveva avere delle anguille tra i suoi avi. Non aveva pari per scivolare tra le dita.
Bastava che mi annunciassi in un posto perch lui sentisse il bisogno di sloggiare sotto i miei occhi.
Quando arrivai in vista del suo domicilio, in rue Jean-Goujon, non lontano dalla cappella edificata sul
luogo occupato dal celebre Bazar della Carit, si rimise al volante della Cadillac e part
immediatamente. Lo seguii senza esitare. In ogni caso, mi avrebbe portato da qualche parte.
Mi port a Neuilly. Per un momento pensai che stesse tornando dalla signorina Annie, ma non
era cos. Prese avenue de Madrid, boulevard Richard-Wallace  luomo che ha lo stesso nome di alcune
fontane -, entr nel Bois de Boulogne, ne riusc. Perbacco! Se era in cerca di una mezzora di
soddisfazione a basso prezzo, io stavo perdendo il mio tempo! Alla fine, giunto dalle parti di porte de
Bagatelle, si ferm davanti a una piccola propriet di lusso con un grande giardino. Lo vidi scendere
dallauto e suonare al cancello. Dopo un istante, vennero ad aprirgli e lui e la sua Cadillac scomparvero
dal mio campo visivo.
Rimisi in moto lauto, passai davanti alla propriet in questione, mi fermai un po pi lontano e
tornai sui miei passi, da vero amante delle passeggiate solitarie. Secondo la targa di rame, fissata a uno
dei pali dellingresso, il posto si chiamava Les Pins Parasols. In effetti, dallaltra parte del cancello
erano piantati due grandi pini. Non cera alcun nome del proprietario o altro. In fondo a un sentiero
cementato vidi una casa dalle forme eleganti. La Cadillac di Froment era parcheggiata l davanti. Non
un bipede allorizzonte. Dal Bois de Boulogne usc una farfalla gialla, volteggi fino a met del viale,
poi, spaventata da due auto che procedevano spedite, torn ai suoi cespugli.
Allimprovviso, scoppi di risa turbarono la pace di quel pomeriggio umido. Sembravano
ragazzine a cui stessero facendo il solletico. Prurito o meno, quella manifestazione di allegria proveniva
da una villa vicina ai Pins Parasols. O perlomeno lo supponevo. Nessuno in vista, nemmeno l. Feci
qualche altro passo verso un cantiere in costruzione poco distante. Tra una sorsata e laltra dalla
bottiglia di vino rosso, un ragazzo impastava del gesso. Lo guardai fare. Loperaio interruppe il proprio
lavoro per guardarmi a sua volta. Nelle vicinanze, le risa, che si erano placate, ripresero pi forti che
mai.
Dissi: C chi non si annoia.
Basta avere soldi e compagnia, fece il tipo.
Comunista, amico?.
Accidenti, no. Non da quando quei riccastri del cinema hanno preso la tessera del Partito, in
ogni caso.
Sono riccastri del cinema?.
Non so. Ma pi in l c una che ha fatto dei film: Denise Falaise. Non lho mai vista, ma
sembra che ci tenga molto allabbronzatura! Allora le altre stanno a spiarla ed  per questo che ridono.
Non  che anche lei  venuto qui per dare unocchiata e magari sta pensando di salire sullimpalcatura,
per caso? Qualche giorno fa, ho cacciato via due tizi... Lo dico per avvisarla: a me queste cose non
vanno proprio gi!.
Pi virtuoso di Robespierre, dissi.
Virt o non virt, rispose, nel cantiere non si pu entrare.
Mi distrasse il rumore di un motore. Sempre con il suo modo da anguilla, Adrien Froment si
apprestava a sloggiare. Un uomo, in piedi vicino al marciapiede, con laria di aggrapparsi alla portiera
della Cadillac come un ubriacone al bancone di un bistrot, lo salutava. Quelluomo era Laumier.
La Cadillac si diresse verso la Senna. Laumier rientr ai Pins Parasols. Io tornai alla mia auto,
mi accomodai sul sedile rovente e rimasi l, pi inattivo di un salame, con la pipa in bocca. Alcune
mosche ronzavano pesanti nellaria che vibrava per il calore. Nella villa in cui ci si divertiva, le ragazze
a cui facevano il solletico continuavano a emettere gridolini e ridere come matte. Vediamo... Denise
Falaise viveva ai Pins Parasols. Era partita insieme a Montferrier alla volta della Costa Azzurra e
Laumier aveva preso il suo posto qui, forse perch larredo ispirava pi familiarit di una camera
dalbergo, per quanto di lusso, se si avevano affari da trattare... Che sottile ragionamento, Nestor
Burma! Un vero colpo di genio, hai una carriera davanti a te. Ma attenzione a non buscarti una
meningite con tutto questo spremerti la testa. Meglio rientrare al Cosmopolitan a bere qualcosa di
fresco. Allungai la mano verso il cambio. Una voce disse:
Oh!... oh! Ma  il signor Nestor Burma!... Che sorpresa, signore.
Lo era anche per me. Era Jean, il tirapiedi-factotum di Laumier, che portava a passeggio un
cane. Non lo avevo visto avvicinarsi. Abbozzai un sorriso tirato. Non ero contento della situazione.
Lei capita a fagiolo per trarmi dimpaccio, dissi. (Era esattamente il contrario). Volevo
vedere il signor Laumier e mi chiedevo...  possibile incontrarlo?.
Direi di s, signore.
Ha lasciato il Cosmopolitan... (assenso con la testa del tirapiedi) e ho saputo agli studi che
non girava... (nuovo assenso, comprensivo e tutto) e... insomma, sono detective... (sorriso idiota
da parte mia) mi sono procurato lindirizzo del suo rifugio... volevo vederlo, ecco tutto!.
Altro assenso accompagnato da un movimento della testa:
Certo signore. Entra con la sua auto o vuole lasciarla qui?.
Entrerei con lauto.
In questo caso, vado ad aprirle il cancello e ad avvertire il signor Laumier della sua visita.
Facendo manovra, pensai pi velocemente che potei. Avevo fornito una giustificazione
plausibile della mia presenza nella zona. Vedere il suo capo. Ma, adesso, cosa avrei raccontato a
Laumier? Impossibile affrontare la storia del tridimensionale. Allimprovviso ebbi unidea. Una trovata
che avrebbe sistemato tutto. Agli occhi di Laumier la mia reputazione ne avrebbe sofferto, ma degli
occhi di Laumier me ne fregavo...
...Del resto, a cosa potevano servirgli? Erano distratti, annebbiati. Ci misero un bel po di
tempo a mettermi a fuoco. Spaparanzato su una poltrona del grazioso soggiorno, con il sigaro in bocca,
la mano pelosa alla portata di un vassoio ricolmo di tutto ci che serviva per ritrovarsi in balia di un
pesante mal di testa il giorno dopo, Laumier covava un principio di sbronza che chiedeva solo di
crescere:
E allora?, abbai.  un amico di Montferrier, mi ha detto.  stato lui a mandarla?.
No. Del resto non  un mio amico. Lo conosco appena. Come conosco lei.  tutto.
 uno stronzo.
Prese una bottiglia, si vers da bere senza invitarmi a fargli compagnia. Possibile.
Glielo deve dire. Voglio che glielo dica.
A quel punto, dalle vetrate aperte ci arrivarono grida e risate.
Senti quei cretini, disse il produttore. Si vede che hanno la pappa pronta. Sa cosa cercano di
fare? Tra un po entreranno direttamente in casa. Guardano da sopra i muri. Cercano Denise Falaise.
Ma possono cercare quanto vogliono. Me lhanno portata via, Denise. Oh! Ma non finir cos! Per Dio!
Non la rinchiuderanno mica.
Si faccia valere, suggerii.  il solo modo.
Mi lanci unocchiata torva e sput un insulto. Nessun dubbio, era rivolto a me. Era un buon
pretesto per congedarmi:
Torner quando sar pi socievole, dissi.
Resti, berci lui. E mi dica cos venuto a fare qui, visto che non viene da parte di
Montferrier....
E mi lanci unaltra ingiuria. Ah! Era cos, eh? Ebbene...
Mi ascolti attentamente, dissi. Ne vale la pena. Laltro giorno le ho mentito. Lavoro
effettivamente per conto della signora Rolande Laumier.
Cosa?.
Moll tutto. Il sigaro che aveva in bocca e il bicchiere in mano. Fece un balzo sulla poltrona. Se
alle mie spalle ci fosse stato uno spettro che gli faceva le boccacce non avrebbe sortito lo stesso effetto.
S, proseguii io. Ma si pu trovare qualche scappatoia.
Mi guard, era tornato quasi sobrio.
Qualche scappatoia, ripresi. Non so se capisce cosa intendo....
Niente da fare. Non me la bevo.
Daccordo. In questo caso, non ho pi nulla da fare qui.
Un momento!, gua.
Il suo sguardo, che si perdeva oltre la finestra, torn su di me.
Jean!.
Luomo di fiducia apparve immediatamente.
Porti unaltra bottiglia. Credo che il signor Nestor Burma....
Niente da fare, feci io a mia volta. Lei ha detto no.  no. Non sono un venditore di tappeti.
Non voglio perdere tempo a mercanteggiare.
Mi si offriva loccasione di filarmela, di tirarmi fuori da quella situazione spinosa e ridicola.
Girai i tacchi e uscii dal soggiorno. Dietro di me sentii Laumier scoppiare in una risata da ubriaco e
bere dalla bottiglia, o qualcosa del genere. Jean mi segu senza dire una parola. Mi apr il cancello e io
mi apprestai a superarlo:
Arrivederci, dissi.
I suoi occhi erano fissi sui giovani abitanti della casa vicina, gli allegri ridanciani che vedevamo
su una terrazza:
Marie-Chantal e compagnia, disse lui. Pigri, parassiti e guardoni.
Virtuoso anche il tirapiedi. Virtuoso e puritano. Cera proprio di tutto tra la gente del cinema!
....
..
Ripresi la direzione di Parigi. Adrien Froment forse non mi sarebbe pi scivolato tra le dita. Se
era rientrato a casa... Decisi di andare a dare unocchiata nei dintorni del suo domicilio. Ma, prima di
raggiungere rue Jean-Goujon, mi fermai davanti a un bistrot di cui utilizzai la cabina telefonica per
chiamare la Residenza Montferrier.
Gi un risultato?, esclam la signorina Annie, senza nascondere la propria ammirazione.
La torre campanaria avrebbe ben presto suonato le sei. Erano appena tre quarti dora che mi
aveva mandato a caccia. Davo lidea di essere piuttosto rapido.
Non lo so, dissi. Ho appena visto Laumier, il produttore. Il capo di Denise Falaise.  furioso
per il brutto tiro che Montferrier gli ha giocato.
Ah! Ne  al corrente?.
S.  furibondo e non mi stupirei se stesse pensando a qualcosa per rendere pan per focaccia a
Montferrier.
La signorina Annie rise. Una risata priva di qualsiasi volgarit, ma comunque una risata.
Davvero? Mi chiedo proprio come!.
Ha appena incontrato Adrien Froment.
Mi sembr di vederla sussultare sulla sedia. Grid, sorpresa:
Cosa? Froment... Laumier... Ma  impossibile! Laumier non ha un soldo.
Cos dicono. Io credo piuttosto che sia spilorcio, il che non  la stessa cosa.
No, no, no.  al verde. Lo sanno tutti. E un affare come questo, soprattutto con il signor
Montferrier proprietario di unopzione,  un giro di milioni....
Eppure li trova per fare i suoi film.
Non c paragone... Laumier!.... (La sentii distintamente tamburellare le dita sulla
scrivania).  lultimo a cui avrei pensato. A meno che... delle due cose luna, signor Burma: o
Laumier ha intenzione di truffare Froment  cosa che sarebbe piuttosto buffa e non troppo pericolosa
per noi  oppure  luomo di paglia  scelto precisamente perch, data la sua mancanza di denaro, non
si potrebbe sospettarlo di volerci mettere i bastoni tra le ruote -; luomo di paglia, dicevo, il
rappresentante di un gruppo... Consideri bene questa possibilit, signor Nestor Burma.
Far del mio meglio, signorina. Unaltra cosa... Laumier e Denise Falaise... amanti?.
Non saprei dire.  possibile. Non lo so. La vita sentimentale di quel signore  avvolta nel
mistero.
S, da quel punto di vista,  piuttosto svitato.
....
..
Andai al bancone a bere il bicchiere che avevo ordinato. S, piuttosto svitato, quel Laumier.
Temeva davvero sua moglie o se ne fregava? Sembrava avere ogni giorno un atteggiamento diverso.
Dopotutto non doveva averne tanta paura e non era poi cos avvolto nel mistero. Andare a stare nella
casa di Denise Falaise  in sua assenza, questo  vero  poteva costituire unarma solida e legittima. A
meno che anche questultima fosse assente. Eravamo in periodo di vacanze. Laumier... Laumier... Si
verificava con lui lo stesso fenomeno rincretinente che si era prodotto con Enrico Manganico. Il suo
nome  la sua persona  mi sembrava legata a un dettaglio, ma fugace, confuso e smarrito... Era strano.
Era soprattutto un modo per ribeccarmi un gran mal di testa, ed era meglio trattarla con un po di
riguardo la mia testa, soprattutto dopo lincontro con Clovis. Lasciai perdere e andai in rue
Jean-Goujon.
....
..
Adrien Froment era in casa. A destra di un cortile pieno di alberi, che si estendeva fino ad
avenue Montaigne, luomo occupava il pianoterra di un edificio che doveva essere stato trasformato da
sede dambasciata a edificio residenziale dai duri tempi che correvano. Senza fare alcuna difficolt, una
specie di governante mi accompagn dalluomo daffari, in una sala. Giocherellando con il biglietto da
visita che gli avevo fatto avere dalla donna, Adrien Froment mi squadr con attenzione e sempre con
laria di rimuginare qualcosa, anzi parecchie cose!
Signor Nestor Burma?, disse.
S, signore.
Detective privato?.
S, signore.
Ho letto il suo nome sui giornali, fece lui, con prudenza.
 possibile.
E a cosa devo lonore?.
Un detective privato, signore, si occupa di varie cose. Pedinamenti, informazioni, divorzi....
Non sono sposato, tagli corto lui. Ecco perch... (consult il suo lussuoso orologio da
polso) il mio tempo  prezioso. Andiamo al sodo, signore.
...divorzi, contatti, transazioni, negoziazioni, continuai a elencare, calcando sullultima
parola. Mi sembra di capire che lei rappresenta gli interessi del professor Borel, inventore di un
procedimento di ripresa con effetto tridimensionale?.
Lo sguardo sillumin per un breve istante:
Sono il suo rappresentante, disse dopo aver riflettuto.
OK. Io sono incaricato da un gruppo molto potente di aprire una trattativa per questa
invenzione.
Quale gruppo?.
La rapidit con cui si gett sullosso mi fece perlomeno capire una cosa: non aveva di certo
concluso laffare con Laumier. Dissi:
Dovr rassegnarsi a non conoscere il nome di quei signori, per il momento. Vorrei sapere se 
disposto a esaminare la nostra offerta.
Non a queste condizioni... (riprese il controllo di s con la stessa rapidit con cui laveva
perduto) non finch non sapr chi la manda.
Per il momento, sono tenuto alla massima discrezione, glielo ripeto.
Allora, mi voglia scusare. Torni... quando non sar pi necessario lanonimato.
Benissimo. Le assicuro che sta perdendo unoccasione a non volermi ascoltare.
Mi avviai verso luscita. Lentamente. Molto lentamente. Poteva ripensarci. Ci ripens. Mi
accompagn fino alla porta e, senza aprirla, appoggi la mano sul pomo, sbarrandomi la strada:
Un solo nome, disse. Perch possa farmi unidea.
Scossi il capo:
Impossibile dirle chi fa parte del gruppo, allingrosso o al dettaglio. Ma posso dirle chi non ne
fa parte. Laumier.
Storse il naso:
Senti, senti! Lei  al corrente?.
Di tutto. Giochiamo a carte scoperte, signor Froment. Sappiamo che ha concesso unopzione
alle Productions Montferrier, ma il gruppo che rappresento  sufficientemente potente per fregarsene di
Montferrier e pagare pi di Montferrier per realizzare il film prima di Montferrier. E se, a un certo
punto, si andasse in tribunale, ce la caveremo. Come chiederemo a lei di cavarsela da solo se
Montferrier dovesse sollevare qualche problema nei suoi riguardi, cosa non soltanto possibile, ma
certa.
Scoppi a ridere. Una grassa risata da truffatore in carne e ben sicuro di se stesso.
Stia tranquillo, disse. So sempre cavarmela. E non temo le trappole... Nel caso me ne stia
tendendo una... cosa anche questa possibile.
Ma non perda il suo tempo, visto che  prezioso, proseguii io come se non avessi sentito.
Laumier  al verde. La prender in giro e, nel frattempo, a lei passeranno sotto il naso le buone
occasioni. Senta, sono sicuro che le ha promesso una grossa cifra e che il giorno della scadenza non ha
pagato, perch il film che sta girando adesso gli costa caro e i creditori che gli dovevano dei soldi
hanno tardato e che quindi  necessario rinviare... e, di rinvio in rinvio, lei rester a becco asciutto.
Quel possibile comportamento di Laumier quadrava con il Personaggio, ma io non avevo alcuna
certezza in merito. Adrien Froment non disse nulla. Lessi per nel suo sguardo che avevo fatto centro.
Non era una rivelazione sensazionale. Ciononostante era una conferma della mia idea  che Laumier si
muoveva solo  e di quella della signorina Annie  con pochissimi mezzi. La signorina Annie sarebbe
stata felice di saperlo. Finch ci fosse stato solo Laumier a tentare di neutralizzare Montferrier,
questultimo non avrebbe avuto nulla da temere.
A becco asciutto, ripetei, davanti al silenzio del truffatore. Ci pensi.
Buona idea, approv lui. Mi dispiacerebbe fare la figura del pollo con gli uni o con gli altri.
E le sue parole danno da riflettere, ne converr, che le si prenda in un senso o nellaltro. Quindi....
Questa volta mi apr la porta. Gli dissi che poteva telefonarmi al Cosmopolitan, quando avesse
riflettuto, e me ne andai.
....
..
Dalla cabina telefonica di Chez Francis, in place de lAlma, chiamai la Residenza Montferrier.
La signorina Annie non avrebbe potuto dire di aver buttato via i propri soldi, sebbene avessi calato le
brache sulla prima missione affidatami dal suo capo:
Visto Froment, dissi. Nessun pericolo serio in vista. Lui e Laumier non arriveranno mai a
nulla. Laumier agisce da solo, non ha soldi e prende tempo con Froment. Per limitare i rischi, mi sono
presentato come delegato di un gruppo che poteva far concorrenza a Montferrier.  apparso interessato,
ma diffidente, come  normale. Mi terr in contatto.
Perfetto, disse lei. Ma non trascuri Laumier.
Credo che non ci sia pi nulla da temere da lui.
Non lo so. Dopo la nostra conversazione ci ho riflettuto. Mi sono tornate in mente certe cose
sul suo conto. Ha il malocchio.
Non protestai, rispettando la superstizione che negli ambienti dello spettacolo  particolarmente
diffusa. Pensai solo che, in tal caso, sarebbe stato pi opportuno rivolgersi a un esorcista piuttosto che a
un poliziotto privato. La signorina Annie continu:
Lidea che un concorrente, un collega, che dispone di capitali, voglia portare via, in modo
disonesto, i diritti che il signor Montferrier ha acquisito su questo nuovo metodo di ripresa non mi
provoca la stessa sgradevole sensazione che provo a vedere quel morto di fame di Laumier che mette
gli occhi sullinvenzione.
Per via del malocchio?.
Esattamente. E non lo consideri un timore ridicolo, la prego, aggiunse lei seccamente.
Non si preoccupi. Ha qualche prova che avvalli questo timore?.
Non ho bisogno di prove, so quello che sento. E sono contrariata dal fatto che il signor
Montferrier si sia improvvisamente infatuato di quella smorfiosa di Denise Falaise e che abbia voluto
portarla via a Laumier. Laumier cercher di nuocerci. Con il suo comportamento, il signor Montferrier
se l definitivamente inimicato. E la cosa non mi piace, perch Laumier  vendicativo e....
E ha il malocchio.
Ride?.
Non ebbi il tempo di rispondere. Continu: Le dicevo che mi erano tornati in mente alcuni
dettagli. Ha mai sentito parlare di Pierre Lunel?.
Pierre Lunel?.
Quanto ancora doveva durare quella fantasmagoria di nomi? Era possibile che, ogni volta che
ne sentivo pronunciare uno, i miei sensi si allertavano, la mente si tendeva, come se dietro quel nome e
lessere che lo portava ci fosse qualcosa di strano da cogliere? Manganico... Laumier... Adesso, Pierre
Lunel...
...Vagamente.
Era un attore. Lha sicuramente visto recitare. Circa due anni fa doveva firmare con Laumier.
Laffare non  mai stato concluso, perch Pierre Lunel ha preferito impegnarsi con un altro produttore,
mandando Laumier su tutte le furie. E cos Laumier giur che la cosa non avrebbe portato bene a
nessuno e, neanche a farlo apposta, Pierre Lunel era un drogato, un drogato guarito, ma....
S, s. Ora ricordo, Montferrier mi ha raccontato la storia. Questo Lunel  ricaduto nel vizio,
con pi foga di prima, e il film, che era stato iniziato, non  mai stato finito o  stato finito male e ci
hanno rimesso tutti un sacco di soldi.
Esattamente.
E lei teme che Laumier....
Ci vedo una dimostrazione del suo malocchio....
Malocchio? Direi occhio per occhio!
Ecco perch ritengo utile che lei continui a sorvegliarlo.
Benissimo. Far il possibile.
Uscii dalla cabina telefonica madido di sudore. Tornai al Cosmopolitan e chiesi se, oltre
allelenco telefonico e allannuario delle celebrit, non avessero anche il dizionario biografico del
cinema. Ce lavevano. In caso contrario ne sarei rima sto molto sorpreso. Cercai in quel libro la voce
dedicata a Jacques Dorly, il regista, annotai i numeri di telefono accanto al suo nome e indirizzo e
tornai alla cornetta. Non trovai Jacques Dorly, ma unindicazione sul posto dove avevo la possibilit di
trovarlo, verso le nove di sera: il Fouquets. Bene. Approfittai ancora del libro per vedere cosa cera
scritto su Laumier. Non molto e, in ogni caso, nulla che gi non sapessi eccetto che, in aggiunta ai
domicili che gi conoscevo (e che non erano menzionati), vale a dire il Cosmopolitan e i Pins Parasols,
il grosso produttore ne aveva un altro, oltre alla sede della sua ditta. Domicilio probabilmente
coniugale, che doveva aver lasciato alla moglie al momento della separazione, situato in rue de
Moscou. Decisi di andare a dare unocchiata, giusto per rendermi conto se la signora Laumier era o
meno una megera.
Un buco nellacqua. Mi ero preparato tutta una serie di domande per far parlare la portinaia, ma
non mi furono di alcuna utilit. Lelenco che avevo consultato non era aggiornato. Il signore e la
signora Laumier avevano effettivamente abitato l, ma si erano trasferiti da quasi due anni, mi spieg la
comare.
Lei per caso non ha il nuovo indirizzo?, chiesi.
Lavevo. Per far arrivare loro la posta, capisce? E devo avercelo ancora. Ma dovrei cercare tra
le mie carte... E dopo due anni....
Le feci scivolare in mano una banconota.
Nel caso lo ritrovasse... mi chiamo Burma. Sto al Cosmopolitan, Champs-lyses. Grazie in
anticipo.
Grazie a lei. Ci guarder... ma non le prometto nulla, signore.
Staremo a vedere. Mi dica, come andava il matrimonio?.
Come tutti i matrimoni.
Vale a dire?.
Litigavano spesso.
....
..
La terrazza del Fouquets era strapiena di avventori che si godevano il caldo davanti a bicchieri
appannati pieni di liquidi multicolori. Minfilai tra i tavoli, sfiorando qualche celebrit della settima
arte: Jacqueline Pierreux, Annette Poivre, Yves Deniaud ecc. Un cameriere mi indic gentilmente dove
si trovava Jacques Dorly tra quella folla: allestremit della terrazza, verso avenue George V, in
compagnia di due signori e di Sophie Desmarets. Laffascinante ragazza dellex direttore del Vl dHiv
stava sicuramente impreziosendo la conversazione con una delle sue divertenti battute, perch tutti al
suo tavolo stavano ridendo.
Mi scusi, signor Dorly, dissi.
Mi guard.
Ci siamo gi incontrati, aggiunsi.
Gi rideva molto meno degli altri. Allimprovviso smise anche di sorridere:
Certo, come posso dimenticarlo, sospir. Cosa....
Potrei parlarle per un paio di minuti?.
Si alz, si scus con i presenti e mi port sulla strada. S?.
Vorrei farle qualche domanda, dissi. A cui lei non  in alcun modo tenuto a rispondere. Non
sono uno sbirro ufficiale....
Uhm... perch, gli sbirri ufficiali.... (Corrug la fronte). Quindi ci sono complicazioni?.
Non proprio. Posso farle le mie domande?.
Daccordo.
La signorina Ponceau non lavorava pi da anni, quando lei le ha offerto un ruolo nel suo film.
Questo lo so. Ma non era stata interpellata anche da altri produttori prima di firmare per Le pain jet
aux oiseaux?.
Nessuno pensava a Lucie. Sono stato lunico ad avere lidea di riportarla in sella.
Ne  sicuro?.
Certissimo.
Bene. Allora ha girato il film. Ma gi durante le riprese correva voce che la sua vedette fosse
assolutamente straordinaria, giusto?.
S.
In quel momento, alcuni produttori concorrenti non potrebbero aver tentato di convincere la
signorina Ponceau... per il futuro?.
S.
Sa chi sono?.
Non so se....
Ormai li trover comunque, signore.
Uhm... due produttori si fecero avanti: Chaunel e Rouget. Ma Lucie ha rifiutato e loro non
hanno insistito.
Due produttori?.
S.
Solo i signori Chaunel e Rouget?.
S.
Nessun altro? Ci pensi bene, signor Dorly.
Perch pensarci? Sono comunque pi informato di lei sulla questione, no?.
Certamente. Ma  che... Vede, mi era parso di capire che il signor Laumier... il signor Henri
Laumier....
Laumier?, scoppi a ridere lui. Da dove diavolo arriva questa idea?.... (Mi guard con gli
occhi spalancati e laria di pensare: Be, vecchio mio, come detective... speriamo ce ne siano di
migliori sulla piazza, senn siamo messi proprio male!).
Laumier non si  mai interessato a Lucie, n da vicino n da lontano, e del resto lei non era
unartista che potesse utilizzare.
Nessun dubbio?.
Nessun dubbio possibile.
Allora mi scusi per averla disturbata.
Ci stringemmo la mano e lui torn dagli amici. Passeggiai un po per il viale, succhiando la
pipa. Vediamo... Tony Chiarente, un ex tossico che non sembra interessato a ricominciare... Lucie
Ponceau, una donna che non si era mai drogata ma che si suicida con loppio... Pierre Lunel, un
ragazzo che ricade nel proprio vizio e mette tutti nei casini... E qual era laltro tizio che aveva la stessa
storia, citato da Montferrier?... Ehm... Raymond Mourgues, eh? S, lui. Raymond Mourgues.
Entrai nel primo bistrot democratico che trovai. Ancora una telefonata. Se la signorina Annie
fosse stata in casa per rispondermi... Cera.
Sono ancora io, dissi. Non la chiamo per darle informazioni, ma per chiedergliene. Il signor
Montferrier, oltre alla storia di Pierre Lunel, me ne ha raccontata unaltra simile, quella di Raymond
Mourgues. Un altro ex tossico che ha ceduto alla tentazione e compromesso il film che stava
interpretando. Lei meglio di me pu sapere se questo attore abbia avuto, a un certo momento, rapporti
con Laumier. Immagino che lei non sia in grado di rispondere cos, di punto in bianco, vero?.
No, fece la signorina Annie. Ma posso informarmi.
Gliene sarei grato.
Lo far domani mattina, per prima cosa. Centra qualcosa...?.
Non lo so. Ma vorrei saperlo, ecco tutto.
S, lei vorrebbe sapere se Raymond Mourgues sia stato in trattativa con Laumier per un film,
disse lei lentamente. E se  cos... se Raymond Mourgues non abbia preferito un altro produttore a
Laumier e se la sua passione per la droga non sia stata conseguente a questa rottura....
Qualcosa del genere, s.
E se cos fosse, disse lei con aria trionfante. Alla fine crederebbe al suo malocchio?.
Risi:
Ebbene, no, signorina. Meno che mai. E riattaccai.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Agguato al buio.
...
.
...
Rientrai al Cosmopolitan, mi feci portare qualcosa da mangiare in camera, lo divorai e me ne
andai a letto. Al momento non avevo nulla di meglio da fare. Presi un libro e iniziai la lettura fumando
la pipa. Leroina del romanzo, come molte eroine dei romanzi doggi, non poteva resistere tre pagine
senza denudarsi e stava cominciando a slacciarsi la camicetta quando mi assopii. Davvero
appassionante. Il telefono mi richiam alle buone maniere. Pronto!.
Buonasera, signor Burma. Sono.... Era Adrien Froment.
Ah! Buonasera, feci io. Ha gi riflettuto?.
Ecco... pensavo che un altro breve incontro.... Sinterruppe, improvvisamente imbarazzato,
come se si stesse pentendo di qualcosa.
Dissi:
 a casa? Se vuole posso fare un salto da lei.
Sospir:
Se vuole.
Riattacc. Rivestendomi, pensai che il signor Adrien Froment stava perdendo la calma. Non
aveva concluso laffare con Laumier e il bisogno di denaro lo spingeva a fare qualche imprudenza, per
quanto astuto e scaltro fosse. Tanto valeva andarlo a trovare e farlo aspettare a mia volta fino a quando
il signor Montferrier, informato, non decidesse le misure necessarie. Scesi, tirai fuori dal garage la mia
auto a noleggio e mi diressi verso me Jean-Goujon, prendendo avenue George V. Arrivai in place de
lAlma.
Non cera molto traffico. Era un orario tranquillo. Una grossa auto lampeggi improvvisamente
prima di spegnere i fari e dirigersi verso di me con tutta laria di un bolide malintenzionato. Tentai una
disperata manovra con il volante, ma non sempre si  fortunati. Ci sono anni in cui place de lAlma si
trasforma in un cantiere. Ci sono anni in cui brontolo tutte le volte che ci passo. Ho avuto ragione di
brontolare e di vedere di cattivo occhio quei lavori. Per evitare il pazzo che voleva venirmi addosso,
sfondai una protezione, travolgendo le lanterne rosse che segnalavano il pericolo e, in un frastuono di
vetri rotti, finii dentro una cavit del terreno nauseabonda e umida. Mi sembr anche che la mia caduta
fosse salutata da uno sparo, ma non ne sono certo. Dopo lincontro con Clovis, diversi rumori mi
rimbombavano in testa.
....
..
Pi paura che altro, si direbbe, fece un tizio che era sceso nel buco e mi guardava di l dal
finestrino.
Sembrava il guardiano del cantiere, con una zazzera da vagabondo. La sua giusta osservazione
valeva pi o meno anche per lauto a noleggio, ma cera da dubitare che al garage specializzato me ne
avrebbero concessa unaltra. Con il muso era finita contro un mucchio di detriti, provocato forse dalla
sua caduta, evitando per un pelo una trave che lavrebbe trafitta da parte a parte. La catastrofe non si
era verificata solo perch laltro, urtandomi per completare lopera, mi aveva fatto deviare. Ma il
parabrezza e un parafango erano da sostituire. Personalmente, avevo avuto la fortuna di essere stato
sbalzato dal sedile, cosa che aveva impedito alla mia cassa toracica di essere schiacciata dallimpatto
con il volante. Mi ero solo un po ammaccato la testa, ma niente di grave. Aprii la portiera, il cui
meccanismo non era stato danneggiato, e uscii dalla vettura inclinata. Attorno al buco erano chinati
cinque o sei curiosi, delusi di vedermi uscire praticamente indenne. Con laiuto del guardiano mi issai
fuori dal buco.
Che botta!, disse qualcuno.
In effetti, approvai. Avete visto niente?.
 stato speronato.
Da cosa?.
Una grossa auto.
Una Cadillac?.
Non saprei. So solo che era unauto grossa, come se ne vedono parecchie.
Avete avvertito la polizia?.
Eccola che arriva.
Unauto di servizio si annunciava a sirene spiegate.
Dite loro che torno subito, lanciai.
Scartai i curiosi e mi misi a correre. Feci il giro del piccolo quadrato di place de la Reine-Astrid
e mi infilai in rue Jean-Goujon. A casa del signor Adrien Froment, mi apr la cameriera:
Desidererei vedere il suo capo, dissi.
 uscito, signore.
Da parecchio?.
No, da non molto.
Con la sua auto?.
Il signor Froment esce sempre in auto.
Sa dov andato?.
No, signore.
Tornai in place de lAlma. Si erano aggiunti alcuni curiosi e cinque o sei poliziotti.
Ecco il signore, fece il guardiano del cantiere.
Da dove viene?, fece uno degli sbirri.
Ho fatto quattro passi per schiarirmi le idee.
Mi sembra tutto piuttosto strano. Andiamo in commissariato.
Mi fecero salire in auto e arrivammo al commissariato di rue Clment-Marot. L, i poeti del
luogo cominciarono a rompermi talmente le scatole che vidi un solo modo per tirarmene fuori:
chiamare Florimond Faroux in mio soccorso.
Fatemi telefonare, dissi. In commissariato o a casa.
Lo faremo noi, fece un agente.
Poco dopo torn con un ampio sorriso:
Casca proprio a fagiolo. Il commissario Faroux la stava cercando.
E mi afferr per un braccio, come temesse che prendessi il volo. Eppure non tirava un alito di
vento.
....
..
E allora?, fece Florimond Faroux, rollando una sigaretta. Cos questa grana che ha avuto in
macchina?... Lei e le sue macchine!.
Accese la sigaretta e soffi fuori il fumo che, da perpendicolare che era alla bocca, prese a
volteggiare alla luce della lampada da tavolo per poi sfilacciarsi verso le tenebre del soffitto. Faroux
sospir. La lampada verde proiettava il riflesso del suo malsano colore sul volto stanco del
commissario.
S, lei e le sue auto!  stato un incidente?.
Non perdiamo tempo con i giochetti, feci io. Chiamiamolo pure attentato. Nellambiente del
cinema ci si fa facilmente dei nemici.
Il cinema! Lasci perdere il cinema. Se fosse solo quello! Ha qualche sospetto?.
Nessuno.
Come vuole. In ogni caso, ci ritroveremo come sempre al palo darrivo. Allora... a proposito
di cinema e macchine. La sua auto, quella in mano a noi,  davvero unauto da film:  sempre al centro
di un colpo di scena. Abbiamo esaminato le impronte rilevate sul suo carro funebre. A parte due serie 
e una di queste impronte non  ripetuta troppe volte perch si tratta di un tizio prudente  sono tutte
sconosciute alla Scientifica. Nessuna appartiene ai membri dellex cricca di Venturi, per esempio... ma
quel delinquente potrebbe sempre aver rinnovato il personale. Comunque sia, restano altre due serie.
Sorvoliamo sulla prima, che appartiene a un farabutto buono a nulla, una mezza calzetta di nome
Marcel Pommier, che forse ultimamente ha cercato di fare un po di strada e che non tarderemo a
prendere. A quel punto forse non saremo lontani da prendere anche laltro, che invece  un tipo scaltro
che lascia poche impronte perch lui, che non  nato ieri, lavora con i guanti. Ma sa, quando fa caldo,
come adesso, si suda e i guanti impicciano.... Riprese fiato:
Limpronta  un po confusa, ma sembra che sia quella giusta. E se becchiamo questo tizio,
sar anche un po grazie a lei e alla sua abitudine di immischiarsi in cose che non la riguardano.  per
questo che non mi mostrer troppo ingrato nei suoi confronti.
Gli occhi al soffitto, le mani incrociate sulla pancia, sembrava prossimo a uno stato destasi.
A sentire lei, dissi, sembra che si tratti di Adolf Hitler in persona. Ma credevo che fosse
morto.
Anche questo lo credevamo morto. Ma sembra che non lo sia. Sembra che Blanchard sia
ancora di questo mondo.
Ma senti, senti!, fischiettai. Blanchard! Jerome Blanchard, eh?.
S, lo conosce?.
Mi sono dedicato a una piccola inchiesta.... E gli ripetei quello che mi aveva raccontato
Mandolino-in-ghingheri, senza nominare il mio informatore.
Non  andata proprio cos, obiett Faroux. Quel Blanchard  un vero duro.  ricercato
dallInterpol. Le far vedere la scheda.
Cerc tra le sue carte senza trovare nulla. Ne ha avuto bisogno Fabre. Vado a vedere sulla sua
scrivania....
Si alz, and nella stanza accanto, lasciandomi solo con la mia pipa. Allimprovviso, mi sembr
di non essere pi l per il mio pseudo-incidente, per Blanchard, la sua droga, lInterpol e compagnia
bella. Ero l per... maledizione. Una fitta nebbia dappertutto. Non cerano dubbi! Avevo delle fughe dal
cervello. La suoneria del telefono sgretol il silenzio notturno. Nellufficio vicino, Faroux sollev la
cornetta, ascolt, imprec, riattacc. Io continuavo a cercare di coordinare i miei pensieri. Il
commissario rientr di volata, spegnendo il fuoco fatuo che saltellava dietro la mia fronte corrugata.
Anche lui era corrugato. Si lasci cadere sulla poltrona e imprec, poi:
Fabre si deve essere portato via la scheda di Blanchard. Gliela far vedere domani. Ma non
credo che lei abbia mai avuto occasione di incontrare quel delinquente.
Conclusione di tutto ci?.
Conclusione? Lucie Ponceau  morta e non voglio infangare la sua memoria ma, pi vado
avanti, pi mi convinco che doveva avere rapporti con tutti questi malviventi che ci ritroviamo tra i
piedi da qualche giorno: i Venturi, i Manganico, i Blanchard. Sebbene ancora non capisca quali, il suo
suicidio ha sicuramente avuto degli effetti.
Manganico, feci. Ecco un altro nome che conosco. Uno spacciatore arrestato alla frontiera,
vero?.
S, rispose con una smorfia Faroux.
Al suo posto, mi concentrerei sul Mangiaspaghetti. Da qualche tempo, nel settore droga era
tutto tranquillo, mentre ora sembra esserci parecchia agitazione, vero? Riappare Blanchard, il ladro del
pi grosso stock mai visto; Venturi, che dice di essersi ritirato dagli affari, si comporta come un ladro;
questo Manganico viene a fare un giretto in Francia... Io indagherei su di lui. Forse aveva un
appuntamento con Blanchard e attraverso lui....
 unidea, rise dolorosamente il commissario. Lei ha tante buone idee. Io ho tante buone
idee. Noi abbiamo tante buone idee. Ci ho pensato a Manganico, vecchio mio. Mi sono messo in
contatto con Lione, dove era in carcere e da dove mi hanno appena telefonato. Manganico  evaso e c
stato un agguato. Seguiranno dettagli. Ma io me ne frego dei loro dettagli!
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Finalmente si fa giorno.
...
.
...
Tornai al Cosmopolitan stanco, malmesso e sempre con limpressione di aver dimenticato
qualcosa al Quai des Orfvres: una domanda da fare o un dettaglio da approfondire. Diedi istruzioni
alla reception di non essere svegliato prima di mezzogiorno per nessun motivo e salii a dormire. Non so
se tutto ci sarebbe piaciuto a Miss Grace Standford. Era una vedette piuttosto tranquilla.
Mi alzai a mezzogiorno e a mezzogiorno e un quarto si annunci Marc Covet.
Non ci vediamo da un pezzo, disse. Gi.
Le  capitato qualcosa?. SI.
Gli dissi cosa. Avevo appena terminato il mio racconto quando fui chiamato al telefono. Era la
signorina Annie, la briosa signorina Annie:
Ho delle informazioni su Raymond Mourgues, disse. Laumier, come si diceva, non lha mai
avuto in scuderia. E non ha mai avuto neanche lombra di un progetto di lavoro insieme a lui. Laumier
e Mourgues sono sempre stati due sconosciuti, luno per laltro... dovr rivedere la mia teoria sul
malocchio, aggiunse allegra e sorridente.
Forse. Mi scusi per averla disturbata. Oh! Aspetti... la casa di produzione per cui lavorava
quellattore, quando si  ripreso dalla droga, non aveva mai avuto guai con Laumier?.
Oh! Sa... Laumier  sempre stato, in un modo o nellaltro, in conflitto con i colleghi.
Ah! Capito. Grazie ancora. Ho intenzione di rivedere il signor Froment, oggi. La terr
aggiornata.
Riattaccai.
E allora?, fece Marc Covet, interessato.
Come vuole il magico mondo del cinema. Comincio anchio a collegare... Mi sembra di
vedere qualche giornale uscirle dalla tasca....
Lultima edizione del Crpu.
Si parla dellevasione di Enrico Manganico?.
In lungo e in largo.
Presi la copia che mi porgeva. Levasione era avvenuta mentre il trafficante veniva trasferito da
un penitenziario a un altro. Lauto era stata attaccata da gangster in motocicletta, dai complici. Cerano
due morti, ma solo uno veniva compianto: il rappresentate dellordine che si chiamava Lavrune.
Laltro era un malvivente. Non si chiamava. Non aveva alcun documento addosso, nessun segno di
riconoscimento sugli abiti, ma, siccome si trattava verosimilmente di un pregiudicato, non avrebbero
tardato a identificarlo. Manganico era scomparso a bordo del mezzo usato dai complici e tutte le
ricerche per ritrovarlo erano state, per il momento, vane...
Tutto questo gi lo sapevo. Lavevo saputo durante la notte, dalla viva voce di Florimond
Faroux. Ma non sapevo chi fosse il malvivente ucciso. Le Crpuscule, sempre sensazionale,
pubblicava la foto. Era giovane, con labbra sottili che la morte assottigliava ancora di pi. Gli occhi
senza vita, fissi, erano leggermente sporgenti, ma senza nulla di bovino. Il signor Clovis. Non avrebbe
pi colpito nessuna preziosa testa di detective privato. Era...
Il telefono mi riport al presente. Una voce sconosciuta disse:
Signor Burma?.
S.
Sono la signora Michon. Ricorda? La signora Michon. La portinaia di me de Moscou.
Ah! S, s. E allora?.
Ho ritrovato il nuovo indirizzo del signore e della signora Laumier. Quando sono andati via di
qui, si sono trasferiti in boulevard Malesherbes, 78 bis. Ho perfino il loro numero di telefono e quello
della portinaia.  una casa molto elegante. La portinaia ha il telefono. Devessere molto comodo.
Allora, ecco i numeri: MADeleine 12-34 e MADeleine 56-21.
Grazie, signora Michon.... (Riattaccai). MADeleine 56-21... Chieder comunque alla
portinaia se la signora  in citt al momento....
Feci chiamare MADeleine 56-21 e la portinaia di quelledificio di lusso, una persona dalla voce
giovane, mi rispose che la signora Laumier era partita per lestero il gennaio scorso, tra il 10 e il 15, o
qualcosa del genere. Perfetto. Ecco perch Laumier non temeva, se non di ostentare il rapporto con
Denise Falaise, perlomeno di andare a stare da lei quando lattrice non cera. La sua leonessa era
allestero dal 10 o dal 15 di gennaio.
Il 15 gennaio, ripetei. Oh! Per Dio! Il 15 gennaio. Tra il 10 e il 15 gennaio!.
E allora?, fece Marc Covet. Quella data le ricorda qualcosa?.
S. Il termine. Buon Dio! Covet! Devo bere qualcosa di super forte. Qui hanno tutto ci che
serve ma io ne voglio almeno un litro. Vada dal venditore di liquori di rue Berri e porti la nitroglicerina
pi forte che riesce a trovare....
 un genere di compito che il giornalista-spugna in genere non rifiuta. Si diresse
immediatamente verso la porta che dava sul corridoio, lapr e, fermandosi sulla soglia:
Sembra in piena forma, sorrise.  la data del 15 gennaio o quella storia di Manganico?.
Emisi una specie di ruggito.
Ehi!, fece Covet. Cosa succede?.
Sto per partorire unidea... Ripeta quello che ha detto, lo ripeta!.
Ripetere cosa?.
Manganico!... Meccanico!... E non si muova, Covet... la vedo... la vedo.... (Gli tesi le
braccia come se volessi procedere allimposizione delle mani). Lei ha proprio un bel faccino, un po
idiota, ma grazioso. Labbra rosse, lunga ciglia nere. Una camicetta scollata e una sontuosa capigliatura
castano rossiccio... E sa cosa resta di tutto ci?... Niente!.
Fortunatamente per me, rise. Se la visione fosse durata....
Niente. O cos poco. Cinquanta chili di carne fredda allobitorio... Vada a prendere quel litro,
anzi due. E poi no, scendo con lei. Devo andare dagli sbirri.
Adesso sapevo cosa volevo trovare alla polizia. Quale dettaglio, intravisto quandero ancora
sotto leffetto della botta di Clovis e che da allora mi ronzava in testa. Dovevo verificare.
Florimond Faroux non cera. Lispettore Fabre non fece alcuna difficolt per tirar fuori da un
casellario, dove iniziava a prendere polvere, il pacco contenente gli abiti della povera Monique,
limprudente starlette. Mi si strinse il cuore a rivedere le scarpe col tacco alto, le calze, la gonna, la
camicia, gli oggetti che conteneva la borsa, il rossetto e i due fazzoletti di seta, uno malva e laltro
giallo...
Unidea?, fece lispettore.
S. Solo unidea. La ringrazio... Lei pu cominciare a temperare le matite, dissi a Covet, una
volta fuori. Ma prima devo terminare un lavoro, in me Jean-Goujon.
Lasciai Marc Covet al tabaccaio di place de lAlma e andai a vedere se era possibile incontrare
Adrien Froment. La governante mi disse di s.
Ebbene, feci, prima di annunciarmi, mi porti al garage.
Al garage?.
S, voglio dare unocchiata alla Cadillac. Ma....
Se non la vedo, mander la polizia a esaminarla. La polizia... va bene.
Mi port al garage, situato dallaltra parte del cortile, in vecchie scuderie nascoste da alberi. La
Cadillac 980-BC-75 scintillava come una moneta fresca di conio. Nessuna traccia di ammaccatura da
nessuna parte. Ne ero quasi certo, ma era meglio assicurarsene. Tre minuti dopo ero davanti al suo
proprietario.
Mi scusi per il ritardo, dissi. Avevamo appuntamento la notte scorsa.
Gi, borbott Froment. E siccome oggi non  ieri....
Esatto, mi ritiro. Ma lei deve capire una cosa. Non cerchi di fregare Montferrier. Il gruppo che
rappresento: tutte balle. Rappresento Montferrier. Quindi, fili dritto. Altrimenti la faccio sbattere in
galera. E subito. Mi basta chiamare gli sbirri.
Lei ha laria di essere uno strano tipo.
Insieme facciamo una bella coppia.
Chiamare gli sbirri! E per chi? Non mi prenda in giro, Nestor Burma.
Non scherzo.
Non possono arrestarmi.
S, amico mio.
Con quale accusa?.
Quella che fornir io. Ieri sera mi ha telefonato al Cosmopolitan per dirmi di venire da lei.
Appena riattacco, lei prende lauto e se ne va. Io, nel frattempo, mi appresto a venire qui. Lei mi sta
aspettando al varco... e mi fa sbandare nel cantiere di place de lAlma, come un pagliaccio qualsiasi.
Ma non  vero!.
Lo so. Non parlo dellincidente. Lincidente, o meglio, lattentato,  successo davvero. Ma lei
non centra. Quello che le  successo davvero, glielo spiego subito: lei ha bisogno di soldi; siccome non
pu contare su Laumier, pensa: Posso provare con Burma, che rappresenta questo gruppo anonimo e
pieno di soldi. Ma, durante la conversazione, cambia idea, il suo istinto diffidente ha la meglio, la sua
impulsivit si attenua. Cos accetta che io venga da lei, ma poi fa anche in modo di non incontrarmi.
Peccato che nel frattempo ci sia stato una specie di attentato alla mia vita. Lei non  un assassino, ma il
tutto sembrava proprio organizzato da lei. Io stesso cero cascato.
Ma ora ha capito il suo errore?.
Sudato e affannato, mi ricordava Laumier, anche se meno laido.
S, ma non sono tenuto a riconoscerlo. Ho un alibi.
Benissimo. Stia tranquillo e aspetti un incontro con Montferrier, in modo da mettervi
definitivamente daccordo su questo brevetto per le immagini tridimensionali. Resta ancora il cliente
migliore. Se sapr giocare le sue carte, potr farsi dare anche un milione o due di pi. Non sono forse di
buon consiglio?.
Va bene, disse lui a sua volta. Ah! Non c pace per la gente onesta!.
Lei se ne stia tranquillo, dissi. Daccordo?.
Daccordo.
Bene. Laumier  completamente liquidato?. Completamente.
Quando doveva concludere laffare con lui?.
In questi giorni. La somma annunciata non  arrivata. Ieri ha preso ancora tempo. Ma lei tutto
questo lo sa gi, me ne ha parlato proprio lei.
Stavo solo facendo delle supposizioni. Sono contento di sentire che erano corrette.
Be, complimenti. Lei  un tipo in gamba!.
Metto il mistero knock-out. La tiro per le lunghe per giorni e giorni e poi, zac! A un certo
punto, non si sa perch, dalla mia testa salta fuori una scintilla. Generalmente dopo una bella botta. Ci
sono detective che funzionano ad alcol, birra o tabacco. Io funziono a tabacco, ma soprattutto a botte in
testa. Arrivederci, caro signore.
Lo lasciai, assai frastornato. Andai a recuperare Covet al suo bistrot, un bistrot con il telefono,
tanto per cambiare. Chiamai la Residenza Montferrier:
Missione compiuta, signorina Annie, dissi. Adrien Froment se ne star buono buono. 
neutralizzato. Ma, se fossi al suo posto, consiglierei a Montferrier di tornare qui a regolare questa storia
una volta per tutte.
Grazie, signor Nestor Burma, fece la signorina Annie con voce dolce.
E riattacc.
Avevano tutte una voce cos dolce, quando volevano. La signorina Annie... Denise Falaise...
Monique... Micheline... E in altri momenti... una voce secca, competente... un grido di sorpresa e di
rabbia... sospiri damore o un singhiozzo dagonia... Di Micheline non lo sapevo. E nemmeno di Lucie
Ponceau. La sua voce, sullo schermo, era dolce. Doveva esserlo anche nella realt. Ma non sentivo che
un sussurro... due sussurri... uno rassegnato e laltro... tentatore, insidioso, orrendo. Mi scossi. Avevo
ancora in mano la cornetta. La rimisi a posto.
Restava da fare il peggio.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Droga a volont.
...
.
...
 sempre cos: quando si ha bisogno di loro, gli sbirri non si fanno mai trovare. Florimond
Faroux non faceva eccezione alla regola. Riuscii a vederlo solo piuttosto tardi in serata. Non era per il
momento di perdere tempo.
Quali novit?, chiesi entrando nel suo ufficio, accompagnato da Covet. (Il giornalista non mi
mollava pi).
Nessuna, disse il commissario.
Allora, forse sono arrivato al palo per primo.
Ah? Mi dica, sembra che sia venuto a perquisire gli abiti della morta, eh?.
S. Avevo dimenticato qualcosa.
E cosa?.
Un fazzoletto.
Tra quegli abiti c un suo fazzoletto?.
No, un fazzoletto di Laumier, un produttore cinematografico. Pu preparare un mandato
darresto a suo nome, per omicidio o complicit, forse entrambe le cose.
Cosa sta dicendo?.
La verit. Ma andiamo per ordine. Il suo Jerome Blanchard, ladro, a un certo punto, della mia
auto, e assassino della piccola Monique,  fisicamente... Ha ritrovato la sua scheda?.
S, lei....
Non me la faccia ancora vedere.  un tipo alto e magro, dai lineamenti spigolosi, laria per
niente stupida?.
Effettivamente.... (Mi tese una scheda antropometrica). Allora lei lo conosceva, sospir.
S, ma ero lungi dal sospettarlo.... (Tamburellai la scheda con un dito).  il
tirapiedi-factotum-uomo di fiducia-intimo consigliere di Laumier....
Faroux si limit a borbottare.
 stato identificato il malvivente che ha trovato la morte durante levasione di Manganico?,
chiesi.
Non lo so. Non sono sul posto. Lei, invece, lavr gi riconosciuto, non  vero?.
S.  uno della cricca di Venturi. Un tizio di nome Clovis.
Benissimo, fece il commissario con una calma stupefacente. Immagino che lei sia venuto a
raccontarmi lintera storia, giusto?.
S.
Perfetto, proceda pure.
Venturi ha fiutato il famoso stock di droga che Blanchard ha rubato ai complici. Quello che gli
ho detto su Lucie Ponceau e il passaggio di frontiera da parte di Manganico gli ha messo la pulce
nellorecchio. Perch Manganico non  tipo da spostarsi per niente. Ma Manganico  in galera, Venturi
si dice: Lo libero....
...e lui mi porter alla roba.
Perch la roba? A Venturi la roba non interessa. Ha di meglio da fare. Chi dice droga dice
denaro per comprarla. Manganico non aveva soldi su di s quando  stato arrestato, vero?.
In ogni caso, non la somma necessaria ad acquisti di quel genere. Si sarebbe saputo.
S, una cifra un po superiore al salario base di un addetto alle pulizie. Da qualche parte in
Francia c quindi qualcuno che ha dei soldi. Mettendo le mani su Manganico  perch quellevasione
assomiglia parecchio a un rapimento  Venturi  sicuro di arrivare a qualcosa....
Qualche anno di galera, s.
Non sia spilorcio. Venturi ha immaginato un incontro tra Manganico e Blanchard e non si 
sbagliato. Manganico aveva appuntamento con Blanchard.
Chi glielha detto? Manganico o Blanchard?.
Monique.
La ragazza era coinvolta?.
No. E, da viva, non si dedicava a conversazioni tanto serie.  stato il suo cadavere a dirmelo...
la notte in cui lho trovata nel mio letto, lei stava cercando di sedurre Laumier. Aveva sbagliato stanza.
Quando, sulla soglia della mia stanza, scherzando mi ha detto: A presto, a quando avr incontrato il
meccanico, qualcuno ha capito la frase in altro modo. Laumier stava al mio stesso piano. Laumier o
Blanchard, uno dei due ha capito: Quando avr trovato Manganico. Ho sorpreso un rumore furtivo,
subito dopo aver chiuso la mia porta, quando Monique non era ancora lontana. Era uno di loro due che
andava in fondo al corridoio per vedere il volto di quella ragazza che usciva dalla stanza di un
detective, incaricata di una precisa missione. Perch, come tutti, sapevano chi ero  lex guardia del
corpo di Miss Grace Standford  e che io abbia in qualche modo tentato di entrare in rapporto con
Laumier al Camera-Club forse li aveva spinti a tenermi docchio. La sera successiva, immagino che
Monique abbia fatto un nuovo tentativo e sia riuscita ad arrivare fino a Laumier. Il fazzoletto che 
ancora nella tasca della sua gonna appartiene a lui.
E avrebbe sorpreso il loro traffico?.
S. Non dimentichi che deve essere successo la sera in cui Lucie Ponceau si  suicidata con
loppio.
E allora?.
 stato un suicidio aiutato. Quel Laumier  crudele, vendicativo. Due esempi di vendetta messi
in atto nel passato: ai danni della ditta X... che gli aveva soffiato lattore Pierre Lunel. Lui approfitta
del fatto che Lunel  un ex tossico per fargli tornare la voglia di morfina e oppio, impresa che non deve
essere stata difficile. Ed ecco che Pierre Lunel non riesce pi a lavorare seriamente, il film viene
bloccato e la ditta X... avvelenata a sua volta. Il nostro produttore si  vendicato. Stesso scenario per
quanto riguarda lattore Mourgues, con una sola variante. Nessuno lha portato via a Laumier, ma
lattore lavora con un produttore con cui il nostro  probabilmente in rotta. E il tallone dAchille di
questo produttore  proprio Mourgues, anche lui ex tossicodipendente come Lunel. Basta procurargli la
droga a buon mercato. Laumier  uno spilorcio, ma fa tacere la propria avarizia quando  spinto
dallodio...  in quel periodo che deve essersi legato a Blanchard. Blanchard era sicuramente il suo
fornitore. In seguito, dopo il famoso colpo di Blanchard, colpo fatto a scapito dei suoi complici, devono
essere entrati in societ, se cos si pu dire.
Florimond Faroux si lisci i baffi.
Prima parlava di Lucie Ponceau, disse lui.
Invidioso di vederla tornare al successo, deve aver approfittato del fatto che aveva manifestato
la morbosa intenzione di farla finita. Lei non centrava nulla con gli spacciatori.
Cos ne avrebbero parlato, Monique avrebbe sorpreso la loro conversazione e....
S. E lo stesso  accaduto a Jules Rabastens. Voleva superare Marc Covet, qui presente.
Essermi pi utile di Marc Covet. E non ce lha fatta.
Uhm... e secondo lei dove sarebbe successo tutto questo? Al Cosmopolitan, sul serio?.
Ai Pins Parasols, a Neuilly, in una villa di propriet di Denise Falaise, dove lei avr
sicuramente a cuore di andare a verificare quanto sto dicendo.
S, credo che ce ne saranno parecchie di cose da verificare. Denise Falaise! Ed  coinvolta
anche lei?.
Niente lo lascia intendere. Sanno come allontanarla, quando necessario.
Tanto meglio per lei. Ma le vorrei far notare... Non so se Monique, che  stata ritrovata nel
bagagliaio della sua auto, sia stata uccisa ai Pins Parasols, ma Rabastens  stato ammazzato a casa sua.
Chiaramente, visto che lei la sa pi lunga di me....
Non si agiti, vecchio mio. Sa bene che Rabastens  stato ucciso in due tempi, se cos si pu
dire. Prima riceve un bel colpo in testa, che serve a farlo stare tranquillo. Ma evidentemente lui
riprende i sensi, riesce a scappare e invece di andare ad avvisare la polizia, come farebbe una qualsiasi
vittima di aggressione notturna, torna a casa perch, dal punto di vista professionale, ha appena
scoperto cose sensazionali che chiedono solo di essere messe su carta. Ma Blanchard si accorge che
Rabastens  scomparso, corre a casa sua (conosce lindirizzo dai documenti del giornalista) e gli rifila
un secondo colpo che lo manda al Creatore.
Uhm.... (Mugugna spesso Faroux). Uhm... E Monique? Come spiega il cadavere nel
bagagliaio della sua macchina?.
Molto semplicemente, sempre se cos si pu dire. Il corpo di Monique  ai Pins Parasols 
nella ghiacciaia, per esempio, perch no?  quando si offre loro loccasione di giocarmi un brutto tiro.
Senta in quali circostanze. Vado a trovare Laumier allo studio. La mia visita lo coglie di sorpresa. Mi fa
aspettare oltre ogni ragionevole limite. Perch? Per avere il tempo di avvertire e chiamare con s il vero
capo, Jean il tirapiedi, alias Jerome Blanchard. Quindi, sotto la sorveglianza di Blanchard, mi racconta
la storia della sua tirannica moglie e dei sospetti che nutre nei miei riguardi. Ci credo perch in quel
momento ignoro che sua moglie  allestero da gennaio. Non so se in quel momento si rendono conto
che sto semplicemente rispondendo  in ritardo  alla telefonata di Laumier, telefonata che lui mi ha
fatto per sondare il campo, quando tutto era ancora tranquillo. Non capiscono che non sto cercando
nulla di speciale e si fanno strane idee in testa. In ogni caso, c un modo semplice di neutralizzarmi. Se
nella mia auto viene scoperto un cadavere, gli sbirri, con cui non sempre sono in ottimi rapporti, mi
toglieranno per un po dalla circolazione. Blanchard  un uomo che non ha paura di niente e riesce a
prendere decisioni con estrema rapidit. Senza annunciarlo, se ne va a mia insaputa. Poi telefona a
Laumier, chiedendogli di trattenermi il pi a lungo possibile. Paonazzo e sudato, Laumier svolge come
pu quel compito relativamente semplice. Io sono un tipo curioso. Nel frattempo, al volante della mia
auto, Blanchard si fionda vero i Pins Parasols, mette il cadavere di Monique nel baule e torna a
parcheggiare lauto l dove lha presa, nel cortile degli studi. Il cerbero degli studi emerge dalla propria
sonnolenza solo per gli estranei allingresso. Laumier, spossato dalla paura, sfinito dalla tensione
nervosa, interrompe le riprese del film. E io me ne vado... con Monique a carico, passeggera
clandestina. E quando torno a casa, pi tardi, ho limpressione di lasciarmi dietro un odore di cadavere
raccolto nellappartamento di Rabastens.
Uhm, fece Faroux. Ma il furto della sua auto? Non c stato il furto?.
C stato. Ma Venturi e compagnia bella non centrano nulla. Quando avrete preso laltro tizio
che ha lasciato le impronte, Poirier o Pommier....
Pommier.
Vedr che  lui il ladro. A un certo momento si  accorto di cosa stava trasportando e ha
preferito abbandonare limpresa.
Incredibile, disse Marc Covet.
E insperato per Blanchard, proseguii. A questo punto  al di sopra di ogni sospetto. In ogni
caso, ieri, quando arrivo ai Pins Parasols, la mia mossa lo preoccupa. E si sbarazzerebbero volentieri di
me se un gruppo di giovani imbecilli  che siano benedetti  non avesse gli occhi continuamente fissi
sulla villa, nella speranza di vedere un centimetro quadrato di pelle di Denise Falaise.
Ma dov, questa Falaise?, chiese Faroux.
Sulla Cosa Azzurra. Montferrier lha portata via....
Spiegai con quali intenzioni.
E il suo incidente in place de lAlma?.
Sicuramente un colpo di Blanchard. Voleva rifarsi dello smacco pomeridiano.
Uhm... quindi, secondo lei, Blanchard e Laumier erano soci?.
S. In un ambiente diverso, allombra di Laumier, Blanchard passava inosservato. Cosa che
non gli impediva di tenere le antenne bene allerta, fuori frontiera, per negoziare lo stock. Laumier
pensava sicuramente che lincasso di tutta quelloperazione gli avrebbe permesso di neutralizzare
Montferrier e gli altri produttori, assicurandogli lesclusiva di un metodo di ripresa tridimensionale.
Credo che la vita umana non abbia alcun valore agli occhi del signor Blanchard. Per farla breve,
larresto di Manganico ha compromesso loperazione e lirruzione di Nestor Burma sulla scena non ha
certo aggiustato le cose. E adesso, commissario,  abbastanza informato per passare allazione?.
Uhm..., borbott. Tutto questo  molto ben congegnato, ma bisogner verificarlo. Quanto
allazione....
Si alz e and alla finestra:
 notte, disse. Lora legale, per questo genere di esercizi,  passata.
Lora legale? Ci scapperanno tra le gambe, Faroux. Anche se io, poi, in fin dei conti me ne
frego... Ma credevo che lei qui avesse orologi regolati sullEuropa centrale o il Sudamerica, orologi
che mostrano lora legale, solo lora legale....
In effetti, ho due o tre di questi esemplari, sorrise. Ma vi ricorriamo solo in circostanze
eccezionali. Tutto quello che posso fare... Dopotutto, la notte  bella e dolce... a un poliziotto non 
vietato approfittarne. Andremo a fare un giretto al Bois de Boulogne. Pu sempre servire.
E difatti serv.
In un cielo senza luna, scintillavano milioni di stelle. Guidavamo in silenzio in direzione dei
Pins Parasols. Eravamo quattro, nella macchina della Prefettura: Marc Covet, Florimond Faroux,
lispettore Fabre e io. Guidava lispettore Fabre. Allimprovviso, per poco non ci scontrammo con
unaltra auto. Lincidente mi mise sullattenti. Il tizio, che arrivava in senso opposto, guidava a zigzag
che era una meraviglia. Piomb verso il fosso e ci sbarr la strada. Lispettore Fabre gli indirizz un
colpo di clacson, cui non ci fu risposta. Bisognava fermarsi. Ci fermammo.
Cos questa storia?, grid Faroux, pi sbirro che mai. Vado a dire due parole a
quellubriacone.
Scese e si diresse verso lauto. Lo seguii. Lauto era una Vedette. E lo era anche il tipo al
volante, privo di sensi.
Buon Dio! Nestor Burma!, esclam il commissario. Sembra il suo cliente.
S, dissi.  Tony Charente.
Cosa combina da queste parti?.
Potremmo chiederglielo.
Aprii la portiera. Una scatola rotonda, metallica, di quelle usate per le pizze dei film, mi cadde
sui piedi. La raccolsi, la appoggiai sul sedile, accanto a Tony Charente, e cominciai a scuotere lattore.
Che cosa ha alle caviglie?, chiese lispettore Fabre che, con Marc Covet, ci aveva raggiunti.
Abbassai lo sguardo:
Una corda. Una corda rotta....
E per non stava girando un film, osserv il giornalista.
Ne ho abbastanza di cinema e commedie, tagli corto Faroux.
Continuai a scuotere lamato dalle donne, il quale apr prima un occhio, poi laltro, quindi li
richiuse entrambi e gemette.
Clovis  morto, dissi, ma c comunque gente in gamba con le botte in testa.
Tony Charente apr completamente gli occhi, guardandosi in giro con aria smarrita. Si port le
mani alla testa: Maledetto tirapiedi. Che razza di botta.
Mi riconosce?, dissi.
Sbadigli: Salve, Burma.
Abbiamo fatto una visitina a Laumier?.
Non mi parli di quel tizio.
Puzza di alcol.
E allora? Verboten? Sempre Verboten.... (Con uno sforzo si tir fuori dallauto. Strinse sotto
il braccio la scatola della pellicola, presa al volo). Una boccata daria non pu far male, disse lui,
originale quanto i dialoghi cui era abituato.
Che cos sta roba?, chiese Faroux, indicando la scatola del film che scambiava forse per un
camembert stagionato.
Gi le zampe!, grid lattore improvvisamente furioso. Questo  il lavoro di Laumier.
Bobine del suo film. Ce nera un mucchio, in un angolo della villa. Gliene ho portate via due o tre
mentre uscivo, lasciandolo alla sua festicciola mondana. Devo aver perso le altre per strada. Guardate,
ecco cosa faccio io del lavoro di Laumier. Ecco cosa ne faccio io, dei suoi stupidi film!.
Prima che potessimo fermarlo, apr la scatola, con lintenzione di distruggere la pellicola. Il
coperchio metallico rotol a terra, andando a urtare dei sassi.
Cos sta roba?, singhiozz Tony Charente, come in uneco tardiva a Florimond Faroux.
A sua volta gli cadde anche laltra parte della scatola. La quale non conteneva un centimetro di
pellicola, ma era piena fino allorlo di droga.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Il giorno finisce.
...
.
...
Seduto in abiti succinti sul divano del suo bungalow inondato di sole, Tony Charente, con in
testa un turbante di panni umidi, accarezzava il cane chiassone, che al momento scodinzolava in
silenzio. Nemmeno Micheline, promossa infermiera del grande uomo, diceva nulla.
Era un buon nascondiglio, sostenne lattore.
Pellicola vergine, risi. Seguendo le mie indicazioni, il commissario Faroux  andato agli
studi a recuperare il resto dello stock appena arrivato.
Per fortuna che cera lei. Sarebbe potuto sembrare sospetto che un ex drogato andasse in giro
con una tale quantit di roba.
E infatti lo  sembrato, ma non per molto, visto che ora  a casa. Ancora un po dacqua
minerale?.
Tese il bicchiere.
Ho spiegato agli sbirri cosa doveva essere successo, dissi, riempiendo anche il mio bicchiere,
ma di un liquido meno insipido. Che lidea di condividere le luci della ribalta con Denise Falaise la
disgustava e, convinto che alla base del complotto ci fosse lambiguo Laumier, era andato a sfogare la
sua rabbia su di lui, dopo essersi procurato lindirizzo ed essersi ubriacato. Ma nel clan Laumier non
amano gli importuni, da qualche tempo a questa parte. Allora le hanno dato una bella botta in testa e
lhanno nascosta in un angolo, pi o meno legato... Una fortuna che lei sia riuscito a liberarsi e sia
stato abbastanza prudente da non tentare di vendicare quel trattamento poco ortodosso, ma abbastanza
in collera per voler giocare un brutto tiro a quel porco di Laumier e anche abbastanza inebetito per non
accorgersi che stava portando via scatole di pellicola vergine, per cos dire.
Cosa  successo, poi? Sono ancora piuttosto inebetito.
La scoperta della droga e di una riunione da Laumier ha fatto a Florimond Faroux leffetto di
una scarica elettrica. Ha incaricato il suo ispettore di chiamare rinforzi e ha fatto circondare la villa. Poi
mi ha mandato in ricognizione. A volte gli investigatori privati servono a qualcosa. Cerano Laumier,
Blanchard, Manganico, Albert, lamico di Venturi e altri due tizi. Niente Venturi, su di lui mi sono
sbagliato. Levasione di Manganico  stata uniniziativa di Clovis e Albert. Venturi, dopo il nostro
colloquio e di fronte ai progetti dei suoi compari, ha preferito filarsela per non essere compromesso. Ne
avremo la certezza se mai lo prenderanno. Gli altri malfattori, invece, discutevano tra loro. Credo che
cercassero tutti di fregarsi lun laltro. A un certo punto  uscita unauto. Non  andata oltre il primo
sbarramento di polizia. Dentro cerano Albert e i due sconosciuti. Allalba, Faroux ha dato lordine di
attaccare: Manganico e Laumier non hanno opposto resistenza. Blanchard, invece, ha tentato di fuggire.
Gli hanno sparato e lui ha risposto al fuoco. Prima di essere ferito, ha ridotto male uno sbirro e
Laumier. Il poliziotto credo sia stato colpito per caso e che se la caver. Ma Laumier... Per lui non c
stato nulla da fare. Il tiro  stato incredibilmente preciso.
Ah!.
Quel Blanchard  una macchina per uccidere. Hanno trovato tracce sospette, nella villa, che
possono ricondurre alla malaugurata sorte di Rabastens e Monique.
Micheline sospir:
Povera Monique!, disse.
E lauto di Blanchard, ripresi io, la bella vettura che ammiravano le comparse nel cortile
degli studi, mostra tracce di uno scontro.  stato davvero lui che mi ha spedito nel buco del cantiere, in
place de lAlma.
Tony Charente tossicchi:
E Denise Falaise, che cosa sar di lei?.
Lo sapremo oggi pomeriggio. Montferrier la riporter con il suo aereo. Non credo ci sia alcuna
accusa a suo carico. Potranno solo rimproverarle le sue cattive frequentazioni. Non credo fosse al
corrente di nulla.
Insomma, questa storia le dar solo pubblicit!, borbott lui. A meno che... (malgrado il
mal di testa, unito ai postumi da sbornia, il suo volto si illumin...) a meno che non ricada in unaltra
depressione nervosa.
S, dissi. Una depressione nervosa.
....
..
Fantastico!, esclam Montferrier per la decima volta. Si potrebbe farne un film!.
Gli occhi gli brillavano dietro le lenti degli occhiali con la montatura doro. Succhiava la pipa
con frenesia. Eravamo tutti riuniti  il nostro ospite, la sua segretaria, Tony Charente e Denise Falaise
(Micheline era rimasta nel bungalow)  in unampia sala del suo castello cubista, particolarmente
luminosa, con bevande rinfrescanti a pochi metri da noi e, dallaltra parte, un po pi distanti, i fiori del
parco in technicolor. Avevo appena concluso il racconto, in stile Nestor Burma, di quella storia che il
produttore, tra il serio e il faceto, gi immaginava di adattare allo schermo.
Un film in cui ci sarebbe un ruolo riservato alla mia auto, dissi.
E anche a lei.
Oh! Io ho pi che altro bisogno di riposo.
Lo sguardo di Montferrier si sofferm su Denise Falaise, pallida, laria distrutta:
Piccola mia, fece. Anche lei ha bisogno di riposo. Mi chiedo come possa aver frequentato
gente simile....
Oh! La prego, supplic.
Andai in suo soccorso.
Sa, gli assassini e i ladri allinizio sono onesti. E finch non esplode lo scandalo, niente li
distingue da tranquilli e pacifici cittadini. Tutti si possono sbagliare.
Grazie, signor Nestor Burma, fece Denise Falaise.
I suoi occhi orlati di lunghe ciglia mi lanciarono uno sguardo eloquente, che vibrava di
gratitudine. Nella stanza vicina, suon il telefono. La signorina Annie and a rispondere. Torn e disse:
 il signor Adrien Froment.
Ah!.... (Il produttore si alz). Gli affari ricominciano in fretta. Vado a rispondere, Annie.
Ma lei resti con me. Voglio riesaminare quel contratto.... (Si gir verso la star bionda). Lei dovrebbe
andare a stendersi....
S... forse.
Torno al bungalow, disse Tony Charente.
Sembra che ci sia qualcuno ad aspettarla, sorrise Montferrier. Mio caro, fintanto che non commetter sciocchezze di questo tipo... Mio caro Burma, mi scusi, ma se ha voglia di svuotarmi la cantina, la prego, faccia come a casa sua.
Uscirono e restai solo con Denise Falaise. Si era avvicinata alla finestra aperta e guardava il
parco. Alcune farfalle volavano da un fiore allaltro. Si sentiva tubare un colombo e gli uccellini
pigolavano tra gli alberi. Presi la mano dellattrice tra le mie. Era gelida. Feci scivolare le dita lungo il
suo braccio e cominciai a sbottonarle la camicetta. Fino a quel momento aveva avuto le reazioni di un
pezzo di legno, era rimasta muta e immobile. Continu a non dire niente, ma si agit un poco. Lattirai
verso di me, strappandole il tessuto. Apparve la ferita, sopra il seno destro, un seno magnifico.
Se fossi cieco, dissi. Se non avessi visto questo, Rabastens sarebbe ancora vivo.
Lei rimase in silenzio. Il seno, rigonfio, si sollevava tumultuosamente. Non tent di coprirsi.
Dolcemente, come per farle una carezza, appoggiai un dito sulla sua cicatrice:
Tra il 10 e il 15 di gennaio, vero? Il 12, per lesattezza. E non perch era gelosa di quella
ragazza che aveva trionfato in Cette nuit sera la mietine. Ma pur sempre per gelosia. La gelosia di
Rolande Laumier che ha scelto quel giorno per esplodere. La signora vi ha sorpresi insieme, Laumier e
lei. Lei  rimasta appena ferita da un proiettile vagante. Ma Rolande Laumier  morta. Labilissimo
Blanchard, che ci sa fare, deve aver fatto sparire il cadavere, unoperazione che gli ha permesso di
avere definitivamente il controllo su Laumier. A proposito, Blanchard non parler.  un vero duro.
Laumier avrebbe potuto parlare, ma Blanchard lha ammazzato....
Nemmeno lei parl. Dalla finestra entr una farfalla, fece un giro per la stanza e torn nel parco soleggiato.
...la gelosia  una brutta bestia, ripresi. Lucie Ponceau non le avrebbe comunque fatto ombra.
Lei trasal. Un sibilo accompagnava i suoi respiri.
...Ma rappresentava comunque tutto ci che lei non avrebbe mai potuto essere. Usciva dalla
tomba. Trionfante. Ma stordita, insicura di s. Era cos facile giocare su questo sentimento... facilitarle
il passaggio a un altro mondo... Mi sembra di sentirla mentre le ripeteva che aveva ragione, che la
capiva... comera facile... e dolce... con loppio... E poi, nella notte, ha telefonato, mettendo la
sciarpa sulla cornetta, per sapere se il suo piano era riuscito... e ha riattaccato, appena ha sentito la voce di un uomo....
Ancora niente. Aveva chiuso gli occhi. Le labbra erano solo una linea sanguinolenta. Solo i suoi seni vivevano, sotto i colpi di maglio del cuore.
...Il suo trionfo  stato di breve durata. Il suo sgarro non  piaciuto a Blanchard, che era gi
teso perch i suoi affari non stavano prendendo la giusta piega. E per di pi, Rabastens, avendo capito
che mi interessavo a lei e volendo scoprirne di pi, ficcava il naso in giro pi di quanto non fosse lecito.
Quella sera c' stato un po di caos e gli imprudenti sono stati fatti tacere. Rabastens il ficcanaso e
Monique che non voleva mollare la presa su Laumier, ora che era riuscita ad avvicinarlo. E lei si  fatta
prendere dalla paura... ed  partita con Montferrier, non tanto per il possibile contratto, quanto
piuttosto per allontanarsi da quegli uomini... e dal teatro dei suoi misfatti... si  fatta prendere dalla
paura... Ormai, non se ne liberer mai pi....
Si mosse appena, apr gli occhi e mi guard a lungo, ma senza dare limpressione di vedermi.
Aveva il petto ancora scoperto, gonfio di linfa e di vita. Era difficile ammettere che quel petto e quel
viso appartenessero alla stessa persona. Il viso era irrigidito, livido, morto.
Distolsi lo sguardo, riportandolo sul parco cos elegante, cos calmo... e fu allora che vidi due
sagome sul maestoso viale che portava allenorme casa.
Ecco gli sbirri, mormorai con voce sorda. Faroux non si  accontentato di quello che gli ho detto....
Non aggiunsi che sarebbero stati cattivi. Che si sarebbero vendicati con lei, giovane, bella e
desiderabile, del fatto che le loro mogli erano malandate, brutte e mal vestite.
Ecco gli sbirri, ripetei.
Non rispose e io non dissi pi nulla. Non avevo pi nulla da dire. Lentamente, con gesti lenti, si
chiuse i lembi della camicetta sul petto denudato. Mi guard:
Figlio di puttana!, grid con la voce rotta dai singhiozzi.
Mi diede uno schiaffo.
Poi, senza fretta, si diresse verso la porta che si apr prima che lei riuscisse a raggiungerla. Sulla
soglia apparve la sagoma ossuta di Florimond Faroux.
La stavo cercando, le disse.
Io, invece, non stavo cercando nessuno. Girai loro la schiena.
...
.
...
Parigi, 1956.
...
.
...
FINE.